Romanzo Criminale a Pesaro, si scava nella vita privata di Ferri e sulla donna nigeriana. Il magistrato ordina il blocco di tutti i suoi conti. L’autopsia: trafitto in testa da 4 proiettili

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6 giugno 2013

PESARO – Continuano le indagini sull’esecuzione di via Paterni, in cui ha trovato la morte Andrea Ferri, 51 anni, imprenditore pesarese titolare di tre stazioni di servizio e di una piadineria.

Gli inquirenti, come è normale in questi casi, mantengono un riserbo massimo sul possibile movente che ha portato nel cuore della notte, in zona mare, qualcuno a scaricare 7 colpi di pistola in pochi secondi. Si scava in quella che è stata la vita di Andrea: non facile. La professione lo portava a stretto contatto con tantissime persone diverse al giorno: dal disperato, ingolosito dalla notevole quantità di contante che Ferri, come benzinaio, aveva a disposizione, a qualche banda organizzata, a qualcuno che lo voleva ricattare. Le ipotesi, sul tavolo, sono diverse. Ovviamente si scava anche nella vita delle persone che Ferri aveva visto lunedì notte, compresa la donna nigeriana da cui si era recato dopo aver giocato con gli amici al calcetto. Secondo quanto ricostruito i due si conoscevano da qualche anno: Ferri aiutava la donna (che ora ha momentaneamente lasciato la casa di via Paterni), 35 anni, che aveva perso il lavoro. I due si vedevano regolarmente, sempre al lunedì. Questo resta il punto cardine della vicenda, perché chi ha ammazzato Ferri sapeva che si sarebbe recato lì a quell’ora. Da quello che trapela, il fidanzato della donna, residente a Pesaro, sapeva di questa frequentazione.

Il magistrato ha ordinato subito il blocco di tutti i conti correnti di Ferri.

L’AUTOPSIA

Cinque colpi, sui sette esplosi, hanno colpito Andrea Ferri: quattro lo hanno trafitto alla testa, uno al dorso. Gli altri due hanno mancato il bersaglio (uno ha colpito l’auto). Prime conferme: è stata usata una pistola “da difesa”, che difficilmente sarebbe stata usata nel caso in cui ci si fosse trovati di fronte a un agguato di killer professionisti. Non si trascura neppure l’ipotesi della rapina (l’auto e la professione di Andrea Ferri potrebbero aver indotto qualche disperato ad architettare il colpo poi degenerato in tragedia). Possibile che il killer – altro indizio – volesse in qualche maniera rubare l’auto: una volta trovatosi però alle prese con il cambio automatico (non facile da usare), avrebbe cambiato repentinamente idea.

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