Controlli spesa pubblica, dottoressa fanese arrestata per falsi certificati su ispezioni cadaveriche mai avvenute

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3 luglio 2013

PESARO – Controlli sulla spesa pubblica, la Guardia di Finanza di Pesaro arresta medico di Fano per aver falsamente certificato visite necroscopiche: salme direttamente nelle bare senza la prevista ispezione cadaverica. Nel mirino anche badanti ospedaliere e illegittime esenzioni da ticket sanitario.

Le Fiamme Gialle di Pesaro, nell’ambito dei controlli sulla spesa sanitaria pubblica, hanno eseguito una serie di attività di indagine nei confronti di medici che, tra le altre attività svolte, si occupano di accertare e certificare con una visita necroscopica l’avvenuto decesso  di un soggetto, traendo in arresto una dottoressa di Fano.

Infatti, allo scopo di evitare il pericolo di una sepoltura o della cremazione di persone in stato di morte apparente, è prescritto un periodo di osservazione del cadavere; dopo la 15esima ora ed entro la  30esima dal decesso, il medico necroscopo competente, nominato dall’Asur (Azienda sanitaria unica regionale), deve verificare la comparsa dei fenomeni cadaverici consecutivi per la conferma della diagnosi di morte e compilare il previsto certificato, riscontrando la morte reale e naturale.

Il suddetto medico, con la sottoscrizione del certificato, completa l’iter previsto dal Regolamento di Polizia Mortuaria e autorizza l’Ufficio dello Stato Civile del Comune a rilasciare il permesso di sepoltura.

Le investigazioni svolte hanno invece dimostrato che, in almeno due casi, la professionista tratta in arresto non ha effettuato alcun riscontro sui cadaveri, ma, addirittura, l’impresario dell’agenzia funebre, portava “brevi manu” la documentazione all’interessata, che semplicemente firmava il certificato in questione.

Pertanto, con un modulo prestampato – che specifica che la morte non è dovuta a malattia infettiva/diffusiva e che il cadavere non è portatore di radioattività – munito di timbro tondo con dicitura “Distretto Sanitario”, timbro del medico e firma, il cadavere era così pronto per essere vestito e sepolto, senza essere stato assolutamente ispezionato, come previsto dalla norma, con rischio di una possibile diffusione di malattie infettive.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria stanno indagando su un vero e proprio giro di certificati di morte della specie, che interessa tutta la provincia di Pesaro e Urbino.

La  dottoressa arrestata, per il reato di  falso ideologico in atto pubblico, in caso di condanna rischia una pena detentiva fino a 6 anni.

Sono stati, inoltre, svolti controlli tendenti a verificare la regolarità delle posizioni di badanti ospedaliere nonché nei confronti di beneficiari di esenzione del ticket, di cui circa il 70% non avente diritto.

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