Sponsorizzazioni gonfiate: fronde fiscale da 5 milioni di euro per una società di calcio

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8 giugno 2013

PESARO – Ammonta a oltre 5 milioni di euro il volume della frode fiscale scoperta dai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Pesaro, che vede coinvolti un’associazione sportiva di calcio del Pesarese, passata in pochi anni dalla serie D alla Prima categoria, e numerosi imprenditori locali e di altre regioni d’Italia (Emilia Romagna, Basilicata, Toscana, Umbria).

L’inchiesta durata un paio d’anni, coordinata dalla locale Procura della Repubblica presso il Tribunale, “ha scoperchiato la pentola” dei bilanci gonfiati della predetta associazione sportiva. Il capitolo sul quale si sono concentrate le attenzioni della Guardia di Finanza ha riguardato principalmente quello delle sponsorizzazioni, in gran parte risultate sovrafatturate.

Lo stratagemma per frodare il Fisco consisteva, appunto, nell’emettere fatture gonfiate, di tre o anche quattro volte superiori all’importo effettivamente pagato per la sponsorizzazione; in seguito, una parte dei proventi precedentemente concordata – che gli sponsor fornivano attraverso assegni o bonifici – veniva restituita in contanti e “in nero” a questi ultimi.

In tal modo l’Associazione Sportiva in argomento evadeva le imposte in maniera sistematica, da una parte mediante il mancato versamento dell’Iva, dall’altra emettendo fatture per prestazioni di servizi relative a sponsorizzazioni prive di qualsiasi ricostruzione logica, permettendo, di conseguenza, a numerosi imprenditori di medie e grandi dimensioni, di dedurre dai loro redditi costi e spese mai sostenute e creando, altresì, fondi neri per operazioni extracontabili.

Tra l’altro, le indagini hanno permesso di accertare che, al fine di eludere qualsiasi forma di riscontro oggettivo delle somme in entrata e in uscita, gli amministratori societari, a fronte dei compensi elargiti ai giocatori di calcio – militanti in passato anche in serie professionistiche – comunicavano alla Federazione Italiana Giuoco Calcio un “accordo economico” fittizio, pari a euro 7.500 (non tassabili), mentre tra le parti veniva sottoscritta una “scrittura privata” reale, per un importo altamente superiore alla predetta cifra. Il tutto ha comportato un’evasione di circa 500.000 euro ai fini Irpef.

L’attività investigativa, che ha visto anche l’effettuazione di numerose perquisizioni domiciliari nei confronti dei soggetti coinvolti e di alcuni professionisti locali, con il conseguente sequestro di copiosa documentazione contabile ed extracontabile, ha portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria dei quattro presidenti succedutesi nell’associazione sportiva per i reati previsti dagli articoli 3 (dichiarazione fraudolenta), 5 (omessa dichiarazione) e 8 (emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) del D.Lgs. 74/2000. Sotto il profilo amministrativo sono stati accertati oltre 5 milioni di euro quali elementi positivi di reddito non dichiarati per FF.OO.II., oltre 1 milione di euro di Imposta sul Valore Aggiunto evasa e il mancato versamento di Irap per oltre 200 mila euro.

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