Ospedale di Fossombrone, i sindacati scrivono al sindaco

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31 maggio 2013

FOSSOMBRONE – Una lettera aperta al sindaco di Fossombrone. L’hanno scritta Simona Ricci, Sauro Rossi e Riccardo Morbidelli, segretari provinciali rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil, sulla situazione dell’ospedale. Ecco il testo integrale:

Al Sindaco del Comune di Fossombrone

 Nelle scorse settimane queste OO.SS., dopo aver svolto tre assemblee di zona territoriale a Fano, Pesaro e Urbino per illustrare ai cittadini, ai lavoratori del settore e alle amministrazioni pubbliche la nostra posizione riguardo lo stato dell’arte della vertenza che da mesi abbiamo aperto sulla sanità nei confronti della Regione, hanno, singolarmente ed in forma congiunta, invitato l’amministrazione del Comune di Fossombrone ad un incontro. Un incontro che potesse mettere in chiaro, se mai ce ne fosse bisogno, le specifiche considerazioni di merito sulla situazione dell’Ospedale di polo di Fossombrone nel contesto più ampio e necessario dell’Area Vasta 1 territorialmente intesa.

Questo perché pareva a noi  fosse in atto nella città un’opera di disinformazione e di denigrazione sull’operato del sindacato confederale, sfociata più volte, in episodi dimostrativi dai toni offensivi che abbiamo ritenuto di dover segnalare anche alle autorità competenti.

Nel rinnovare la nostra disponibilità, pur in un quadro regionale di confronto con Marche ancora molto poco chiaro, difficile e tutt’ora aperto e in un quadro nazionale che vede il Servizio Sanitario Pubblico oggetto di un taglio dalle dimensioni mai viste in precedenza, riteniamo utile sottolineare, in estrema sintesi, le valutazioni sin qui fatte che caratterizzano il nostro severo giudizio sulle proposte di riordino del servizio sanitario regionale fatte sin qui dalla Giunta, con il parere favorevole della V° Commissione Consiliare competente.

E’ bene ricordare che le OO.SS. scriventi, in linea con quanto previsto dal PSSR hanno sempre ritenuto condivisibili l’obiettivo della riduzione della frammentazione ospedaliera e quello della de-ospedalizzazione puntando a migliorare l’appropriatezza dei percorsi e degli interventi sanitari e assistenziali. Hanno però sempre sostenuto che tali processi dovessero essere contestuali al rafforzamento dei servizi territoriali, all’irrobustimento della rete di integrazione socio-sanitaria e di quella dell’emergenza-urgenza.

I principali limiti dell’attuale fase di riordino stanno proprio in questa evidente sfasatura che il quadro di emergenza economica non basta a giustificare.

Alcune valutazioni specifiche

 

  • Dgr 735/2012: nella proposta della Regione cosi come deliberata il 20/5 dalla Giunta, raccolto il parere della V° Commissione Consiliare competente, questa Area Vasta 1 territorialmente intesa appare tuttora ingiustamente e inspiegabilmente penalizzata in termini di posti letti per acuti/1000 ab. Considerando infatti i soli posti letto per acuti così come definiti dalle attuali normative nazionali e regionali questa area vasta avrà 2,73 p.l., ben al di sotto del dato medio regionale e del limite nazionale. L’ulteriore “correzione” dei 50 p.l. definiti di “cure intermedie” all’interno delle Case della Salute, che porterebbero il dato a 3,16, non essendoci oggi una specifica regolamentazione e non essendo questi ultimi classificabili come posti letto per acuti non possono, a nostro giudizio, essere presi in considerazione nella valutazione del fabbisogno, del tutto sottostimato, di posti letto per il nostro territorio provinciale. E’ evidente che qualsiasi considerazione sulle trasformazione e sulla riqualificazione dell’Ospedale di Fossombrone non può essere che ricollocata dentro una rivalutazione complessiva della proposta di riordino per l’Area Vasta 1 che superi le criticità fin qui evidenziate e dia risposte di salute per l’acuzie adeguate, qualificate ed appropriate. Tale rivalutazione andrebbe accompagnata da un’analisi attenta e dettagliata, fin qui mancata con la Regione, che metta a disposizione delle parti sociali ed istituzionali  i flussi sanitari, i dati sui DRG e sulla mobilità passiva aggiornati e sulle liste di attesa.
  •  Dal corpo della delibera approvata, le richieste specifiche avanzate dalla V° commissione in merito all’ospedale di Fossombrone non appaiono accolte, in particolare quella da noi avanzata alle Direzioni di Marche Nord e di Asur già da diversi mesi e che vanno nella direzione di una valorizzazione della struttura e delle professionalità ivi operanti, e cioè la possibilità di utilizzare in Day Surgery il blocco operatorio di Fossombrone con specifico accordo con l’Azienda Ospedaliera e l’Asur stessa. Non viene accolta neppure la richiesta di prevedere il CAL .
  • Sistema Emergenza Urgenza: dagli atti sin qui proposti dalla Regione appare evidente la penalizzazione dell’Area Vasta 1 che perderebbe ben due mezzi di soccorso.
  • Servizi territoriali: sono i grandi assenti, a nostro giudizio, dal dibattito pubblico quando, al contrario, appaiono oggi quelli più in sofferenza in termini di carichi di lavoro e carenza di servizi offerti. Parliamo dell’area della prevenzione, della domiciliarità, della salute mentale e delle dipendenze patologiche nonché di tutte le strutture consultoriali oramai ridotte ai minimi termini.
  • Case della Salute: dovrebbero essere il perno del nostro sistema di cure primarie ma l’attuale configurazione sembra molto distante dai modelli ottimali; previsti a regime.

Sono, quelle sopra, considerazioni estremamente sintetiche che, in ogni caso, trovate approfondite nei documenti che CGIL CISL UIL Marche hanno prodotto in merito e che, per quello che ci riguarda come OO.SS. Territoriali, confederali e di categoria, abbiamo più volte esplicitato sia nelle sedi di confronto sindacale sia pubblicamente attraverso gli organi di informazione.

Pur in un quadro estremamente difficile di tagli e carenza di programmazione sul piano nazionale, queste OO.SS. non si sono mai sottratte alle loro responsabilità, sapendo che più volte in questi anni, anche con scioperi e mobilitazione, abbiamo segnalato alla comunità provinciale e agli amministratori tutti la necessità che non si scaricassero sul personale del comparto sanità pubblica e sui cittadini le inefficienze, le scelte o le non scelte, i ritardi spesso ingiustificati, gli ordini e i contrordini in tema di riorganizzazione dell’Asur che hanno messo in fibrillazione e spesso in confusione tutti gli operatori senza fornire loro un quadro chiaro e certo per poter organizzare servizi e fornire risposte appropriate. Spesso abbiamo dovuto farlo da soli, senza che al nostro grido di allarme si accompagnasse quello delle amministrazioni locali, salvo poi farlo in extremis quando “i buoi sono fuggiti dalla stalla”.

Ciò nonostante, con l’obiettivo di salvaguardare e qualificare in ogni modo il Servizio Sanitario Pubblico di questa regione e del paese, continueremo a fare il nostro mestiere, con coerenza e impegno, perché la difesa del diritto alla salute richiama tutti alla massima responsabilità.

                                Simona Ricci (Cgil), Sauro Rossi (Cisl), Riccardo Morbidelli (Uil)

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