Sandro Sardella: “Sono giorni tristi, la Robur è una parte di me stesso”

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3 luglio 2013

Sandro Sardella*

Sandro Sardella (foto Danilo Billi)

Sandro Sardella (foto Danilo Billi)

PESARO – Sono giorni tristi, mi è venuta a mancare una parte di me stesso e penso anche a tutti gli altri dirigenti e collaboratori. Quando sono arrivato ala Robur si era in C2 e si giocava alia mitica palestra Kennedy: ne abbiamo fatta di strada, spendendo tempo e anche soldi per cercare di portare questa società ai più alti livelli. Abbiamo, io per primo, fatto molti errori, ma abbiamo sempre cercato di migliorarci investendo tutti i contributi (anzi qualcosa in più) di sostenitori e sponsor senza che alcuno di noi dirigenti fosse pagato: era la passione che ci spingeva sempre piu avanti e forse anche un po’ di fortuna ci ha aiutato in quei periodi. Abbiamo sempre cambiato atlete importanti con nuove che abbiamo valorizzato ed ora sono le migliori nelle varie Nazionali, e se due stagioni fa Hooker non ci avesse abbandonato alla vigilia delle finali di Champions League forse avremo continuato quella strada.

I se ed i ma non servono a niente: nello sport conta vincere, e noi abbiamo portato a Pesaro tre scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, e, in Europa, una Cev Cup e una Challenge Cup, oltre alla qualificazione alla Final Four di Champions League nel 2011 ad Istanbul; senza dimenticare la Coppa Italia di A2 e i quattro trofei vinti nel sand volley. Abbiamo portato il nome di Pesaro in giro per tutta Europa e non solo (non posso dimenticare la partecipazione alla Salonpas Cup in Brasile con 7/8 mila spettatori al palasport di San Paolo alle 8 di mattina di domenica): Spagna, Austria, Russia, Turchia, Romania, Azerbaijan, Polonia, Repubblica Ceca, Francia, Portogallo.

Tutto ciò ha promosso il nome della nostra città e dei nostri sponsor, senza i quali, Scavolini in primis, non saremmo stati in grado di compiere nemmeno un metro di questa meravigliosa cavalcata.

Abbiamo instaurato un ottimo progetto giovanile con la Snoopy che darà grosse soddisfazioni in futuro ma che sin da quest’anno ha dato frutti anche in termini di vittorie (titolo provinciale e regionale, nonché settimo posto alle finali nazionali U16).

II grande rammarico è che, pur in una situazione economica difficile come quella che stiamo vivendo, Pesaro non sia riuscita a trovare 200-300 mila euro per continuare un programma di consolidamento, con atlete giovani ed interessanti già sotto contratto (atlete che ora si stanno distinguendo sia nella Nazionale maggiore che nella juniores). A volte vien voglia di mollare anche tutto il giovanile (e parliamo di 500-600 bambine tra Snoopy e Robur che partecipano ai vari campionati di B1, C, D, 1° e 2° divisione, under 18, 16, 14, 13, minivolley).

Ultima cosa: la decisione di non iscriversi non è dovuta alle regole ferree (secondo me giuste) che la Lega sta imponendo. Sotto quell’aspetto eravamo pronti ed in regola per l’iscrizione, ma non abbiamo voluto fare azzardi senza avere una copertura economica: abbiamo già avuto un anno difficile per alcune mancate promesse di sostegno, non siamo abituati ad andare tutti gli anni in camera di conciliazione (come è consuetudine per alcuni), o fermarci in corsa. Siamo gente che ha sempre cercato di onorare i propri impegni.

 *Vicepresidente Robursport

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