“E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma”: a Pesaro presentazione del libro con l’autore

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7 giugno 2013

Emilio Gentile: E fu subito regimePESARO – Lunedì 10 giugno 2013 alle ore 18 nell’auditorium di palazzo Montani (piazza Antaldi, 2, a Pesaro), nell’ambito della serie “Incontri a palazzo Montani” proposta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con il Comune di Pesaro (Assessorato alla Cultura) e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, viene presentato – con la partecipazione dell’autore – il libro di Emilio Gentile (Università “La Sapienza”, Roma) E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma (Laterza, Roma-Bari 2012, pp. 320).

“Fece fessi tutti”. La frase – il soggetto sottinteso è Benito Mussolini – è tanto rozza quanto efficace. La usò nel 1949 Cesare Rossi, uno dei più stretti collaboratori di Mussolini nei primi anni del fascismo, per descrivere l’abilità e l’astuzia con cui il giovane “duce”, alla vigilia della marcia su Roma, mise nel sacco i maggiorenti della classe dirigente liberale. Orlando e Facta, ma anche Salandra, Nitti e Giolitti caddero nella trappola di trattative condotte separatamente con ciascuno di loro, fra settembre e ottobre 1922, quando ciascuno pensava di essere il futuro presidente del consiglio di un governo di coalizione con la partecipazione minoritaria dei fascisti. Ma mentre Mussolini trattava, il partito fascista – un partito-milizia, cosa mai vista prima nel Regno – mobilitava la sua organizzazione armata per la conquista del potere e con la violenza delle squadre dominava gran parte dell’Italia settentrionale e centrale, sfidando apertamente lo Stato e finendo per conquistarlo.

La marcia su Roma fu poi definita dagli avversari (ormai sconfitti) e successivamente anche dagli storici “una messa in scena”, “una goffa kermesse”, una “trascurabile adunata di utili idioti”: cioè il fenomeno non fu compreso nella sua portata e pericolosità, né prima né – a lungo – dopo.

Questo libro, di straordinaria efficacia narrativa, esplora quei mesi drammatici in cui tutto poteva accadere, e il cui esito fu invece un regime ventennale.

Emilio Gentile è professore emerito dell’Università di Roma “La Sapienza”, facoltà di Scienze Politiche. Tra i più noti studiosi italiani del Novecento, ha svolto studi particolarmente innovativi sul fascismo e sui suoi risvolti ideologici e culturali, sulla organizzazione del partito fascista e sulle istituzioni del regime totalitario. Negli ultimi anni ha dedicato importanti ricerche alle religioni politiche, al mito della nazione, al carattere tragicamente moderno del primo conflitto mondiale e alle sue conseguenze sull’ordine politico europeo. Tra le sue opere principali, tradotte in diverse lingue: Le origini dell’ideologia fascista (1975), Il culto del littorio (1993), Le religioni della politica (2001), La grande Italia. Il mito della nazione nel XX secolo (2006), La democrazia di Dio. La religione americana nell’era dell’impero e del terrore (2006), Fascismo di pietra (2007), L’apocalisse della modernità (2008), Né stato né nazione: italiani senza meta (2010), Contro Cesare. Cristianesimo e totalitarismo nell’epoca dei fascismi (2010), Italiani senza padri. Intervista sul Risorgimento (2011).

La cittadinanza è invitata.

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