Mattioli (La Tua Fano): “Aggressione al Lido: solidarietà ai ragazzi, serve più prevenzione”

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10 giugno 2013

Giacomo Mattioli*

FANO – Di fronte alla feroce aggressione subita dai due ragazzi nella serata di venerdì scorso al Lido, qualsiasi vero fanese che abbia a buon cuore la propria città non può non esprimere sdegno e solidarietà verso le vittime. E quando conosci personalmente, come me in questo caso, chi ha subito una violenza così brutale quanto illogica, quel senso di disgusto si amplifica enormemente.

È doveroso rivolgere un grande ringraziamento alle forze dell’ordine, ai sanitari e a tutti coloro che sono prontamente intervenuti per fermare gli aggressori e prestare soccorso ai due ragazzi, evitando conseguenze ancora peggiori. È però altrettanto doveroso che la politica non chiuda la vicenda con un semplice “poteva andare peggio”, ma si interroghi sul perché certi ignobili episodi accadano e su cosa si può fare per contrastarli.

Sicuramente ciò dimostra la necessità di una presenza fissa e ben visibile delle forze dell’ordine nei luoghi nevralgici della movida per svolgere attività di PREVENZIONE; una presenza discreta, non invasiva, tale che nessuno sia intimorito (non si chiede certo uno Stato di polizia) ma tutti siano consapevoli che, in presenza di eccessi di ogni tipo, sarebbero immediatamente identificati e, se necessario, sanzionati. Da questo punto di vista, nonostante la carenza di risorse umane ed economiche a disposizione, il Prefetto potrà e dovrà dare, insieme all’Amministrazione Comunale, la giusta risposta che la cittadinanza si aspetta.

Ciononostante, prescindendo dalla provenienza geografica dei colpevoli dell’aggressione (che tra l’altro sembra fossero già noti alle forze dell’ordine per episodi simili), questo processo di prevenzione sarà realmente efficace solo se ad esso collaboreranno anche altre istituzioni e forze sociali quali la famiglia in primis, la scuola, i gestori dei locali e tutti i giovani che vivono gli ambienti della movida. Solo corretti stili di vita, di educazione e di comportamento possono far sì che certi fatti possano non accadere.

Non possiamo accettare che per compiere un gesto di civiltà, come quello di ripristinare dei cestini divelti da un gruppo di vandali, si possa rischiare la vita: la città di Fano e i fanesi non si piegheranno a logiche di questo tipo, che non appartengono alla nostra cultura e al nostro territorio, e sono sicuro che si farà di tutto per evitarne il ripetersi in futuro.

 

 

*Capogruppo “La Tua Fano”

 

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