Un nuovo ferro per Oana, altri splendidi amici per Raffaele Pierotti

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12 giugno 2013

PESARO – Raffaele e Oana si avvicinano a Lourdes, fra qualche problema a piacevoli conoscenze…

Raffaele Pierotti

Raffaele Pierotti con uno degli amici incontrati durante questo suo incredibile viaggio che pu24.it sta raccontando giorno per giorno

Io sono un tipo solare ma la mattina del 10 giugno non c’è nulla di sereno. Sono quasi avvolto da nuvoloni grigi e nebbia spessa come gelatina, carica di umidità e le gocce della pioggia sono come pulviscolo che fluttua nell’aria. Attraverso luoghi che si intuiscono bellissimi e mi dispiace non riuscire a vederli. Alle 11 comincia a piovere, senza nemmeno far rumore, trafiggendo nebbia e paesaggio fino al pomeriggio.

Occorre cambiare  il ferro posteriore destro di Oana; è così consumato da risultare inesistente la parte terminale della branca esterna. La cavalla non accusa zoppia, ma è al limite.

A Valdurenque cerco il Centro Equestre privato di Laurent Philippe Zola, dopo aver lasciato la Via Tolosana. Philippe mi trova senza problemi un vecchio ferro, poi prepara il box per Oana. Sono contento che stia dentro. Mi ha dato l’impressione di aver accusato lo sbalzo di temperatura e di umidità delle due notti passate. Potrebbe avere un poco di febbre, ma l’appetito non le manca di certo, dimostrando anche di apprezzare il box e l’enorme lettiera di paglia.

Philippe mi invita a cena con la sua famiglia, il timidissimo figlio Matisse e la bellissima moglie Luce. Il mio francese squinternato comincia a prendere un senso e parliamo a lungo mentre la tv trasmette la storia dell’Equitazione Francese, immagini in bianco e nero di cavalieri veramente grandi e di cavalli eccezionali fino al piccolo Jappeloup dei tempi nostri, meraviglioso, potente, sincero, un simbolo perduto diversi anni fa.

Sono in casa di sportivi, di gente che ha fatto del Concorso Ippico una scelta di vita. E mi sento d’essere nella casa che vorrei. Passo la notte nel furgone che Philippe e Luce usano per andare in gara, confortevole di tutto.

Preferisco la mattina presto di questo 11 giugno per togliere il ferro vecchio e applicare il nuovo, essendo più riposato. Luce mi porta il caffè e abbondanti porzioni di una torta al cioccolato fatta da lei. Poi devo salutare quel luogo sereno, sospeso sopra la vallata dove è distesa tranquilla Valdurenque. E in una giornata di sole, a momenti tiepido a momenti afoso, raggiungo Dourgne, dirigendomi al Centre Equestre Dourgne, dove mi aspettano, avvertiti da Philippe. Frances mi mette a disposizione una casetta completa di tutto, con un frigo fornito e caffè in abbondanza, cosicché tra doccia e bucato messo ad asciugare davanti alla stufa mi rimetto a nuovo. Poi Frances scompare e non lo vedo più lasciando un centro quasi deserto, condiviso da due signore che abitano una casetta attaccata a dove sono alloggiato.

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