Tagli al trasporto pubblico, prosegue lo scontro sindacati-Regione. La Filt Cgil scrive ai parlamentari

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4 giugno 2013

PESARO – Continua la protesta del sindacato contro i tagli al trasporto pubblico locali voluti e imposti dalla Regione che tutte le organizzazioni sindacali di categoria hanno respinto. In prima linea la Filt Cgil che ha voluto denunciare il problema attraverso una lettera a tutti i parlamentari eletti nel territorio per chiedere un sostegno a questa vertenza che vede coinvolta la Provincia costretta a tagliare del 4 per cento le risorse destinate ai pendolari e con gravi ripercussioni per chi viaggia e per i lavoratori del settore.

“Per la provincia di Pesaro e Urbino – si legge nella lettera inviata a deputati e senatori – è stato deciso un taglio di 107.524 km di servizi urbani e 295.294 km di servizi extraurbani. Tale ennesima decurtazione (nel 2012 la Regione tagliò i fondi del  5 per cento)  colpisce i lavoratori e i cittadini. Oggi, il peggioramento delle condizioni economiche e sociali hanno provocato un cambiamento nella mobilità e costretto molti cittadini a scegliere il trasporto pubblico. E’ evidente che la manovra della Regione rischia non solo di far perdere altri posti di lavoro ma crea enormi problemi di mobilità sociale, proprio in una fase tanto difficile che dura ormai da oltre quattro anni. L’uso del mezzo pubblico è diventato una necessità e una speranza di risparmio per le fasce medio – basse della popolazione che hanno seri problemi ad arrivare alla fine del mese. La Regione anziché impegnarsi in una riorganizzazione e redistribuzione dei servizi per favorire questi cittadini e questi lavoratori si è impegnata esclusivamente nel tagli”.

Nella lettera, firmata dal segretario generale della Filt provinciale Maurizio Amadori, si parla inoltre dello stato di agitazione dichiarato dai lavoratori delle imprese aderenti al consorzio Adriabus  che si è rifiutato, nonostante le  continue e pressanti richieste del sindacato, di fornire dati per verificare la corrispondenza fra i tagli imposti alla Provincia e la situazione dei turni e organizzativa. Questa mancanza di informazioni ha dato vita ad alcune incongruenze (denunciate dalla stessa Provincia) “sulle quali va fatta chiarezza e al più presto”.

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