Consiglio, il dibattito sui derivati. Minardi chiarisce

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20 maggio 2013

PESARO – In consiglio provinciale il confronto sulla vicenda derivati. Renato Claudio Minardi: «C’è una trattativa in corso ben avviata sulla chiusura per uno dei due derivati, sta andando avanti da mesi. Non è stata di certo attivata perché Tarsi o il Pdl hanno fatto confusione. Nei prossimi mesi contiamo che si possa arrivare ad un risultato positivo per la Provincia».

Provincia

Un momento del Consiglio Provinciale

L’assessore vuole chiarire: «Il percorso va visto alla luce della normativa nazionale e internazionale. I contratti sono stati sottoscritti nel 2004 e nel 2005, sulla base di un determinato momento storico. All’epoca il costo del denaro cresceva e i derivati coprivano il gap. E’ stata fatta una scelta dieci anni fa, non la giustifico né la condanno. Non si può guardare a questi strumenti facendo una fotografia solo sull’attuale e rendendola assoluta. I derivati siglati con Dexia e Nomura sono una forma di assicurazione sul costo del debito che va vista nel lungo periodo». Per cui, puntualizza, «è necessario retrodatare le valutazioni, ragionando dell’impatto finale dei contratti solo alla fine della loro naturale scadenza». Nota l’assessore che la stessa Corte dei conti delle Marche, nel 2011, aveva segnalato l’esigenza di proseguire il monitoraggio dei contratti ma «senza rilevare particolari criticità legate al bilancio provinciale». Critiche dal Pdl, con Mattia Tarsi che annuncia: «Fino a quando non mi saranno date risposte precise, andrò avanti all’infinito intasando i lavori del consiglio provinciale. Il differenziale è negativo per 2,2 milioni di euro. La Corte dei Conti, dopo il caso Montepaschi, ha detto che i rischi sui derivati fatti dagli enti locali sono molti e imprevedibili. I contratti sono scritti in inglese. Non si fa cenno a i derivati sono stati allungati di 20 anni? La realtà è che all’epoca con questi strumenti si è guardato ad avere spese correnti maggiori, spostando il debito sulle generazioni future. E’ stata violata la legge, perché prima l’operazione sarebbe dovuta passare in consiglio. Ora per ripianare la situazione la Provincia vende le azioni dell’unica società partecipata che fa utili. Qualcuno risponda». Ma Minardi: «Sull’indebitamento la competenza è del consiglio. Ma i derivati, ripeto, non sono debito ma una forma di copertura sul sottostante. Noi abbiamo un costo medio del debito del 3,3 per cento, derivati compresi. Sostanzialmente è molto basso. Imprudenza? Nessuno nel 2004 poteva immaginare che nel 2009 ci sarebbe stato un crollo così verticale del costo del denaro. Non siamo marziani, i derivati sono stati fatti dallo Stato italiano per coprire il proprio debito pubblico. Sono stati sottoscritti da un gran numero di enti locali, dalla metà delle Province del Paese, incluse quelle di centrodestra». Insomma: «Qualcuno dice che la Provincia ha giocato in borsa con i soldi dei cittadini? Non accetto queste affermazioni, sono nefandezze che non tollero e diffido chi le usa. Paragone con vicenda Monte dei Paschi Siena? Completamente sbagliato – continua l’assessore -, non c’è niente a che vedere. In quel caso erano contratti derivati finalizzati a spalmare nel tempo, occultandole, perdite di bilancio. La confusione che si fa è demagogica e fuorviante». Inoltre: «Se nel 2004 la Provincia avesse fatto mutui a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti, oggi avremmo speso comunque 3 milioni in più, nonostante il derivato». Per il capogruppo Pdl Antonio Baldelli, «Minardi parla di massimi sistemi ma non risponde alle domande dell’opposizione. C’è grave responsabilità politica e amministrativa. Parliamo di 50 milioni di euro che magari potevano servire per sistemare scuole e strade. L’assessore avvalla una scelta da cui dovrebbe prendere le distanze. La procedura amministrativa è stata legittima?». Roberto Giannotti (Scelta civica): «Qualcuno ha giocato d’azzardo, insistere con la difesa d’ufficio tout court non aiuta ad accertare la verità. Si è seguita una finanza creativa che in quel tempo andava di moda. Nella gestione della vicenda ci sono precise responsabilità». Daniele Tagliolini (Pd): «Il decreto Tremonti del 2003 ha dato la possibilità agli enti locali di sottoscrivere operazioni derivate per ottimizzare la gestione finanziaria dei debiti attraverso strumenti disponibili sul mercato. I contratti non sono ulteriore debito ma semplicemente uno strumento di gestione del debito. La Provincia ha garantito uno standard qualitativo sui servizi e sulla gestione del bilancio corrente. Sono stati siglati 10 anni fa. Minardi ha dato risposte in questa legislatura, abbassando il tasso di indebitamento dell’ente». Alla fine passa l’ordinde del giorno della maggioranza (voto contrario di Pdl e Lega; si astengono Mei e Giannotti), siglato da Savelli (Rc) e Tagliolini (Pd) che prevede l’impegno «a continuare nell’attento e costante monitoraggio dei contratti; a seguire costantemente gli sviluppi giurisprudenziali per intravedere opportunità per rinegoziare o risolvere i derivati; a valutare la possibilità di chiudere i contratti attraverso azioni transattive favorevole all’ente». E’ bocciato invece l’ordine del giorno di Pdl e Lega, votato anche da Scelta civica-Udc.

 

Commissioni. La conferenza dei capigruppo stabilisce nuove designazioni nelle commissioni. Le novità: in commissione Bilancio, Ilari e Carloni al posto di Talè e Tagliolini; in commissione Lavori Pubblici, Foronchi sostituisce Tagliolini; in commissione Ambiente, Sanchioni subentra a Tagliolini; in commissione Turismo, Perugini sostituisce Tagliolini; in commissione Urbanistica, Talè al posto di Sanchioni; nella seconda Commissione di Controllo e garanzia entra Pascucci al posto di Rovinelli; nella prima commissione di Controllo e garanzia Rognini subentra a Foschi.

 

Di Matteo. Il consiglio approva all’unanimità un ordine del giorno per esprimere la «vicinanza e solidarietà al magistrato Antonino Di Matteo, gravemente minacciato di morte per la ricerca della verità sui mandanti delle stragi italiane», prendendo atto anche della «proposta del liceo scientifico Marconi di Pesaro ad investire le istituzioni del ruolo di tutela dell’operato della magistratura e di sostegno verso chi opera contro la criminalità organizzata e l’illegalità».

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