Sventato furto di rame all’Acquater di San Lorenzo. Tutte le operazioni dei carabinieri

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22 giugno 2013

FANO – I carabinieri delle stazioni di Pergola e San Lorenzo in Campo setacciano il territorio eseguendo arresti e denunce di pregiudicati. Sventato furto notturno nel complesso aziendale in disuso denominato “Acquater” e recuperata attrezzatura da scasso appartenente a banda di stranieri dediti a furti di rame di ingente valore. Sequestrati grossi grimaldelli, cacciaviti, pinze e chiavi, nonché capi di abbigliamento ed effetti personali appartenenti ai ladri.

Carabinieri di Pergola e San Lorenzo in Campo

Carabinieri in azione

Negli ultimi giorni i militari della compagnia carabinieri di Fano hanno predisposto su tutto il territorio di competenza una serie di servizi straordinari per la prevenzione e la repressione dei furti in abitazione e ai danni di esercizi commerciali. Così, l’altra notte, i militari della stazione di San Lorenzo in Campo, quando hanno scorto in lontananza le luci di alcune torce elettriche spostarsi all’interno del complesso aziendale in disuso denominato “Acquater ”, già utilizzato dal Gruppo Snam Progetti, hanno capito che qualcosa di illecito stava accadendo e sono subito entrati nella proprietà, mentre coloro che si trovavano dentro, accortisi dell’arrivo dei carabinieri, si davano così a precipitosa fuga nei campi circostanti. In effetti, nei pressi di una cabina elettrica, la cui porta di accesso era stata forzata, i militari rinvenivano numerosa attrezzatura da scasso abbandonata in tutta fretta costituita da: grossi grimaldelli, cacciaviti, pinze, tronchesi, guanti da lavoro, chiavi inglesi e diversi capi di abbigliamento puliti (scarpe, pantaloni, magliette e giubbotti) con all’interno appunti ed effetti personali dei malfattori. Sul posto sono poi  confluite altre pattuglie del comando compagnia carabinieri di Fano per le ricerche dei fuggitivi che sono proseguite senza esito fino al mattino. Il materiale rinvenuto, ritenuto utile ai fini delle indagini, è stato sottoposto a sequestro. Le investigazioni  dei militari si concentrano ora su alcuni soggetti stranieri di verosimile nazionalità bulgara ritenuti dediti alla commissione di furti di grandi quantitativi di rame, che sarebbero domiciliati in Lombardia.

Una denuncia per furto aggravato è stata formulata, sempre dai carabinieri di San Lorenzo in Campo, a carico di un 21enne marocchino che si era introdotto all’interno di un bar della zona asportando denaro dalla cassa. I carabinieri di Pergola, invece, hanno tratto in arresto, con le accuse di furto aggravato in concorso tra loro, due pregiudicati di 37 e 40 anni residenti nel Fanese che, introdottisi all’interno di una casa colonica dopo aver forzato la porta di ingresso, avevano asportato oggetti lavorati in ferro del valore di diverse centinaia di euro. La refurtiva è stata così recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre ai polsi dei due pregiudicati sono scattate le manette.

Sempre i militari di Pergola hanno tratto in arresto un 44enne già noto alla giustizia del luogo, che doveva scontare la pena di quattro mesi di reclusione per molestia o disturbo alle persone. L’uomo è stato condotto nella propria abitazione in regime di detenzione domiciliare.

Tre romeni già noti alla giustizia sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per “porto illegale di armi o oggetti atti ad offendere”, in quanto trovati in possesso di un taglierino con lama di centimetri 10 circa, che custodivano all’interno del loro furgone. L’arma è stata così sottoposta a sequestro, mentre a loro carico è stata formulata una proposta per l’applicazione della misura di prevenzione del “divieto di ritorno nel comune di Pergola ed in quelli limitrofi” per anni tre.

Infine, sempre a Pergola, un marocchino già noto alla giustizia è stato denunciato all’autorità giudiziaria per “ricettazione e commercializzazione di prodotti con segni falsi “, in quanto trovato in possesso di diverse decine di magliette, giubbotti, pantaloni, borse e t-shirt recanti i marchi di note griffe nazionali ed estere. La merce, del valore di oltre 1.500 euro circa, è stata sottoposta a sequestro per la confisca.

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