Raf, Oana e le Alpi incappucciate di neve. LE FOTO

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19 maggio 2013

PESARO – Dopo alcuni giorni di silenzio Raffaele Pierotti ripropone il diario di viaggio. Un impegno non facile, malgrado la sua passione e il gusto per il racconto. Talvolta è stanco per i chilometri fatti in salita e discesa, lungo sentieri difficili. Altre volte non riesce a comunicare con il telefono. Chi ne segue il lungo viaggio verso Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima, in compagnia della cavalla Oana, era in ansia. Ecco il suo ultimo racconto.

 

Domenica mattina si riparte con il desiderio di scoprire il Piemonte. Appena in paese ritrovo con piacere Sandro e il suo amico Franco che ha la moglie di Urbino. A star con lui non si ha più voglia di ripartire, preferirei restare al bar a parlare di cavalli, dei suoi e dei miei, delle nostre esperienze, far passare questa giornata come se fossimo in vacanza. Mi piace ascoltare Sandro, ma dopo uno scambio di caffè, devo proprio andare…Un bellissimo Gesù, lungo la strada, mi porge l’ultimo saluto di questa terra ligure. E il Passo dei Guazzi mi conduce direttamente nella provincia di Cuneo.

 

Da lì si vedono immediatamente le Alpi, incappucciate di neve. Se Calizzano era brillante sotto il sole, su Garessio si alternano nuvoloni a sprazzi di sereno intenso. Essendo di domenica c’è poco movimento, i negozi son chiusi tranne i fiorai perché è la festa della mamma. Io e Oana riposiamo intorno alle mura del cimitero, visto che è circondato da una grande area erbosa. Inoltre vi è acqua e una tettoia per me se dovesse piovere.

 

San Giacomo è il primo paesello che incontro dedicato proprio al Santo di Compostela. La sua statua è al lato della chiesa e porta in petto la famosa conchiglia. Mi fermo poi a Sant’Anna, poco più avanti, dove, sempre attorno al cimitero, troviamo erba. Martedì mattina si riparte alle 5.30 e sin da subito si preannuncia una giornata bella come il giorno prima, in luoghi magnifici. Una bella vallata dal torrente impetuoso, paesotti dolcemente a impigrire tra angoli di quiete in zone turistiche. A Fabrona Sottana attiro la simpatia di Denise e Ezio, lui proprietario della macelleria e lei la sua simpaticissima commessa. E come sempre devo salutarli e aspettare di rivederli quando avrò terminato il viaggio. Verso il pomeriggio il cielo comincia a riempirsi di nuvole e la primavera torna a scappare, a nascondersi dietro ai ritagli di un maggio dispettoso.

 

A Chiusa di Pesio mi imbatto nel campo sportivo i cui dintorni sono pieni di erba ed essendo entrambi sfiniti ci fermiamo subito. Al Bar Carillon faccio la conoscenza con il proprietario, una persona gentilissima. Alfredo mi diventa subito simpatico e mi offre la sua condivisione di ciò che faccio e la sua amicizia. Daniela, la commessa, conosce Urbino perché suo padre vi ha lavorato per anni. E poi mi conquisto l’amicizia di Lorenzo, il figlio di Alfredo, 6 anni. Mi commuove il suo attaccamento e la sua generosità di bambino, anche se non lo dimostro. Alfredo e la sua simpaticissima moglie, Tiziana, mi offrono una calorosa cena nella pizzeria di Dorella e avverto quel senso di famiglia unita, di restare solidali e legati da una certa maturità.

 

Quando li saluto, la notte diventa più buia e fredda perché la luce e il calore mi abbandonano. Mi aspetta Oana, che, alla luce dei lampioni, sta assistendo ad una partita amichevole di calcio in notturna. La scena è curiosa. Lei dietro il portiere, al di là della rete, a osservare e a ascoltare con la sua ombra divisa in tante ombre sotto la luce incrociata dei lampioni. Ma sento stanco e sapendo che potrebbe piovere durante la notte stendo il sacco a pelo sotto la tettoia di una maestà, nei pressi del campo sportivo.

 

Lunedì 13 maggio è una data importante. Infatti il 13 è un numero ricorrente per le apparizioni della Vergine e per i fatti che ne hanno accompagnato gli eventi. Ed è anche una splendida giornata di primavera, con i colori profondi, brillanti e teneri. Seguo una carrozzabile dove passano quasi solo ciclisti e nessuna auto. Incontro Terenzio, un vecchio boscaiolo che in gioventù ha lavorato per la NATO,; poi altri boscaioli gentilissimi e la strada se ne va che è una meraviglia. In un lato della strada tolgo i ferri a Oana, utilizzando le tenaglie e la lama del machete. Gli arti anteriori erano ormai fuori appiombo e i ferri posteriori ormai sottili come carta. I luoghi che incomincio a visitare sono di una estrema bellezza. La giornata così intensa di colori pone bene in evidenza le ampie vallate, le piste da sci, le abetaie, la vastità di un territorio orograficamente complesso.

LE FOTO (clicca per ingrandire):

 

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