Raffaele e Oana avanzano in compagnia di pioggia, freddo e febbre

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30 maggio 2013

Raffaele e Oana hanno trovato accoglienza nel Centro Equestre Les Crins de Gaïa

Raffaele e Oana hanno trovato accoglienza nel Centro Equestre Les Crins de Gaïa

PESARO – Il viaggio di Raffaele Pierotti e Oana prosegue, accompagnato da tempo inclemente che crea qualche problema al cavaliere cagliese e alla sua cavalla.

Lunedì 27 è una bella giornata come la precedente. Oana è nervosa, ma pian piano riprende il ritmo del viaggio. Il sentiero diretto a Compostela mi porta a salire e sovrastare la bella e larga valle della Durance e anche a stupirmi di fronte al paese di Lurs. Sito religioso dell’epoca romana, graziosa sotto il sole primaverile, riflette come vetro puro una quiete appagante, liberatoria, di un altro mondo. Lasciandomela alle spalle e scendendo di quota si nota maggiormente la sua bellezza dal versante meridionale.

Nonostante la febbre non posso non ammirare la valle che sto percorrendo, non più fluviale, bensì collinare e interessata ai lavori agricoli. Vedo finalmente il fieno pressato nei campi, segno che qui, negli ultimi giorni, il tempo è stato più clemente. Mi dicono che nella nostra campagna piove continuamente e gli agricoltori sono disperati…

Un’ora prima di Forcalquier devo farmi portare da Oana. L’influenza che sta arrivando comincia a indebolirmi e mi porta dolore alle giunture. Oana mi rimette in sesto e intorno alle 5 del pomeriggio finisco dritto dritto al Centre Equestre Les Crín s de Gaïa, dove Steve Latruffe e Juliette Roux, entrambi istruttori, si adoperano per me e Oana. Soprattutto vogliono parlarmi, sapere, attraverso Elsa che conosce l’italiano.

La signora Roux si interessa molto di Oana. Le sta attorno, la osserva attentamente, sembra colpita da questa cavalluccia che si è fatta più di 2000 chilometri. Dal pane al materasso per dormire, mi offrono la massima accoglienza che possono. Rimaniamo d’accordo per le foto per la mattina seguente alle 7. Attendo fino alle 7,30, ma il centro rimane deserto. Non posso aspettare e preferisco andare. Un’ora dopo il tempo è veramente brutto e mi fermo in un deposito del Comune di Forcalquier, dove un bel prato attende Oana. Io e l’equipaggiamento ci accomodiamo dentro quei grandi tubi industriali. Fino a mezzogiorno piove molto e poi le nuvole si alzano. Sello Oana e ripartiamo diretti a Céreste dove ci attendono nel prossimo maneggio. Alle 16 quel mattacchione del tempo fa riabbassare le nuvole. Una cappa grigia s’impossessa di tutta l’alta vallata e non c’è scampo. Di nuovo si copre la sella, di nuovo mi copro io. I pantaloni dell’impermeabile si rompono e mi inzuppo la parte scoperta.

Appena possibile lascio la Domiziana per una provinciale, più corta, ma comunque restano da fare ancora 15 chilometri. Monto in sella e spingo Oana ad alternare il passo al trotto. Ci si ferma in qualche tettoia incontrata per strada sperando che cessino gli scrosci ma perdo solo tempo. Non c’è nulla per accamparsi e allora si va avanti. Arriviamo tra le 18 e le 19, stanca Oana e bagnato io, ma il signor Olivier ci mette a disposizione posta e alloggio. Mentre libero Oana dell’equipaggiamento, lui accende la stufa e al mio ritorno trovo le tre stanze calde. Un sogno.  Metto tutto ad asciugare e ceno con le mie cose, mentre penso a Oana e all’unico vero sforzo che le ho chiesto da quando siam partiti. E un po’ mi dispiace.

Un commento to “Raffaele e Oana avanzano in compagnia di pioggia, freddo e febbre”

  1. Giorgio Amadori scrive:

    Sono felice che in ogni posto tappa trovi sempre gente ospitale, è vero, questo tempo non aiuta nessuno, specialmente chi deve spostarsi a piedi, ma vedrai che presto migliorerà. Un abbraccio, e una carezza a Oana.

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