Da Cagli a Fatima a cavallo. Raffaele Pierotti: “Siamo a Sisteron, a metà del viaggio di andata”

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28 maggio 2013

 

PESARO – Raffaele Pierotti e la sua cavalla Oana sono a metà strada. Partiti da Cagli sabato 6 aprile, i due hanno raggiunto i 2.000 chilometri. Per raggiungere Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima ne mancano altrettanti. Purtroppo, al momento non siamo in grado di mostrare l’altimetria, ma non c’è dubbio che Raffaele e Oana abbiano scalato più montagne dei ciclisti impegnati nel recente Giro d’Italia. Dispiace che le televisioni nazionali, quelle sempre pronte a spostare troupe per scandali, omicidi e altri truci fatti di cronaca, non abbiano sentito il piacere, prima ancora che il dovere, di dedicare un po’ di attenzione a quella che è una vera e propria impresa, nel segno della Fede e del rispetto della bellezza della natura. Pazienza, noi continuiamo a seguire con affetto, ma anche come dovere di cronaca, il viaggio dei due amici, che all’estero – come potete leggere – suscita interesse.

 

 

Notre Dame de Laus è splendida e la Via Crucis da leggere in francese fino alla sommità del monte un’esperienza fantastica. La primavera e la Via Domizia mi spingono avanti verso Gap. I francesi mi chiamano al cellulare. E’ Bernard Pavie, un uomo importante nell’equitazione. Mi viene a prendere in paese e indica la strada per il suo centro. Sbaglio strada e mi viene a riprendere. Bella figura!

 

Oana rimedia con un bel trotto allungato tra le vie di Gap, semafori, negozi, rotatorie, incroci, bus parcheggiati… tanto che suscita l’ammirazione di Pavie. E anche la mia. All’arrivo mi attende un giornalista. Le ragazze allieve della scuola cattolica Saint Joseph di Gap vengono disposte in riga dietro a me mentre le foto vengono scattate velocemente, come al cospetto di una star. Tanto onore mi commuove, ma lo nascondo, cercando di scherzarci sopra.

 

Mostro l’equipaggiamento e racconto del mio viaggio con l’interprete, Marjorie, una bellissima donna e istruttore del bel maneggio di Pavie, Ecuires de la Laye. Ma chi e’ Bernard Pavie? E’ il responsabile del Turismo Equestre della FITE (Federazione Internazionale di Turismo Equestre), organo che disciplina nella Comunità Europea le attività dell’Equitazione di Campagna. Il mio viaggio rientra nelle sue competenze, della FITE, e quindi di Pavie. Ogni paese ha la sua federazione nazionale che resta sotto la Fite. In Francia è l’ONTE, in Italia la Fitetrec-Ante. Quest’ultima, nonostante rientri nei suoi scopi statutari e i continui inviti, non si è degnata di considerare la mia impresa nemmeno di quel poco che meritava. E nemmeno Cavallo Magazine. L’ultimo tentativo è stato fatto il lunedì mattina mentre mi dirigevo a Bersezio, chiamando entrambi. Ne ho parlato con Pavie mentre, da ospite, ho cenato assieme a lui nella sua bella casa, e assieme alla signora Evelyn, graziosa madre di Bernard. E’ un uomo di 62 anni e ne dimostra 50/55 ed è molto simpatico e gentile. E’ stato un grande cavaliere e una volta campione, divenuto tale in Italia, alcuni anni fa. E’ impossibile non entrare in sintonia con lui. Potrebbe essere un padre per me o un maestro da seguire. Si sta preparando per organizzare il mio arrivo per Lourdes, previsto per il 10/12 giugno…

 

Riparto il mattino presto con la pioggia che prova a seguirmi, ma rimane addossata alle Alpi attorno a Gap. Non posso prendere la Domiziana perché Pavie mi avverte della presenza di una passerella troppo stretta per i cavalli e prendo l’asfalto fino a Tallard. Da lì riprendo la Via e salgo di quota. Alcuni imprevisti di sentiero mi fanno prendere altre alternative e alla fine scendo a Foucon du Caire. Poco più avanti trovo il primo punto internet per i pellegrini. Vorrei utilizzarlo in qualche modo o scambiare qualche parola con gli impiegati, ma cosa dico senza la padronanza della loro lingua? A Caire trovo anche il primo luogo di Accoglienza per i Pellegrini. Ma è presto per fermarsi. Alla fine della giornata mi accampo in un magnifico campetto ricco d’erba, addossato alla montagna. Alla notte la luna piena e rossa comincia a essere coperta dalle nuvole. Sacco a pelo e coperte e via a scendere fino al capannone industriale che mi offre il migliore dei ripari. Alle 4 acqua a dirotto e biancore sulle cime più alte dei monti circostanti.

 

Alle 6 neve! Cade a fiocchi grandi, ricopre presto… è Natale. E non scherzo. La temperatura scende. Immagino Oana infreddolita e corro ad aiutarla. La sello in fretta in quel mondo ormai imbiancato, rigato dai grossi fiocchi. Ho poche scelte. Avendo notato il giorno avanti le insegne di un maneggio chiedo ospitalità. E scopro che funge da Centro Accoglienza Pellegrini, il secondo che trovo. Cucina, camere, salotto, bagni, il tutto per 5 ospiti. Mme Giersh del centro equestre La Bâtie Neuve mi accoglie immediatamente nella sua bellissima struttura e quando al pomeriggio torna un tempo decente faccio contenta Oana trovandole un bella area erbosa vicino al torrente Le Sasse.

 

Domenica 26 maggio, mattina: si parte con il sereno, ma con un freddo che gela le mani e impedisce a Oana di rilassare i muscoli. Un caffè caldo al vicino paesello e via verso Sisteron con l’aria che si fa sempre più calda attraversando la bellissima valle del torrente Le Sasse. Da quasi due giorni sono senza segnale sul telefono mi ritorna molti chilometri dopo. Ma non c’è connessione per comunicare on line. E nemmeno in città. Sisteron è una cittadina piacevole e provo a contattare Mariette e Antoine, incontrati sul Monte Gottero, diretti verso Assisi. Ma il numero non è corretto. Peccato, avrei scambiato con loro due parole volentieri. Vado avanti senza utilizzare la Domiziana per avere la possibilità di fare qualche acquisto alimentare e per la brevità del percorso. Ho detto che Sisteron e’ un bel paese, ma è anche il luogo che segna, chilometro più chilometro meno, metà del mio percorso d’andata: 2000 chilometri!

 

 

3 Commenti to “Da Cagli a Fatima a cavallo. Raffaele Pierotti: “Siamo a Sisteron, a metà del viaggio di andata””

  1. Alberto scrive:

    Grande Raffi stai facendo qualcosa di veramente incredibile !!! Un grande abbraccio Ciao Alberto

  2. marco bucci scrive:

    Ciao Raffaele, chissà quante mani stritolerai in questi duemila chilometri.
    La vita può essere per tutti un bel viaggio e tu hai deciso di arricchirla di percorsi belli e personali e di avventure che per la maggior parte delle persone son sconosciute; non sono l’unica via per la felicità ma comunque degne di totale rispetto. L’importante è viverle bene, nel modo più sincero e intenso….ma perchè ti scrivo ste cavolate?? Forse perchè un pochino vorrei esserci anch’io.
    Ti Auguro di cuore un Buon Viaggio
    Buone Strade e Buoni Giorni…..e Buona Salute, marco

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