Raffaele Pierotti è atteso a Lourdes da Angela, una grande emozione

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27 giugno 2013

PESARO – Le emozioni di un viaggio unico raccontate in esclusiva da Raffaele Pierotti ai lettori di www.pu24.it

25 giugno. In 6 ore sono a Bartrès. Paese piccolissimo con una chiesa bellissima. Nel momento che vi entro sono immerso in una gioia intensa, avvolto da una austera emozione come poche volte ho avvertito.

Il volto di Bernadette, la quiete intima, il luccichio dell’altare formano il prologo di Lourdes. Ora sento tutto il viaggio, i motivi essenziali del lungo trasporto.

Dall’esterno giunge in luce un mondo che mi attende, dall’interno un flusso di sensazioni alleggerisce e poi annienta le pressioni materiali. Per me Lourdes può essere questa, a tre chilometri dalla cittadina.

Esco in parte rinnovato e in pochi minuti arrivano tutti: alcuni presidenti, Regis, Michael, Cecil, tre testate giornalistiche, e Daniel Laurent che mi ospiterà. Mi trovo a mio agio a far da star, ma non lo sono. Perciò cerco di distogliere l’attenzione facendo il buffone e scattando foto ai giornalisti vicino a Oana. Poi un delizioso rinfresco. E Cecil Burdette mi dona, a nome del Comitato, un impermeabile nuovo, calzetti di lana, sapone di Marsiglia, viveri per me, mangime e carote per Oana. L’ultima ad andarsene è lei, piuttosto emozionata come lo era Baptiste.

Sotto un cielo caldo e nuvoloso dormo nel campo assieme a Oana ma i pensieri non mi mollano un solo istante. Si intrecciano in tutti i modi. Mi concentrano e mi deconcentrano. Mi attaccano da ogni parte e vincono sempre. Questa notte non sono forte abbastanza: Lourdes e la Fede; chi mi segue e www.pu24.it; Oana e la tensione costante nel mantenerla in condizione; i miei vestiti da lavare e una doccia da fare; la sete e gli insetti che stanotte sono insopportabili; Compostela e Fatima e 1500 km da fare; Angela lontana mesi di viaggio ormai e le tante cose da dirle…

Dormo solo due ore e alle 9 faccio colazione e doccia dalla Gite di Daniel. Poi mi porta a a Lourdes in macchina.

Gesù è stato ucciso. Violentemente. Sadicamente. Con disprezzo. La Chiesa lo ha mai detto? E’ riuscita a tirarlo fuori dal Vangelo per comunicare alla gente che era un uomo vero? Come me e te. Non ridotto a icona. Non qualcosa che non si sente. Non qualcosa di lontano, apparentemente costruito, plasmato, un disegno di un uomo ridotto ancor meno di merchandising. Avete mai sentito l’angoscia di ciò che sta per accadere di grave a voi stessi? Immaginate Gesù l’uomo e avrete un’idea del suo tormento. Tiratelo via dalle chiese e mostratelo per ciò che è stato, per ciò che ha sofferto. Non entro mai in chiesa senza pensare a questo. Nemmeno nella basilica di Lourdes. Qualcosa di forte e di superiore mi attira e mi fa riflettere in mille specchi dentro me. Quella luce riflessa mi abbaglia, sembra che mi allontani dal centro spirituale, mi ci riporta…mi conquista la pace del luogo e il pensiero di una Bernadette intimidita ma che realizza una storia importante di fronte a 18 apparizioni della Vergine.

C’è ancora molto da imparare. Sto imparando. Ma è dura, molto dura. Se entri nel cuore delle cose ti accorgi di non avere le forze per restarvi dentro. Allora vuoi uscire e ti senti immediatamente solo. E devi tornarci. Aprire il cuore totalmente è difficile. Bisogna lavorare molto eppoi lavorarci ancora.

Angela è a Lourdes. E’ lassù, in quella collinetta dove i capelli le sono sospinti indietro, i grandi cerchi sottili ai lobi che rendono fiero il suo sguardo. E’ un volto che ti dice che tutto andrà bene. E’ un giorno solo, ma poi bisogna rimettere una sella e delle bisacce. Non è una fuga, non è un addio, non sono un cowboy hollywoodiano che lascia la sua bella. Non sono i soldati a cavallo di John Ford che cantano “The Girl I Left behind Me”. Non sono un mito. Lei chiede il mio ritorno. Quello di un uomo ancor più diverso di prima. Anche la violenza dentro me sarà diversa. E’ già cambiata. Io sono uno che ha fatto il suo tempo, ora bisogna rinnovarsi. Ogni ruga del mio brutto volto è nata da una veloce decisione, da scelte rapide cercando di non aver paura di sbagliare, dalla determinazione implacabile di raggiungere la meta. E’ questo che spinge una bellissima donna come Angela ad aspettarmi?

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