Raffaele Pierotti, a cavallo da Cagli a Fatima: “Avvicinandomi a Lourdes ritrovo le vere motivazioni del mio viaggio”

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26 giugno 2013

PESARO – Il viaggio di Raffaele Pierotti e Oana, diretti a Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima, è lungo circa 4.000 chilometri. La prima tappa è vicinissima.

 

Colazione con Reda e Toine. E’ un po’ tardi ma non potevo non aspettarli. Stanotte ha piovuto ancora anche se poco e mi sono riparato nell’officina di Reda. Riparto con un bagaglio di cattivo umore che implode dentro…quelle nuvole son sempre pesanti, si abbassano, strisciano a terra e mi riempiono di tanta umidità. Faccio una seconda colazione a St. Saver e in parte il nervoso cambia strada. Tempo variabile fino a Chis, al centro equestre a 5 km da Tarbes. Philippe Dalat, un tipo sveglio, quasi 60enne, mi ospita subito e gli spiego la situazione. Nel frattempo la nuova regione che attraverso, gli Haute Pyrénées, si sta attivando per aiutarmi. Cecile Baurdet, Presidente e responsabile del Turismo Equestre avverte Dalat che arriverà l’indomani. Non ho ancora dissellato Oana che il maniscalco è stato avvertito da Dalat stesso. Un’ora dopo Philippe mi mostra le foto di cinquant’anni di equitazione e mi trova alloggio nel piccolo albergo dei suoi genitori (Gite, in francese).

 

24 giugno. Madame Cecil Burdet, Presidente di questo dipartimento, arriva all’Univers Cheval di Dalat. Porta con sé carte topografiche, un giornalista e una immensa cordialità. E’ una tipa sui 40 anni, sveglia e di intensa umanità. Ha occhi onesti, molto ricchi di luce, si capisce che ha viaggiato molto a cavallo. Perciò quello che dice è diretto, concreto, con quel misto di spontaneità e di buon umore che la rendono affascinante. E’ interessata al mio equipaggiamento e glielo mostro in ogni particolare. Il giornalista e’ un tipo diretto e preciso ed e’ veloce. Madame Cecil mi spiega come fare per avvicinarmi alla mia meta e dove scuderizzare Oana. Mi presta alcune carte topografiche, mi indica il piccolo paese di Bartres per Oana, a 3 km da Lourdes, mi lascia una montagna di viveri per me…

Più tardi arriva il maniscalco, Mathieu Duclos. Non avendo punte al vidiam applica tramite saldatura barre di tungsteno. E’ un ragazzo metodico e preciso, di poche parole ma molto gentile, dai modi cortesi.

 

Regalo a Cecile il ferro anteriore sinistro, quello che viene da Cuneo, applicato da Edoardo, e il ferro posteriore sinistro, rimesso dal sottoscritto a Valdurenque, al centro di Philippe Laurent Zola. Più tardi mi chiama la redazione di Caterpillar. Jean Bernard ha piacere di mostrarmi con la sua jeep scassata una parte di strada dell’indomani. Sembra solo un agricoltore, molto professionale per altro, ma e’ un esperto di Attacchi. Mi mostra in foto qualche decina di carri, calessi da gara o da matrimoni e i suoi cavalli minorchini. Il resto della giornata e’ una noia pazzesca e vado a letto più stanco del solito. Pero’ Lourdes e’ vicina. Fino adesso il viaggio e’ stato più tecnico e più organizzativo, lasciando a margine o in retrospettiva la forza spirituale che muove i miei passi. Ma ora il rodaggio tecnico e’ completato. C’e’ posto per altro…

 

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