Vestirsi per il mare e per la città

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21 giugno 2013

L’estate è arrivata, ce ne siamo tutti accorti. Mi stavo giusto chiedendo dove fosse finito l’anticiclone delle Azzorre quando hanno annunciato che dovrebbe arrivare tra poco, anche se io, lo ammetto, preferirei una perturbazione dalla Scandinavia. Lo so, potrei attirarmi la vostra antipatia, ma il caldo non mi piace. Quelli che alla prima parvenza d’estate si precipitano in spiaggia non li ho mai capiti.

Ma ammetto di sognare una vacanza in barca (anzi, facciamo yacht) tra i mari di Sardegna, Corsica e sud della Francia.

Comunque vivere in una città di mare è bellissimo, a chi non piace il mare? Ma sono sincera, vedere il centro storico invaso da turisti e bagnanti in pareo, ciabatte e borsoni che dalla spiaggia si spostano verso le vie dello shopping cittadino non è proprio una bella visione.

Ci vorrebbe un po’ di galateo anche in questo caso. Io non andrei mai a fare una passeggiata in pareo, costume da bagno e mollettone, ma evidentemente molte persone non la pensano come me. Ogni anno i giornali pubblicano articoli sul bon ton da spiaggia, che spaziano dall’uso del cellulare all’abbigliamento.

Onestamente, alcuni consigli legati a come ci dovremmo vestire sono un po’ esagerati, quanti di noi passano le vacanze a Capri, Porto Cervo, Saint-Tropez o in un resort a cinque stelle? Chi ha bisogno di passare dal look per la spiaggia a quello per la festa esclusiva?

Comunque, se volete qualche consiglio, il caftano è un evergreen. Lungo, corto, ricamato, semplice, lo hanno proposto praticamente tutti ma in città bisognerebbe evitare di portare modelli trasparenti. È comodo perché è fresco e nasconde anche eventuali chili di troppo. Delle espadrillas ho scritto la settimana scorsa, per il mare le trovo adatte, soprattutto perché sono chiuse e, sinceramente, è facile imbattersi in persone che hanno sottovalutato l’importanza di una buona pedicure. Maxicanotte, sandali di cuoio in stile Capri o modello gladiatore, e poi semplici vestiti leggeri e freschi. Evitate paillettes e strass ovunque, io per prima li adoro, ma non su borse, sandali, parei, costumi, bracciali e qualsiasi cosa immaginabile, tutti portati in una volta.

E gli uomini? Per passare da spiaggia a città con stile, una camicia di un tessuto come il lino, che anche sgualcito ha sempre il suo fascino, portata sui bermuda (magari in colori pastello) e con un paio di infradito, slippers di tessuto o scarpe da barca per me è l’ideale. Parto dal presupposto che i sandali da uomo, fossero anche di Dior, non mi piacciono. Li trovo brutti a prescindere, ancora di più se calzati da piedi brutti e trascurati.

Tempo fa ho sentito una ragazza criticare quelle che vanno al mare vestite (troppo) bene, ma io ho sempre apprezzato le persone si vestono sempre nel migliore dei modi (senza esagerare), mi vengono in mente le parole di Roberta Di Camerino, che diceva che bisognerebbe sempre vestirsi come se si andasse a un appuntamento importante. Non si sa mai cosa ci riserva il destino.

Un commento to “Vestirsi per il mare e per la città”

  1. Laura scrive:

    Vestirti troppo bene cosa vuol dire? C’è a chi viene semplice e naturale e a chi no. A me personalmente non viene così tanto naturale 😀 quando mi devo vestire elegante, ci passo tanto, troppo tempo sopra. Per questo anche io sono d’accordo nel dire “perché sprecare tempo a pensare come vestirci quando non ce n’è la necessità? per esempio quando dobbiamo andare in spiaggia e siamo in vacanza?”..l’unica cosa importante secondo me è la cura e la pulizia. Quando siamo curati e puliti chissene importa di quello che indossiamo! vabbè un minimo minimo di gusto lo apprezzo anche io comunque. Però per es anzichè andare in spiaggia con delle scarpe anticonfortevoli, con zeppe altissime, solo per essere alla moda lo trovo ridicolo. preferisco di gran lunga calzature di questo tipo http://www.inblu.com/Collezione/Prodotti/Detail/DO/LA-FAMIGLIA-CHIPS/MR0000XX?color=005#prettyPhoto/0/ che trovo semplici ma fini e confortevoli!! w l’estate e la comodità :)

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