Il nodo Vuelle: 10 motivi per dire no alla LegaDue

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25 maggio 2013

PESARO – Si entra nella settimana decisiva per le sorti della Victoria Libertas Pesaro, con la scadenza improrogabile del 31 maggio che decreterà le sorti future del basket pesarese. Ricordiamo infatti che entro venerdì si dovrà presentare la domanda di iscrizione per la serie A versando 15.000 euro (non rimborsabili). Per il momento è solamente questo l’obbligo da rispettare, ma senza questo pezzo di carta in mano la Vuelle rischia di sparire dal salotto buono della pallacanestro italiana per ritrovarsi nella stessa situazione di Treviso, precipitata nelle divisioni regionali per un anno e attualmente alla ricerca di una wild card per la Legadue. Ci sembra indispensabile compiere questo semplice primo passo, anche senza avere la certezza di trovare le risorse economiche richieste dal consorzio per la prossima scadenza (22 giugno), quando si dovranno avere maggiori certezze sulla reale disponibilità economica per affrontare il prossimo campionato. Se i vertici societari biancorossi non se la sentiranno di versare la fideiussione richiesta, si lascerebbe aperta la possibilità di scambiare il diritto sportivo con una formazione della Legadue Gold, con Barcellona Pozzo di Gotto che ha già chiesto informazioni. Ricordiamo infatti che nel basket non esiste l’autoretrocessione e la Vuelle non ha, allo stato attuale delle cose, nessun requisito sportivo per partecipare ad un campionato diverso dalla serie A e, a meno di garanzie ottenute direttamente dai piani alti della Fip, con il neopresidente Gianni Petrucci che segue con attenzione la vicenda, Pesaro si ritroverebbe senza niente in mano e dovrebbe attendere fino al 20 luglio qualche gesto caritatevole da parte dei vertici della pallacanestro italiana. La Vuelle si appresta a domandare ai suoi tifosi un atto di fede, con l’apertura anticipata della campagna abbonamenti versando 50 euro, proposta tra l’altro già lanciata su questo sito l’estate scorsa (rileggi l’articolo del 21 giugno 2012 qui) e invitando le associazioni di categoria a sottoscrivere pacchetti su misura di abbonamenti a cifre consistenti (fino a 5.000 euro), ma se si chiede ai tifosi di dover rimediare ai danni commessi dalla dirigenza pesarese, incapace negli ultimi anni di trovare sponsor per sostituire il mai ringraziato abbastanza Valter Scavolini. E’ giusto ripagare la fiducia di tutti coloro che hanno a cuore il futuro del basket in riva al Foglia, permettendogli almeno un’altra stagione nel massimo campionato e non arrendendosi alle prime difficoltà rifugiandosi nelle categorie inferiori. I soldi per partire ci sono, quello che manca è il coraggio di affrontare una stagione senza avere le spalle coperte al 100%. Noi nella serie A ci crediamo ancora, specialmente se sarà l’occasione per ripartire con un progetto serio, liberandoci di coloro che poco hanno fatto per il bene della Vuelle, se saremo capaci di dotarci di un nuovo organigramma societario, con dirigenti bravi e preparati che hanno Pesaro nel cuore e non nel portafoglio. Ci sembra giusto provare almeno per un’altra stagione a rimanere nei vertici e vi diamo anche dieci ragioni per mettervi dalla nostra parte.

 

DIECI MOTIVI PER RIMANERE NELLA MASSIMA SERIE

1. Sponsorizzazioni
Chiariamo subito un punto: il milione e 200mila euro circa a disposizione in questo momento, viene dalla garanzia di disputare la serie A, si deve capire che per la Legadue non ci sarebbero tutti questi soldi disponibili e aziende come la Banca delle Marche non garantirebbero la stessa cifra, ma la ridurrebbero o addirittura non sarebbero più disposte a sponsorizzare la Vuelle in una categoria inferiore e il tesoretto raccolto finora si disperderebbe velocemente.

2. Promozione non così sicura
Proprio per il punto esposto in precedenza, non è che allo stato attuale delle cose ci sia una reale possibilità di essere promossi subito dalla eventuale Legadue, perché il budget a disposizione non sarebbe il più alto e ci si dovrebbe confrontare con diverse squadre più attrezzate della Vuelle, sia a livello economico, sia come conoscenza del campionato. Non bisogna commettere l’errore di pensare che l’eventuale anno da trascorrere in Legadue sia una stagione di purgatorio prima di ritornare in serie A, ma si rischia di rimanerci per tanto tempo, specialmente senza un reale progetto di crescita.

3. Retrocessione non così sicura
Stiamo già leggendo di un campionato di serie A che vedrà la Vuelle perdere tutte e trenta le partite con scarti abissali. Ci dovrebbero spiegare il perché. La regola degli ottocentomila euro da spendere obbligatoriamente in un anno per pagare i giocatori è nata proprio per evitare che esista una squadra composta da soli juniores che falsi il campionato, la prossima Vuelle sarà composta tranquillamente da cinque italiani e da cinque stranieri e non dovranno per forza essere dei brocchi, anche se costeranno 50.000 euro all’anno. Anzi è proprio con pochi soldi a disposizione che si vedrà la bravura di chi sarà chiamato a costruire il roster, perciò si dovrà vedere una Vuelle sicuramente in lotta per non retrocedere, ma con tutte le carte in regola per combattere ad armi pari con le altre pericolanti.

4. Campionato sempre più livellato verso il basso
Finora non c’è stata nessuna squadra di serie A che si è dichiarata disponibile a spendere più soldi dell’anno precedente, anzi, tutti avranno meno denaro in cassa, in un generale livellamento verso il basso di questo povero basket italiano, sempre più penalizzato dalla crisi economica e dalla incapacità della classe dirigente di valorizzare uno sport che rimane sempre il secondo in Italia per numero di spettatori. Città come Montegranaro, Caserta, Avellino e Cremona hanno molti meno soldi in partenza della Vuelle e avranno tanti problemi nella costruzione delle loro squadre, perciò non aspettatevi solamente squadroni imbattibili, ma ci si potrebbe giocare la salvezza con almeno altre quattro-cinque formazioni.

5. Visibilità mediatica
Pur con diverse difficoltà, anche in questa stagione i tifosi pesaresi sono riusciti a seguire la Vuelle in televisione nelle trasferte, grazie ai pochi passaggi sui network nazionali e all’accordo con le emittenti locali, anche se l’anno prossimo TVRS rischia di chiudere per mancanza di fondi. In Legadue per adesso viene confermata solo una diretta su sedici incontri, ogni venerdì sera su Raisport, mentre per le altre partite ci sono remote possibilità di seguirle in streaming sul vostro tablet, ma per un numero esiguo di partite e perdendo comunque una buona fetta di pubblico che non ha nel Pc il principale mezzo per seguire le partite. Se nel pacchetto offerto alle associazioni si chiedono 5.000 euro per un abbonamento con la garanzia di farsi pubblicità in televisione, bisognerebbe garantire anche che la programmazione televisiva esista veramente.

6. Salvezza conquistata sul campo
L’ auto-retrocessione in Legadue auspicata dall’attuale dirigenza cancellerebbe completamente la stagione appena conclusa, dove pur con tanta sofferenza la Vuelle si è meritata la salvezza e per raggiungere questo scopo si sono spesi anche soldi imprevisti per gli acquisti in corsa di Kinsey e Stipcevic. Se l’obiettivo fosse stato quello di disputare la Legadue, non avrebbe avuto molto senso spendere soldi per rinforzarsi.

7. Costruzione della squadra
Può sembrare un controsenso, ma mettere in piedi una squadra in serie A è più semplice rispetto alla Legadue. Nella seconda serie devi trovare sette italiani di valore, con l’obbligo di avere almeno 3 under 23 nel roster e non possono essere dei tappabuchi, perché il regolamento ti impone di schierarli per 30 minuti complessivi sul parquet, poi con due soli stranieri, se sbagli un americano non è facile rimediare all’errore. Nella massima serie invece puoi continuare tranquillamente con la formula cinque più cinque e con Amici, Traini, Flamini ed eventualmente Cavaliero il gioco è già fatto e dovrai “solamente” trovare cinque stranieri di basso costo, sapendo che ti puoi permettere anche un paio di errori.

8. Considerazione del pubblico pesarese
Se si mettono le cose in chiaro dall’inizio, il pubblico pesarese ha dimostrato di essere pronto ad un altro anno di sofferenza, con la salvezza da conquistare con le unghie e con i denti. In fin dei conti nella stagione appena conclusa la Vuelle ha sempre navigato nei bassifondi della classifica e non ci sembra che ci siano state grande contestazioni, anzi la squadra è stata sostenuta sempre con calore, anche quando era palesemente da ultimo posto come ad inizio stagione. Poi certamente non si può pensare di andare avanti così per un decennio, ma Pesaro ha dimostrato di essere matura e di adeguarsi alle circostanze avverse.

9. Nuovi sponsor
Non sarà facile, ma la ricerca di nuovi sponsor non si dovrà arrestare al periodo estivo, ma continuare per tutto l’arco della stagione, se finalmente la Vuelle di doterà di un settore marketing all’altezza, formato da persone competenti del settore. E’ auspicabile che la ricerca dia buoni frutti e, magari a gennaio si troverà il main sponsor che ci tolga dagli impicci, cerchiamo di rimanere nella parte buona della pallacanestro per attirare quei pochi temerari disposti ancora ad investire in questo sport.

10. Dove saremo l’anno prossimo?
Se proprio non ce la faremo a fare una squadra dignitosa e questa stagione finirà con la retrocessione in Legadue, vorrà dire che la città non è veramente più in grado di supportare la serie A e ci adegueremo alla realtà, ma partendo direttamente a settembre dalla seconda serie le possibilità di ritrovarci nel 2014 in serie A si riducono drasticamente.

 

La domanda è sempre quella: Volete provare per un’altra stagione a rimanere in seria A, sapendo che ci sarà da soffrire, ma che basterebbe pochissimo per fare il salto di qualità e diventare addirittura una squadra da playoff? O ritenete opportuno arrendersi alle difficoltà, rifugiarsi in seconda o terza serie e dare veramente ragione a chi sostiene che senza Valter Scavolini la Pesaro del basket non si merita nulla? Attendiamo il vostro parere.

5 Commenti to “Il nodo Vuelle: 10 motivi per dire no alla LegaDue”

  1. red scrive:

    In dieci punti hai scritto tutto quello che noi tifosi pensiamo , riuscirà chi di dovere (non si sà chi ) a capire ?

  2. Gorgo scrive:

    Dieci punti fondamentali!Le menti malate che vogliono la Legadue devono focalizzarli molto bene!

  3. Enrico80 scrive:

    Questo:”ritengo opportuno arrendersi alle difficoltà, rifugiarsi in seconda o terza serie e dare veramente ragione a chi sostiene che senza Valter Scavolini la Pesaro del basket non si merita nulla?”.
    Purtroppo è la dura realtà ed è ora di accettarla. È tempo di fare un passo indietro e attendere tempi migliori.
    Mai più stagioni vergognose come quella appena trascorsa. Meglio fare altro!

  4. francesco scrive:

    ma chi paga????

  5. Daniele scrive:

    Sembra un incubo … una città di basket come Pesaro che deve annaspare per fare un campionato di Serie A … MA CHE RAZZA DI DIRIGENTI ABBIAMO CHE SE LA SQUAGLIANO IN LEGADUE (FORSE) incapaci di gestire un bene comune dove gente come W. Scavolini hanno investito una vita per portare Pesaro sul tempio del basket

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