Sorbini: “Resto ottimista ma lo sconforto è al massimo”

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18 maggio 2013

PESARO – Seconda parte dell’intervista a Giancarlo Sorbini, presidente della Robursport. La prima si era conclusa con Sorbini che esprimeva disappunto per la scarsa considerazione di media e sponsor.

Giancarlo Sorbini (foto Danilo Billi)

Giancarlo Sorbini (foto Danilo Billi)

Eppure, alle ultime Olimpiadi – Londra 2012 – la finale femminile ha opposto il Brasile allenato da Ze Roberto, con in campo Sheilla e Jacqueline, agli Stati Uniti di Berg. Insomma, la sfida più prestigiosa con quattro ex pesaresi. Ma a prescindere dall’allenatore mito e dalle tre campionesse, la realtà che rappresentano Robursport e Snoopy sono 400 partite, più di una al giorno, non conteggiando le gare di mini volley e i tanti tornei.

Ciò significa – commenta Sorbini – che tra under 13 e squadre maggiori ospitiamo circa quattrocento team. Alcuni sono di Pesaro, altri della nostra provincia, altri ancora provenienti da località più lontane, da regioni diverse. Un insieme di appassionati che va al bar, mangia una pizza o si ferma al ristorante, che – nel suo piccolo – fa muovere l’economia. E intorno a queste realtà ce ne sono altre, che danno vita ad attività importanti. La nostra prima squadra ha 1.000 – 1.200 spettatori a partita, ma non voglio fermarmi a questo numero, spesso al centro delle attenzioni politiche. Vi propongo un altro conteggio: 2 squadre e 24 giocatrici in campo, magari con i genitori al seguito. Moltiplicate per 400 volte l’anno e verificate il totale. Tante persone che girano nelle palestre. Spettatori non conteggiati, perché da noi si paga solo per assistere alla serie A. Noi riempiamo le strutture dalle 2 del pomeriggio alle 11 della sera. Pensavo, e penso, che tale realtà dovrebbe attirare gli sponsor. In più proponiamo attività motoria, di cui si parla poco; attività pedagogica, a livello culturale, che facciamo con le ragazze e con i tecnici. Situazioni che non pubblicizziamo, ma esistono e sentiamo nostre. Ma non viene evidenziata. Eppure dà tanto a Pesaro, che è la nostra realtà, che ci piace…”.

Mi sono permesso di scrivere, occupandomi del futuro della Vuelle, che se non c’è chi paga, ci si può, anzi ci si deve accontentare di partecipare a campionati inferiori. Nel momento più difficile, voi avete una fortuna: la serie B1 della Snoopy.

Sì, ma non conosco la normativa e come funziona per rinunciare alla serie A1 e giocare in categorie inferiori. Noi abbiamo un direttore sportivo, Piero Babbi, un romagnolo puro, molto esuberante, con il quale talvolta discuto, anzi litigo. Ci siamo incontrati di recente, presenti Sandro Sardella, vice presidente della Robursport, e Barbara Rossi, presidente della Snoopy, per definire un piano A, un piano B e un eventuale piano C. Abbiamo convenuto che la pallavolo costa meno. L’anno scorso si è accertato che, pure con un budget inferiore, si può fare bene. Siamo stati protagonisti, sconfitti solo da Piacenza che ha vinto lo scudetto. Tutto ciò è piaciuto sia a me sia a Piero. Siamo entrambi convinti che possiamo costruire una squadra giovane e disputare ugualmente una stagione onorevole. Rispetto al basket, nel volley la differenza tra A1 e A2 non è tanta. Addirittura – a livello di trasferte – la serie inferiore potrebbe costare di più. E abbiamo saputo di squadre di A2 con budget da campionato superiore”.

Ho definito più volte Giancarlo Sorbini come il Tonino Guerra del volley: un inguaribile ottimista. Se dovessimo misurarne il livello, oggi, a che punto sarebbe, in una scala da zero a dieci?

L’ottimismo non è a 9, è a 7, ancora oltre la sufficienza. Quel che mi rattrista è vedere la scarsa considerazione che, all’esterno, si nutre nei nostri confronti. Ecco, se misuriamo il livello di sconforto, da 0 a 10, è al massimo, a 10. Per fortuna c’è l’ottimismo… L’altra sera ho accompagnato Barbara alla cena della squadra di serie C. Una pizza in compagnia, parlando del futuro delle ragazze. Sono giovanissime, ma qualcuna è attesa dall’esame di maturità e poi dall’università. Parlavano del loro futuro, di una squadra da trovare, magari di salire di categoria. Purtroppo, al momento, non possiamo dare risposte. Ciò provoca un grande dispiacere”.

Fine seconda parte – continua

 

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