Camilla Fabbri al governo: “La Macroregione Adriatico-Ionica può diventare realtà coi fondi per le reti transeuropee”

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20 giugno 2013

ROMA – La senatrice pesarese Camilla Fabbri ha presentato, assieme al senatore pugliese del Pd Salvatore Tomaselli, una mozione che impegna il Governo a lavorare – specie in sede europea – al prolungamento del corridoio baltico-adriatico, che in termini infrastrutturali costituisce un asse strategico dal punto di vista economico per tutta la dorsale adriatica.

Va premesso che nell’ambito della programmazione 2014-2020, la Commissione europea ha annunciato la creazione di un nuovo strumento per finanziare le infrastrutture prioritarie, tra i quali quello dei trasporti: questo nuovo strumento, denominato “Meccanismo per collegare l’Europa”, sosterrà le infrastrutture aventi una dimensione europea e disporrà di una dotazione di 50 miliardi di euro, di cui saranno assegnati al settore dei trasporti 31,7 miliardi. Tra i progetti restano confermati come prioritari quelli già avviati, e viene introdotta la tratta Bari-Napoli nell’ambito del corridoio 5 Helsinki-La Valletta.

Oggi (giovedì 20 giugno) la mozione verrà discussa in Senato e la votazione è prevista per la prossima settimana. “Questo atto di indirizzo si prefigge due finalità – spiega Camilla Fabbri -: indirizzare l’azione del Governo in sede europea affinché maturi la convinzione che il prolungamento del corridoio baltico-adriatico (da Helsinki a Ravenna), lungo la dorsale adriatica fino alla Puglia, rappresenti un elemento strategico tra i diversi poli produttivi e le aree portuali dell’Adriatico, tale da rendere più forte il nostro Paese, migliorando i collegamenti economici e sociali tra nord e sud, e assicurando che l’Italia diventi punto nevralgico dei traffici commerciali verso il Mediterraneo e anello di congiunzione tra i Paesi del Nord Europa e le nuove economie del Mediterraneo. La seconda finalità è impegnare il Governo a garantire una programmazione in favore di progetti indirizzati all’ammodernamento della linea ferroviaria della dorsale adriatica, con riferimento alla direttrice Milano-Lecce, in considerazione della programmazione delle risorse Ue 2014-2020 nel quadro delle reti transeuropee. Nella mozione si sottolinea l’importanza della realizzazione di una linea ad alta velocità sulla dorsale adriatica: ricordo che la strategia Adriatico Ionica ha avuto come sua principale sostenitrice la Regione Marche e il presidente Gian Mario Spacca è stato relatore del primo documento sull’iniziativa Adriatico Ionica, approvato nel 2011 dal Comitato delle Regioni a Bruxelles. Del resto tale esigenza è avvertita da tutte le realtà locali che hanno intrapreso una battaglia a sostegno della realizzazione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Come dimostra la programmazione finanziaria 2014-2020, l’Unione europea ha individuato di prioritario interesse l’estensione delle reti di trasporto transeuropee, disponendo 50 miliardi di euro per la realizzazione, entro il 2050, di uno spazio unico europeo dei trasporti, basato su una rete di trasporto completa, interconnessa ed intermodale, che coinvolge le infrastrutture ferroviarie, marittime, aeree e viarie di tutti gli Stati membri. Questo progetto si sposa con la strategia  della Macroregione Adriatico-Ionica: le strategie macroregionali possono diventare uno strumento per dare concretezza all’obiettivo di coesione territoriale promosso dal Trattato di Lisbona e per rafforzare i processi di adesione all’Unione Europea dei Paesi candidati. Anche l’Italia è prossima, con l’approvazione della strategia Adriatico-Ionica prevista entro la fine del 2014, a candidarsi al rafforzamento del percorso di integrazione transnazionale, favorendo la crescita e lo sviluppo economico del nostro Paese e agevolando l’ingresso nell’Unione Europea dell’area dei Balcani. L’efficientamento delle infrastrutture sono una precondizione affinchè l’Italia sia in grado di veicolare i traffici commerciali, diventando una piattaforma logistica del quadrante adriatico-ionico in grado di collegarsi con le nuove economie emergenti”.

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