Gli ultimi giorni di Giacomo Leopardi. Appuntamento al Teatro della Bugia con Carlo Simoni e Maria Flora Giammarioli

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3 luglio 2013

FANO – Il Comune di Fano, assessorato alla cultura, in collaborazione  con “TEATRO LA BUGIA” presenta CARLO SIMONI in “Gli ultimi giorni di Giacomo Leopardi” con Carlo Simoni e Maria Flora Giammarioli

 

VENERDI’ 5 LUGLIO 2013 ORE 21,30

CORTE MALATESTIANA – FANO

 

Il manifesto. Clicca per ingrandire

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“Gli ultimi giorni di GIACOMO LEOPARDI” è una lettura/spettacolo scritto diretto e interpretato dal nostro concittadino e attore italiano Carlo Simoni il quale ha espresso il desiderio di regalare alla sua città natale una suggestiva interpretazione di testi e storie di vita del grande poeta marchigiano arricchita da musiche di Rossini, Verdi, Wagner, Mozart, Chopin, Beethoven, Bach, Gounod, Hendel.

Simoni dice: “in un momento così difficile per la cultura, gli artisti devono continuare a unirsi, perché la Poesia, l’Arte, non paga, ma ap-paga, nutre e fa bene allo spirito, fa crescere la qualità delle persone; “.

 

Lo spettacolo sarà proposto con un biglietto simbolico di 5 euro.

 

 

 

 

 

 

Nota di regia

“Gli ultimi giorni di Giacomo Leopardi” è un’evocazione dello spirito del grande

poeta e del suo doloroso percorso di vita.

Ascolteremo pensieri, poesie, storie di sogni sulla vita la morte, e sulla natura matrigna.

“L’uomo nella sua essenza è universale”.

1837 Torre del Greco. Leopardi malato a casa dell’amico Antonio Ranieri, è accudito dalla sorella Paolina Ranieri che, con affettuosa premura, lo assiste negli ultimi giorni di vita.

In un dialogo tra il reale e il fantastico Leopardi risvegliandosi da una notte travagliata, racconterà il sogno-incubo che ha avuto, ne nascerà un clima di racconto metafisico in alternanza a quello reale, di grande suggestione.

Il tratto distintivo dell’opera leopardiana è un equilibrio tra pensiero, discorso letterario, contenuti filosofici e alta poesia.

Un impegno di una poesia del “suo” presente e il presente di tutti. Per Leopardi la poesia è qualcosa di astratto di fecondamente superiore e remoto, che si realizza nella scrittura e nel ritmo (con sfumature melodiose, con pause e risonanze che risuonano come un eco denso di significati), e può comprendere l’enunciazione di verità, di ragione sulla vita e sulla realtà. Alla base c’è l’amore per la musica e la convinzione che soltanto essa sia in grado di esprimere completamente la sensibilità contemporanea.

La riflessione leopardiana si trova così e dare un’ interpretazione della

storia dell’uomo, dei suoi bisogni, delle condizioni materiali dell’esistenza

e della totalità dell’universo fisico in cui l’uomo stesso è inserito.

L’attualità leopardiana affonda le sue radici in un esperienza personale che si fa laica

e spregiudicata, come un’ inchiesta radicale sulla contraddittorietà stessa di un progetto

di crescita civile e politica.

La ricerca di un bene futuro si accompagna dunque sempre a un senso di incertezza e inquietudine che rende dolorosa la vita dell’uomo. Meglio quindi il piacere che si può cogliere nel presente badando bene a non divenirne schiavo.

Lo spettacolo, composto prevalentemente dei testi leopardiani tratti dai Canti,

dallo Zibaldone, dalle Operette Morali, (ricco di presenze musicali di grandi: Rossini, Verdi, Wagner, Mozart, Chopin, Beethoven, Bach, Gounod, Hendel), si muove all’ombra di un autore di sconvolgente modernità e si avvale di una realizzazione scenica giocata sui toni dell’edonismo, dove la fantasia evocativa della magia teatrale trova nella poesia una consolazione conoscitiva capace di riscattare la noia grigia dei ricordi scolastici.

 

Carlo Simoni

 

 

 

Carlo Simoni nato a Fano il 24/10/1943, pronipote dell’illustre pittore fanese Federico Seneca che fin da bambino gli insegna l’arte del disegno, studia a Bologna all’Istituto Statale d’Arte, poi si trasferisce a Roma, dove si diploma maestro d’arte all’Accademia di Belle Arti nel 1964.

I suoi maestri sono Alberto Ziveri, Luigi Montanarini, Mino Maccari, Afro e Pericle Fazzini.

Contemporaneamente lavora “ a bottega” nello studio del pittore Eraldo Mori Cristiani, ex allievo di Achille Funi.

Appassionato da sempre di poesia e teatro nel 1964 è ammesso all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma, e si diploma nel 1967.

Da allora Simoni coltiva le due arti: pittura e teatro.

La sua lunga carriera d’attore è ricca d’interpretazioni importanti con le compagnie teatrali più prestigiose in spettacoli di grandi autori

Nel 1969 per la RAI TV interpreta Alioscia nello sceneggiato “I Fratelli Karamazov” regia di Sandro Bolchi.

Negli anni successivi recita in altri importanti sceneggiati Televisivi:

“Il mulino del Po”, “Papà Goriot”, “Leonardo da Vinci”, “Madame Bovary”,

“Il ritorno di Casanova”, “Gelosia”, “Edera”, e tante commedie: Il Teatro in TV.

Nel 1974 interpreta il ruolo di Edmund nello spettacolo teatrale “Re Lear” di Shakespeare diretto da Giorgio Strehler, spettacolo storico del Piccolo Teatro

di Milano.

Nello stesso anno interpreta il ruolo del re nello spettacolo “La Torre”con la regia di Luca Ronconi.

Nel 1975 vince a S. Vincent il premio I.D.I. (maschera d’oro come migliore attore teatrale dell’anno).

Negli anni a seguire oltre a recitare e dipingere, scrive diversi testi per il teatro: “Gli ultimi giorni di Giacomo Leopardi”, che mette in scena e ne realizza anche quattro puntate per la RAI; “Generi Misti”; “Killer amore mio”; “Puccini e il suo canto”.

Scrive due sceneggiature cinematografiche: “Carla-o”; “Perduti nel peccato” ispirato a L. Tolstoy.

Ha lavorato nei più importanti Teatri Stabili e con i più importanti registi del teatro italiano:Giorgio Strehler, Orazio Costa, Franco Enriquez,

Aldo Trionfo, Luca Ronconi, Antonio Calenda, Mario Missiroli, Gianfranco de Bosio, Giorgio Presburgher, Gabriele Lavia. Marco Bernardi. Cristina Pezzoli.

Ricordiamo alcuni spettacoli:

Re Lear, A Piacer Vostro, La Duchessa di Amalfi, La Torre, Il Pellicano, Ifigenia in Tauride, La cameriera brillante, L’importanza di chiamarsi Ernesto, Molto rumore per nulla, California suite, Caro Marcello caro Federico, Memoires.

Nel 1981 è assieme a Gabriele Lavia ne “Il Pellicano” di Strindberg per il Teatro Stabile di Trieste.

Nel 1986, sempre per il T.S.T. è protagonista del “Moissi, eroe di scena fantasma d’amore”. Regia di Giorgio Presburgher.

Dal 1993 lavora come primo attore con il Teatro Stabile di Bolzano assieme a Patrizia Milani e con il regista Marco Bernardi.

Negli spettacoli: La locandiera, Il contrabbasso, Medea, Ma non è una cosa seria, Sarto per signora, Coppia aperta quasi spalancata, Il giardino dei ciliegi, L’ Arialda, Danza di morte, La pulce nell’orecchio, Edda Gabler, La vedova scaltra, Una giornata particolare, La professione della signora Warren, Il teatro comico, Enrico IV, Spettri, Il malato immaginario.

Una giornata particolare dal film di Ettore Scola, fu rappresentato anche a Parigi alla rassegna Les italiens alla Commedie Des Champs Elysees diretta da Maurizio Scaparro.

Nel 2010/11. Ha scritto e interpretato: “Cronaca di una tragedia. Beatrice Cenci: il mito”

2011. Festival di Borgio Verezzi. “La Marcolfa” di Dario Fo, interprete e regia C. Simoni.

2012-2013. “Le Troiane” di Euripide e “Spettri” di Ibsen.

Nella prossima stagione teatrale 2013 – 2014 “La brocca rotta” di H. Von Kleist

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