Fabbri (PD): “Governo intervenga su Banca delle Marche”

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19 giugno 2013

PESARO – “Vi è una profonda differenza fra le banche gestite a livello locale e quelle che operano in territori diversi da quelli di origine; il radicamento è infatti fondamentale per l’erogazione del credito a famiglie e imprese, mai così difficile in questi tempi di crisi e praticamente impossibile qualora si faccia la richiesta a istituti che hanno testa e governance in luoghi diversi da quelli in cui si svolge attività creditizia”. Lo dichiara la senatrice del PD Camilla Fabbri, membro della commissione Industria, Commercio e Turismo di Palazzo Madama.

“Di fronte a questo problema – prosegue la parlamentare democratica – il governo non può fare finta di niente. Di conseguenza, ho presentato una mozione che impegna il governo a vigilare sulle Fondazioni che esprimono la proprietà di Banca delle Marche, un istituto di credito radicato sul territorio che nel 2012 ha certificato perdite per almeno 518 milioni di euro e che rischia di perdere il suo forte radicamento a fronte di rischiose operazioni di mercato. Occorre un rafforzamento patrimoniale dell’istituto e una capitalizzazione inizialmente stimata in circa 250 milioni di euro e che la Banca d’Italia ha suggerito di innalzare ad almeno 300 milioni; ma serve anche un nuovo impulso manageriale e un piano industriale che punti alla razionalizzazione ma anche alla salvaguardia della mission della banca e, di conseguenza, del tessuto economico-sociale dell’intera Regione. Senza considerare che il caso della Banca delle Marche può inoltre avere delle ricadute occupazionali veramente notevoli poiché i posti di lavoro che fanno capo alla Banca sono circa 3200. Per questo – conclude Camilla Fabbri – l’esecutivo deve favorire per quest’istituto i principi della migliore rappresentanza territoriale e del rispetto dei criteri di eticità, professionalità e provata competenza affinché si eviti una desertificazione di quegli istituti di credito che in passato hanno dato un contributo fondamentale al successo del sistema Paese e del made in Italy”.

La mozione presentata da Camilla Fabbri è stata firmata anche dai senatori Pd Silvana Amati, Mario Morgoni e Francesco Verducci.

 

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