Come cambia la città: a Pesaro 10mila ristrutturazioni

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19 giugno 2013

ristrutturazione ristrutturazioniPESARO – Più di 10mila in 15 anni. A Pesaro le detrazioni del 50% sulle ristrutturazioni hanno permesso di metter mano ad un patrimonio abitativo consistente contribuendo a dare un nuovo decoro alla città, in particolare in centro. Su 32mila interventi complessivi a livello regionale, quasi un terzo (9.864) hanno dunque riguardato la nostra città. Ma non basta. Secondo i dati dell’Unione Costruzioni della CNA, nel solo 2012 sono stati rilasciati 242 i permessi rilasciati per il Piano Casa. Ed altri 123 sono stati rilasciati fino al 31 maggio. Dal 2010 ad oggi i permessi rilasciati dall’Ufficio tecnico del Comune di Pesaro sono stati in totale 671. Sono numeri che indicano un certo dinamismo nel settore delle costruzioni ma che, in ogni caso, non compensano la crisi del settore.

“E’ solo grazie alle ristrutturazioni e ad alcuni interventi sul risparmio energetico – dice Fabio Vernarecci, presidente provinciale dell’Unione costruzioni Cna – che molto imprese hanno potuto tirare avanti e non chiudere i battenti. Il blocco sul costruito e la completa paralisi sul nuovo, non permettono infatti di guardare al futuro con ottimismo. Anzi.” Secondo il presidente degli edili della Cna, “la salvezza saranno ancora le ristrutturazioni, il recupero del patrimonio esistente, gli interventi sul risparmio energetico, il Piano casa”.

Lo conferma anche Fausto Baldarelli, responsabile provinciale dell’Unione Costruzioni della Cna: “Questa tipologia di interventi sul recupero dell’esistente, sulle quali si sono specializzate le nostre imprese (in particolare quelle artigiane), può rappresentare in questo momento l’unica maniera per continuare a far lavorare le oltre 1.000 imprese che operano nel territorio pesarese”.

Il segretario provinciale della Cna Moreno Bordoni esprime invece “apprezzamento per le misure introdotte recentemente dal Governo in tema di proroga delle agevolazioni fiscali inerenti la riqualificazione energetica degli edifici. Di particolare importanza, l’innalzamento al 65% della soglia percentuale detraibile e il mantenimento al 50% del beneficio connesso alle ristrutturazioni edilizie con inclusione di una ulteriore detrazione per le spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.

“Anche se – gli fa eco Baldarelli – come Cna riteniamo indispensabile estendere le agevolazioni a tutto il 2014 e la riduzione del numero degli anni su cui ripartire l’eco-bonus al fine di aumentare l’efficacia della misura. La proroga consentirebbe di dare continuità agli investimenti evitando una rottura del meccanismo, già a fine anno, consentendo invece, in linea con le normative europee, una riduzione delle emissioni e del consumo energetico. Tra le proposte che la Cna avanzerà vi sarà quella di una riduzione delle tasse locali per chi fa recupero degli edifici a livello ambientale ed una linea di finanziamento delle banche  (Mutuo 50%), per favorire la ristrutturazione e la riqualificazione degli edifici esistenti.

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