L’Ente Bicamerale in soccorso di turismo e imprese. Varotti e Crinelli: “Destagionalizzare e programmare. Alberghi a un euro? Solo stupidità”

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19 giugno 2013

PESARO – Il vero “manifesto” dell’incontro lo sventola il sindacalista Norberto Crinelli. E’ un grafico che ricorda una montagna russa (senza soldi russi): un’onda bassa all’inizio e alla fine, con un picco centrale troppo ristretto. Rappresenta i contratti di lavoro nel settore turistico della provincia di Pesaro e Urbino: numeri bassi, quasi nulli a gennaio, punta massima in agosto. Eccolo il punto da cui partire. Con una premessa: “L’Ente Bicamerale non è una tassa in più, ma tramite questo diamo interventi per imprese e lavoratori, anche dal punto di vista di welfare e assistenza per gli stessi lavoratori e le stesse imprese”.

 Enti Bilaterali, i numeri

ente bicamerale

Un momento della conferenza

Sia nel settore turismo che nel settore terziario è un ente che offre servizi e assistenze per imprese e lavoratori, senza finalità di lucro. Nei giorni scorsi è stato approvato il bilancio 2012. “E i numeri dimostrano che i due enti funzionano – spiega Amerigo Varotti, , direttore Confcommercio Pesaro e Urbino -. Ecco perché ci teniamo a ribadire il concetto: il versamento all’ente bilaterale è obbligatorio. Non è un costo aggiuntivo: se le imprese non lo versano, lo devono dare nella stessa misura agli imprenditori ma poi, né l’azienda né i lavoratori, possono godere dei benefici dell’ente bicamerale”.

Crinelli, a rappresentanza dei sindacati (Fabrizio Bontà Uil, Domenico Montillo Cisl, Simone Paolucci Cgil), entra nel dettaglio: “Abbiamo approvato bilancio consuntivo 2012. Sono stati incassati 260 mila euro tra i due enti, commercio e turismo: sono stati spesi 140 mila euro solo in prestazione di assistenza. Abbiamo dato assistenze a 620 lavoratori che hanno chiesto prestazioni integrative, pagando fatture per cure varie, ad esempio quelle odontoiatriche, ma anche per buoni libri, servizi per figli disabili, prima casa…. Aderiscono 650 imprese turismo e 1000 imprese commercio. Poi ci sono tantissimi pratiche a costo zero, come la prestazione per la 626 (sicurezza sul lavoro, solo l’anno scorso sono stati effettuati 40 sopralluoghi). Sono aumentate le adesioni. Ma il 50% circa delle imprese ancora non hanno pensato di aderire. Più si allarga la base, più aumentano gli interventi”.

Come si finanzia? Per le imprese e i lavoratori del commercio distribuzione e servizi con lo 0,20% a carico dell’azienda e dello 0,05 % su paga base e contingenza per quattordici mensilità a carico dei lavoratori. Per le imprese e i lavoratori del turismo è finanziato dallo 0,20% a carico della Azienda e dello 0,20% su paga base e contingenza per quattordici mensilità a carico dei lavoratori.

Cosa si può fare ancora?

Migliorare l’accoglienza e la promozione turistica. L’ente infatti è pronto stanziare 30 mila euro, annuali, per 2 anni su progetti che verranno presentati alla Confcommercio. Il proposito è quello di favorire i giovani imprenditori che vogliono aprire e mettersi in proprio. “Vogliamo che le pratiche iniziali siano a costo zero, dando un contributo a fondo perduto almeno per 25 imprese (2000 euro a impresa) più 300 euro per ogni nuovo assunto” spiega Crinelli che poi ribadisce il concetto: “Se avessimo più fondi potremmo fare di più”.

Ecco il tema: la destagionalizzazione

“In questi anni  – spiega Crinelli mostrando il grafico – non siamo riusciti a destagionalizzare il settore. Servono politiche e interventi mirati, di integrazione fra vari settori. Cultura e turismo devono essere collegati meglio. Dobbiamo imparare a sfruttare e propagandare meglio i nostri beni culturali che, in molti casi, sono ancora sconosciuti”.

“Lavoratori e imprese – spiega Varotti – mettendo solo un euro hanno permesso poi l’assistenza di 119 lavoratori. L’ente bilaterale è una cassettina e, oggi, diventa strumento importante. Ma vogliamo fare altre cose: sul nostro nuovo sito internet www.ebctpesaro.it faremo incontrare, ad esempio, domanda e offerta di lavoro. Vogliamo tagliare i costi burocratici per lo start-up di aziende. Ma gli introiti devono essere di più. Il terziario ha dato 900 mila posti di lavoro in più: ora è necessaria una politica nazionale di turismo e cultura. Dobbiamo recuperare posizioni negli arrivi. Attualmente stiamo per essere superati anche dalla Turchia”.

E ritorna la parola d’ordine: destagionalizzare. “Quanti soldi mette nel turisimo la Provincia? Zero – spiega Varotti – Non ha un euro per le iniziative, mentre Rimini stanzia un milione e 600 mila euro. Tutte le manifestazioni non sono finanziate dalla Provincia. Non c’è capacità di fare sistema in questa provincia. Un esempio facile? Il cartello dell’Adriatic Arena e dell’Arena Cattolica: da loro Sting, da noi?  Altri esempi: una mostra d’arte organizzata ma non lo sa nessuno. Da noi lo si comunica solo un mese prima. Alla mostra dei capolavori di Raffaello ci sono state 100 mila presenze qui, da noi, nella sua città natale, mentre a Tokio 500.000. Altro esempio con la mostra di Guido Reni: che tipo di comunicazione è stata studiata, organizzata e fatta? Doveva partire almeno da gennaio, per permettere ai tour operator di lavorare, alle agenzie di promuoverla. Questi sono flop clamorosi dal punto di vista economico, non culturale. Le cose si fanno ma non le sa nessuno”.

Varotti continua e annuncia: “Noi di Confcommercio stiamo per costituire una rete di imprese turistiche che andrà  da Gabicce a Marotta, per fare destagionalizzazione, organizzare eventi, accedere a risorse”. L’accoglienza è la miglior forma di promozione turistica? “Abbiamo ideato un evento: turismo in festa, dall’1-6 luglio a Gabicce con eventi ogni sera, con l’inaugurazione della sede Confcommercio il 4 luglio. Il 6 luglio uno di questi eventi  coinciderà con la Notte Rosa romagnola”.

A San Benedetto hanno fatto dei pacchetti offerta, per inaugurare la stagione, ad un euro al giorno. In Romagna molti albergatori rimborsano l’Imu del turista scalandola dalla spesa complessiva della vacanza. Varotti è categorico: “Noi siamo contrari a queste stupidità. Sia che si parli di alberghi a un euro, di rimborso Imu o di turismo a km zero: dovrebbe essere il contrario. Sono tutte formule che dequalificano l’offerta turistica”.

A Pesaro, fino a 10 giorni fa, c’erano alberghi a 4 stelle che con 26 euro davano la pensione completa. “Dove vogliamo scendere ancora? Noi dobbiamo far valere l’offerta turistica, i musei, le strutture, la ristorazione. I nostri amministratori locali stanno rischiando di affossare per ristorazione locale. La delibera del Comune sull’orario di somministrazione è un esempio: c’è un legge regionale che vieta il sub-appalto. Inoltre mi è arrivata lettera del Comune di Pesaro sulla deroga fino a ore 00.00 per bagnini. Si parla di orario concordato. Ma noi non lo abbiamo mai concordato. A Metaurillia, l’altra sera, c’è stata una autoconvocazione di 30 ristoratori: faranno una manifestazione eclatante. Il messaggio è chiaro: dobbiamo lavorare sulla qualità, sulla promozione, sulla destagionalizzazione. Ben vengano allora gli incetivi degli enti bilaterali”.

 

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