Pierotti: “Il tempo non mi aiuta, ritrovo il sorriso con un poster di Valentino Rossi

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22 giugno 2013

PESARO – Finalmente, dopo giorni di silenzio, ritroviamo Raffaele Pierotti che racconta il viaggio a cavallo in compagnia di Oana. I due sono diretti a Lourdes, dove l’arrivo è slittato per tanti motivi che il cavaliere cagliese racconta agli amici di pu24.it

Il 12 giugno non ho una gran voglia di mettermi in viaggio e nella quiete e nel deserto del Centro mi incammino passate le ore 7. A Revel si cambia Dipartimento e il Presidente Equestre di quella regione, i Midi Pirenneys, desidera ospitarmi presso un privato, Jean Pierre Redon. Attraverso Eudeline Yannicke, il mio abile organizzatore per la Francia, ottengo le informazioni cartografiche per trovare Redon e alle 14 Oana è in scuderia. Verso sera organizzano una grigliata per festeggiare il mio arrivo e tutti i dirigenti di quella regione son presenti: il Presidente Regionale Philippe Caranta, il Presidente Dipartimentale Roger Bacou, il Presidente Nazionale Jean Bergrares, l’interprete Baptiste Schiavinato. Insieme si guarda il percorso migliore per attraversare Tolosa quando vi arriverò e la dislocazione dei diversi Centri Equestri. Poi, a sorpresa, mi commuovono donandomi maglietta, giacca e stemma del loro Dipartimento. Con Baptiste ci rivedremo quando, sulla strada per Tolouse, arriverò a Labege.

La mattina deI 13 giugno è stupenda. Azzurro, sole e un vento leggero che accarezza il petto. Ore indimenticabili. Dicono che cambierà in peggio. Mentre seguo il 653 lungo il canale Rigole osservo le papere nuotare, ascolto battere i picchi sul legno, sento Oana che cammina spedita, fischio con il chiacchiericcio allegro e a volte autoritario dei diversi uccellini. Verso le 9 vedo per la prima volta i Pirenei. E poco dopo, da quella catena montuosa, da quelle vette su cui non son mai salito, arriva un fronte nuvoloso. A Monferrand, uscito da 7 ore di canale, trovo un vecchio capanno agricolo e pastura per Oana. Dopo poco l’intera vallata è chiusa da un acquazzone fitto fino a notte. Mi torna il cattivo umore ma devo imparare a non farmi condizionare dal tempo, anche se capisco che forse pochi vi riescono…

Il buon umore mi è finito sotto gli scarponi. Il grigio mi gira d’attorno, ma sono nuvole alte. Ad Avignonet Lauragais entro in una boulangerie – una panetteria – per fare colazione e un tipo, visto che sono italiano, sposta degli scaffali mobili per mostrarmi nella parete un grande poster di Valentino Rossi. Entusiasta quando gli dico che vivo a 60 chilometri da dove abitano i suoi genitori. Allora Jean Paul, di origini spagnole, mi invita a settembre al Gran Premio di San Marino per vederlo correre. Poi mi regala pane e un salume. A Villefranche una maestra di scuola, Marie, mi offre un caffè per aver l’opportunità di coccolare la mia cavalla. A Villenouvelle il fornaio con il suo furgone, Jonathan, si ferma per rifornirmi di pane per me e Oana, tanto da non aver più posto. La signora Iris si ferma e insiste per potermi ospitare nel suo centro ma non posso accettare, il pony club di Vigulet mi aspetta per la sera.

In paese, una ragazzina, Maurine, mi viene incontro sorridente e vorrebbe portarmi a conoscere il padre, Claude Zaccaria, italo-francese. A Baziege, la signora dell’edicola mi scatta delle foto. A Labege telefono a Baptiste e arriva di corsa. Ci salutiamo e ci promettiamo di rivederci martedì alle 14, al mio ritorno da Lyon. Mi giro alla svelta per non vedere le sue lacrime…non credevo fosse così sensibile.

Parto per Vigulet e un’ora dopo trovo a lato della strada una ragazza che mi aspetta. Le brillano gli occhi quando mi invita a casa sua, mi mostra sulla carta dove abita,  è dispiaciuta che non posso accettare dato il mio impegno con il centro di Patricia. Clara se ne va e nei pressi del maneggio è Isabelle che mi aspetta e si occupa di abbeverare Oana. Poi Juliana e Camille si fermano con la loro decappottabile per scattare souvenir in forma di foto. Alla fine giungo al pony club.

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