Ambrosini, il ciuffo biondo del Diavolo dice addio al Milan dopo 18 anni

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12 giugno 2013

PESARO – Massimo Ambrosini, il ciuffo biondo del Diavolo, il capitano del Milan, la costola di Pesaro trapiantata a Milano, saluta tutti dopo 18 anni. Una stagione dopo Gattuso e Nesta, anima e ministro della difesa della Milano che pasteggiava sul tetto d’Europa con Carletto Ancelotti, lascia un altro dei capitani, come lo definiva Galliani, cresciuto nel polveroso campo dell’Adriatico, svezzato dal Cesena di Bolchi quando frequentava ancora il Liceo Scientifico di Pesaro, preso dal Milan, maturato a Vicenza, e poi tornato definitivamente al Milan. Dove c’è rimasto per un’era geologica: dal 1998 al 2013, in totale 344 presenze e 29 gol in campionato, che poi con le coppe, tante coppe, diventano 489 gettoni con 36 reti complessive, la fascia al braccio dal dopo Maldini, stagione 2009.

L’ha annunciato Galliani, con quel suo inconfondibile movimento di collo: “Le nostre strade si separeranno. Il nostro nuovo capitano sarà Montolivo, anche se ne parlerò con Abbiati”.

Non smetterà. Il biondo centrocampista continuerà almeno un altro anno. “La volontà di Massimo è ovviamente quella di continuare a giocare – ha detto il suo procuratore Moreno Reggi a calciomercato.it – ci sono trattative in piedi e siamo aperti a valutare ogni tipo di proposta. La preferenza del calciatore rimane sui club esteri ma se arrivasse – e al momento non c’è – un’offerta da qualche club italiano, non la scarteremmo a priori. In questo momento c’è un discorso aperto con il West Ham mentre l’ipotesi Major League Soccer l’abbiamo già scartata”.

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