Orlando, Ricci: «Visita positiva». Furlo, ciclabili, fiumi, dissesto idrogeologico: il ministro-pensiero

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29 giugno 2013

PESARO – Tra Furlo e San Bartolo, «la visita di Andrea Orlando ha permesso di sciogliere alcuni nodi per il territorio», osserva il presidente Matteo Ricci. Che il giorno dopo giudica la presenza del ministro «importante» e il bilancio finale «positivo». Certo, «i fondi complessivi a disposizione del ministero sono limitati, solo 15 milioni di residui. E il Paese deve fare i conti con emergenze e calamità naturali in serie». Ma Orlando ha mostrato «grande attenzione per la nostra provincia, sia in termini di salvaguardia che di valorizzazione». Dunque il primo risultato è l’approvazione del Piano di gestione della Riserva entro la fine dell’estate, assicurata dal ministro ad Acqualagna.

«Questo – commenta il dirigente della Riserva Maurizio Bartoli – ci consente, tra l’altro, di portare avanti i 4 aspetti che aprono il Furlo alla fruizione turistica consapevole: sorvolo, arrampicata, pesca sportiva e canoa. Attività che la Provincia è stata capace di inserire in modo adeguato rispetto alle valenze paesaggistiche e alle tutele. E il ministero le ha avvallate». C’è poi l’interesse mostrato da Orlando per lo strumento del contratto di fiume. «Il ministro – racconta l’assessore Tarcisio Porto – ha detto che lo strumento, incentrato sul modello di gestione partecipato, potrebbe essere addirittura istituzionalizzato come pratica dal ministero». A Fiorenzuola di Focara Orlando sposa la ‘bicipolitana’ di Pesaro e si fa fotografare con la maglietta della mobilità dolce. Nel convegno esprime «apprezzamento per le politiche sulle ciclabili della comunità pesarese». Sul fronte dissesto idrogeologico, dopo avere osservato in presa diretta le frane della falesia, ribadisce che bisogna muoversi su due direttive: «Rimodulazione del patto di stabilità, ed è una priorità del ministero. In più, l’azione sulle risorse comunitarie 2014 e sulla direttiva Blu economy dell’Unione». La conferma dello sblocco dei fondi Cipe e delle risorse in deroga al patto di stabilità sullo stato d’emergenza si inseriscono dentro la considerazione conclusiva: «Questo posto è un dipinto, un ‘unicum’ tra cultura e paesaggio. Abbiamo il compito di tutelarlo».

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