Provincia, Minardi presenta il bilancio lacrime e sangue: «Ma difendiamo il personale e tamponiamo su strade e scuole»

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10 giugno 2013

PESARO – L’assessore Renato Claudio Minardi presenta al consiglio il bilancio di previsione: «E’ di transizione, c’è incertezza su cosa saranno le Province nel futuro. La stragrande maggioranza degli sprechi è a livello centrale. Lo Stato invece ha massacrato gli enti locali, non considerando che vanno comunque garantiti i servizi per i cittadini». Il taglio del governo Monti attuato con la spending review è stato «enorme, insostenibile. Per le Province parliamo di un’entità 8 volte superiore rispetto ai Comuni. Che già soffrono. Così è difficile». Per la Provincia di Pesaro e Urbino, nel 2013, «ci saranno 10 milioni e 600mila euro in meno». Cifre che si sommano a quelle degli anni precedenti: «Dall’insediamento della giunta Ricci ad oggi, la riduzione dei trasferimenti da Roma è stata di 23 milioni».

 

I NUMERI – L’assessore si muove su 3 priorità. Poi tira le somme: «Abbiamo tagliato tutto il possibile. Non ci sono praticamente risorse per fare niente, ma vogliamo comunque salvaguardare la manutenzione su strade e scuole. E tutelare i dipendenti». Per cui: «Continuiamo con la linea del rigore e della sobrietà. Abbiamo ridotto l’indebitamento e risparmiamo 1 milione e 100mila euro sulle rate di ammortamento mutui rispetto al 2012. Sul personale, con il blocco del turnover impostato fin dall’inizio recuperiamo 1 milione e 400mila euro. In più, grazie all’avanzo di amministrazione ci sono altri 3 milioni e 400 mila euro che serviranno a tenere in equilibrio i conti. Ovviamente sono soldi recuperati, ma verranno meno per i lavori ai territori». Altre entrate arrivano dal lavoro contro l’evasione, «specie Cosap e canone di regolarizzazione delle prese idriche» (circa 500mila euro, ndr). Abbinate alle economie sulle spese di gestione, «a tutti i livelli: archivio, protocollo, utenze». In più: «Stiamo lavorando per risolvere il derivato con Nomura Contiamo di chiudere entro le prossime settimane. E abbiamo chiesto alla Global Service di ottimizzare il riscaldamento nelle scuole. Ma senza incidere sulla qualità del servizio». Le convenzioni con enti culturali e fondazioni, per la prima volta, non saranno riconfermate: «Al momento non possiamo garantirle. E’ una scelta dolorosa ma purtroppo inevitabile». Va avanti Minardi: «Anche la giunta e il presidente del consiglio provinciale hanno dato segnali con la riduzione del 10 per cento delle indennità. Queste risorse consentiranno di tenere aperto il Centro Antiviolenza sulle donne. Mente dai dirigenti è arrivata la disponibilità alla rinuncia di parte dell’indennità di risultato, che confluirà nel fondo anticrisi per le famiglie». Sui buoni pasto: «Il loro valore passerà da 7 a 5 euro. D’altro canto abbiamo fatto di tutto per tutelare i dipendenti. L’alternativa più facile sarebbe stata la mobilità. Ma non abbiamo voluto nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi. Altre Province non hanno neanche chiuso in pareggio il consuntivo 2012». Nonostante i tagli, «la Provincia conta di utilizzare circa 4 milioni di euro nelle asfaltature per manutenzioni frane e strade. Sono residui Dpcm che non siamo riusciti a utilizzare prima, a causa del patto di stabilità. E che ora sono disponibili grazie al bonus per i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese».

 

LA SANITA’ – Approvati all’unanimità 4 ordini del giorno sui nodi sanitari di Pesaro e Urbino. Il primo – sottoscritto da Giannotti, Baldelli, Rossi, Perlini, Foschi, Tarsi, Rognini, Falcioni e Tomassoli – chiede alla Regione una serie di «provvedimenti urgenti per il pronto soccorso del San Salvatore di Pesaro», tra cui «nomina del nuovo primario e adeguamento dell’organico del personale», oltre «all’incremento dei posti letto dei reparti ospedalieri maggiormente coinvolti nelle prestazioni d’urgenza». L’obiettivo è «migliorare le condizioni di assistenza e cura dell’utenza». Convergenza del consiglio anche sull’ordine del giorno di Giannotti contro l’accorpamento dei reparti dell’azienda Marche Nord nella stagione estiva, per scongiurare «la riduzione di operatività». Votato da tutti i consiglieri il documento sottoscritto da Perlini-Foschi per «il mantenimento dell’attuale servizio Potes nella provincia» che, tra l’altro, mira ad evitare la cancellazione del servizio a Urbania e a Marotta, e ad «assegnare stabilmente un mezzo di soccorso avanzato nel distretto sanitario di Calcinelli-Lucrezia». Passa all’unanimità l’ordine del giorno di Savelli che «chiede ancora una volta la riduzione della mobilità passiva e delle liste d’attesa, attraverso l’incremento del numero dei posti letto nella provincia» e la «revisione delle decisioni adottate per la case della salute». L’emendamento di Foschi nello stesso documento sottolinea «la necessità della personalità giuridica per l’area vasta»; quello di Baldelli rimarca «il depotenziamento dell’ospedale di Pergola» e in generale dei nosocomi dell’entroterra. Infine, approvato all’unanimità l’ordine del giorno di Silvana Carloni «contro la violenza sulle donne e per la promozione di una cultura del rispetto», che esorta i Comuni del territorio alla condivisione degli stessi contenuti.

 

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