Gostoli (Pd): “La nostra Provincia tra le prime per disagio sociale. Ci vuole un tavolo anticrisi con Governo e Regione”

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18 giugno 2013

Giovanni Gostoli (foto Luca Toni)

Giovanni Gostoli (foto Luca Toni)

PESARO – “L’Italia ha un record di pressione fiscale inaccettabile in tempi normali, figuriamoci nel tempo della crisi. L’aumento dell’Iva sarebbe devastante, colpirebbe ancora i consumi delle famiglie, il commercio e le fasce piu’ deboli. L’unico effetto sarebbe quello della crescita dell’evasione fiscale”. Sono queste le parole di Giovanni Gostoli, organizzatore provinciale Pd, a commento del dibattito nazionale degli ultimi giorni che avrà effetti anche sul piano locale.

“La crisi economica ha già cambiato il nostro territorio – dichiara Gostoli – La provincia di Pesaro e Urbino è ai vertici della graduatoria del Censis sul disagio sociale. Negli anni novanta i territori che stavano meglio facevano da traino per l’uscita dalla crisi. Viceversa oggi aumenta il disagio laddove c’era un benessere economico e sociale migliore. La responsabilità è il perdurare della crisi che mette in discussione anche la tenuta del sistema sociale”.

“La ripresa non dipende dai territori, è vero: l’Italia riuscirà ad uscire dalla crisi economica nella misura in cui ce la farà l’Europa. Qualcosa però possiamo fare anche qui: bisogna aprire subito un tavolo anticrisi territoriale con il Governo e la Regione Marche”. Un vera e propria “vertenza territoriale” è la proposta dell’organizzatore provinciale Pd.

Poi la vicenda dell’Idesit. “Il presidente Spacca si è impegnato nella questione. E’ inaccettabile l’ipotesi di delocalizzazione produttiva e di ridimensionamento occupazionale dell’Indesit – aggiunge Gostoli – Un provvedimento insostenibile anche per la nostra comunità, perché i 1400 esuberi avrebbero ripercussioni anche tra i lavoratori che vivono nel nostro territorio. Allo stesso tempo – è l’appello del Pd – la Regione non trascuri la specificità della provincia di Pesaro e Urbino nella crisi: solo settore del mobile abbiamo perso 6000 posti di lavoro”.

“In questi giorni i sindaci stanno definendo i bilanci comunali. Il loro grido d’allarme è anche quello del Pd. I nostri amministratori metteranno tutte le risorse possibili sul sociale per essere vicini al disagio nel quale vivono molte famiglie e giovani, ma il Governo deve fare di piu’. A cominciare dall’allentamento del patto di stabilità, perché altrimenti il rischio è che molti comuni faranno difficoltà a mantenere i servizi”.

“Da questa crisi non usciamo come siamo entrati per questo il tema centrale che impegnerà il Pd è quello di ripensare un nuovo modello di sviluppo. Un valore aggiunto sarà la capacità di innovare il governo del territorio. Investire nell’aggregazione e nelle unioni dei comuni che per la loro “area vasta” hanno tutti gli elementi per migliorare i servizi ai cittadini e favorire lo sviluppo locale. La sfida dei futuri amministratori, infatti, sarà quella di tirare fuori idee e progetti condivisi oltre il proprio comune, con politiche di investimento a cominciare dalla pianificazione urbanistica e le infrastrutture”.

Infine un altro appello alla Regione. “Un vincolo alla crescita è la carenza nella dotazione infrastrutturale. Nel “decreto del fare” del governo Letta è entrata la Quadrilatero. Siamo contenti, ma allo stesso tempo la Regione Marche dovrebbe impegnarsi di più per accelerare la realizzazione del completamento della Fano-Grosseto”.

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