Teatroltre è “Senza Fine”. Ultimo appuntamento con la Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti

di 

27 maggio 2013

URBINO – Volge al termine TeatrOltre, rassegna dedicata alla scena contemporanea promossa da Comune di Pesaro, Comune di Urbino, AMAT con il contributo di Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La conclusione è affidata venerdì 31 maggio a Urbino a Senza fine di Erica Montorsi, uno spettacolo della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti (che ospita la rappresentazione) che nasce dall’incontro tra un testo operistico seicentesco e un saggio dei nostri giorni di Jean Baudrillard.

 

L’intimidazione religiosa e la minaccia dell’inferno, presenti nel libretto Il ballo delle ingrate musicato da Claudio Monteverdi del 1608, si mescolano al linguaggio profetico, infuriato e indignato di Baudrillard e del suo testo Lo scambio impossibile. In Senza fine i due lavori deflagrano, suggerendo un sistema in cui la distinzione di causa e fine, di giusto e sbagliato collassano, facendo diventare il mondo enigmatico. L’incertezza diventa qui la regola del gioco e l’ironia l’ultimo bagliore prima dell’estinzione.

 

«Il ballo delle ingrate e Lo scambio impossibile sono stati centrifugati insieme in un ballo impossibile e in uno scambio di ingratitudini. Per costruire Senza fine – scrive Francesco Calcagnini docente della Scuola di Scenografia – si è attinto e spinto, si è trasfigurato e mortificato. Il ballo delle ingrate, libretto musicato da Claudio Monteverdi del 1608, è un microcosmo di inumanità in cui compaiono solamente esseri ultraterreni, in cui la crudeltà divina raggiunge una brillantezza squisita impossibile agli uomini, (se non consideriamo che quel dio è un prodotto dell’uomo). Il testo è in linguaggio operistico seicentesco, bisognoso di parafrasi e soggetto a incomprensioni, pieno di metafore e di allusioni. Oggi l’intimidazione religiosa e la minaccia di un inferno in cui essere dannati per sempre hanno poca presa su di un pubblico di quattro secoli dopo. E l’espediente di rivolgersi direttamente ad esso puntando il dito risulta debole perché le persone sono abituate a sentirsi rivolgere apertamente la parola dalla comunicazione, sia dal palco di un teatro o dalla quotidiana televisione.

Eppur qualcosa c’è. Come oliare il meccanismo? Lo spettacolo non vuol essere un monito, non è una festa danzante, non è un lamento… Cos’è? Non era nelle intenzioni mettere Lo scambio impossibile in comunione con un testo teatrale ben composto e chiuso come Il ballo delle ingrate, ma è stato senz’altro utile servirmi degli strumenti che mette a disposizione.»

 

L’ingresso allo spettacolo è gratuito. Inizio ore 21.30. Per informazioni AMAT 071 2072439.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>