Presentata nella sala “Adele Bei” della Provincia l’omonima associazione. Il 30 e 31 maggio un convegno a Urbino

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27 maggio 2013

URBINO – Sarà un centro di iniziative culturali e documentazione, punto di riferimento per gli studiosi dell’architettura del ‘900 e di tutti coloro che sono interessati a conoscere ed approfondire le opere dell’architetto Giancarlo De Carlo nei suoi cinquant’anni di attività ad Urbino e nel territorio. Ca’ Romanino, la casa progettata nel 1967 dal grande architetto, avrà un interessante ruolo grazie all’omonima Fondazione, presentata ufficialmente nella sala “Adele Bei” della Provincia. Alla presenza della proprietaria della struttura Sonia Morra, che è anche presidente della Fondazione, la professoressa Laura Piccioni dell’Università degli Studi di Urbino ha evidenziato le funzioni che la Fondazione potrà svolgere, prima fra tutte un ruolo ricettivo e di accoglienza, mettendo a disposizione degli interessati la grande raccolta di disegni, documenti, piani e progetti predisposti da De Carlo per Urbino.

 

“Ca’ Romanino, che testimonia l’eccezionale connubio tra qualità architettonica e suggestione del contesto ambientale e paesaggistico – ha detto Laura Piccioni, che fa parte del Cda della Fondazione – potrà anche promuovere ed ospitare convegni e seminari di studio, in un rapporto di scambio con strutture analoghe e in collegamento con le sedi universitarie interessate ad approfondire la conoscenza delle opere di De Carlo e dell’intero patrimonio architettonico di Urbino. Inoltre, potrà interfacciarsi con le istituzioni locali sui temi della salvaguardia e riqualificazione funzionale delle architetture antiche e moderne presenti ad Urbino e nel suo territorio”.

 

Prima iniziativa della Fondazione è l’organizzazione del convegno “Urbino e il patrimonio del moderno” che si terrà al Collegio del Colle di Urbino il 30 e 31 maggio, per una riflessione concreta sulla storia di questo immenso patrimonio ma anche sulla necessità di salvaguardia e valorizzazione. “E’ importante – ha evidenziato l’assessore provinciale alla Cultura Davide Rossi – capire come la parte storica e monumentale della città possa dialogare con l’architettura contemporanea. Non è più possibile che la parte urbanistica moderna di un territorio si sviluppi indipendentemente dal suo aspetto storico”.

 

L’incontro è stato arricchito dalla lettura, da parte di Lucia Ferrati e Giorgio Donini, di testi di Giancarlo De Carlo.

 

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