Festa della Repubblica, il discorso del sindaco Ceriscioli

di 

2 giugno 2013

Luca Ceriscioli*

2 GIUGNO 2013

Un saluto a tutti gli intervenuti: al  Signor Prefetto, ai rappresentanti delle Assemblee elettive nazionali e locali alle rappresentanze militari e delle Forze dell’Ordine, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e soprattutto a tutti i cittadini.

Non dimentichiamo che celebriamo una storia segnata dal potere decisionale del popolo:

perché 67 anni fa il popolo italiano, per la prima volta tutto il popolo italiano, uomini e donne, benestanti e nullatenenti, fu chiamato a fare una scelta straordinaria ed inedita nella storia dei popoli: scegliere fra due regimi istituzionali completamente opposti: la Monarchia o la Repubblica.

Molti di quelli che andarono a votare conoscevano solo la monarchia; non sapevano cosa fosse una repubblica.

Scelte di questa portata in passato erano state fatte attraverso rivoluzioni di pochi o attraverso azioni militari.

Questa volta invece fu il popolo attraverso un voto democratico e segreto a scegliere: e scelse la Repubblica.

E l’atto costitutivo del nuovo regime democratico, la Costituzione della Repubblica, inizia esattamente con il rendere omaggio a questo fatto: “la sovranità appartiene al popolo”.

Il protagonista della nascita della Repubblica è dunque il popolo sovrano che poté esercitare questa sovranità, senza rischi di deviazioni avventuristiche, grazie al fatto di essere fortemente integrato e guidato da organizzazioni politiche e sindacali le cui classi dirigenti erano state forgiate nella lunga e dura lotta per la libertà e la democrazia, contro la dittatura fascista.

Non dimentichiamo che il popolo in quella strategica scelta fra Repubblica e Monarchia si divise quasi a metà: ma proprio perché la scelta fu fatta dal popolo democraticamente,  e soprattutto fu fatta con lo sguardo e il pensiero rivolto al futuro, alla nuova Italia che si andava delineando, il paese seppe superare subito quella divisione e trovarsi unito sia nella ricostruzione di un’Italia distrutta fisicamente e moralmente, sia nella condivisione del patto fondamentale che sta alla base della convivenza degli italiani: la Costituzione.

Ecco, io vorrei dedicare alla memoria di quegli italiani coraggiosi la cosa più bella che è capitata in questa città negli ultimi giorni: lo straordinario incontro di ragazzi pesaresi con il Ministro Cécile Kyenge nel corso del quale abbiamo consegnato a 80 giovani nati qui da genitori stranieri l’attestato di cittadinanza italiana onoraria. E’ un tema questo sul quale si dividono ancora ristretti classi dirigenti, ma lì abbiamo visto l’entusiasmo di tutti i giovani, dei nuovi italiani e dei loro compagni di scuola, per un evento che disegna l’Italia del futuro: un’Italia dove si è tutti cittadini italiani per nascita, senza “distinzioni di razza, di religione, di origini sociali ed economiche” come è scritto nella Costituzione repubblicana.

Forse non è tempo perso se per un attimo riandiamo alla situazione del 2 giugno del ’46 pensando alla crisi che stiamo attraversando.

Della crisi di oggi, delle sue cause, dei suoi aspetti più deprimenti e dei rischi distruttivi, del disagio sociale e civile che provoca, ormai sappiamo tutto; ci sono tristi avvenimenti, discussioni, analisi sociologiche, approfondimenti quotidiani.

Certamente lo stato dell’Italia di 67 anni fa era di una gravità nemmeno lontanamente paragonabile ai problemi di oggi.

Pur tuttavia alla base del percorso di uscita da quella crisi ci fu una grande prova di coesione e una scelta radicale di cambiamento che  infondeva speranza nel futuro.

Coesione, unità di popolo, coraggio nel cambiamento: tre concetti che sono come un lampo che illumina anche il nostro presente e che ci viene da quel 2 giugno del 1946.

Allora questa festa, seppur stretta dentro confini di sobrietà che ci impone la situazione che stiamo vivendo, deve essere una occasione da non sprecare per riflettere sul nostro passato e sul nostro futuro. Sia cioè una festa utile.

In questo senso faccio a tutti l’augurio di un buon 2 giugno.

Viva la Repubblica!

*Sindaco di Pesaro

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