Ville e Castella, a Mondolfo il filosofo Umberto Galimberti

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5 luglio 2013

MONDOLFO – E’ uno degli appuntamenti più attesi di Ville e Castella quello che si terrà oggi, venerdì 5 luglio, nel bel centro storico di Mondolfo. Sarà ospite del Festival dello spirito e delle cose il filosofo Umberto Galimberti.

A Mondolfo per il Festival Ville e Castella il filosofo Umberto Galimberti

A Mondolfo per il Festival Ville e Castella il filosofo Umberto Galimberti

Alle 18.30 ai giardini della rocca parlerà de “Il cristianesimo e la desacralizzazione del sacro”.

Nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Association for Analytical Psychology.

Alle 20.30 la cena sarà servita dall’Associazione 3 Colli.

Spazio poi alla musica con la Baro Drom Orkestar, composta da: Gabriele Savarese (violino), Simone Sollazzo (chitarra), Modestino Musico (­sarmonica), Piero Spitilli (contrabbasso), Gabriele Pozzolini (percussioni e batteria).

In lingua romanè Baro Drom significa lunga strada. Musica da strada per eccellenza, fatta di ritmi indiavolati, concepita per ballare, saltare, roteare.

Tutta la tradizione balcanica sembra fatta per la festa, e i Baro Drom, instancabili, dopo 400 concerti nelle piazze d’Europa, ne hanno assimilato l’anima profonda.

Via le sedie, piedi scalzi, e capelli sciolti.

 

Prossimo appuntamento
Domenica 7 Luglio – Mondavio – Casa Ginevri
18:30 Conferenza Gao Xingjian (scrittore)
Incontro con il premio Nobel per la letteratura. Con l’intervento di Andrea Porcheddu (giornalista, critico teatrale)
20:30 Cena servita da Casa Ginevri

21:45 Teatro La Fuga dal testo di Gao Xingjian, traduzione Simona Polvani
PRIMA ASSOLUTA Con Francesco Benedetto, Giulia Bellucci, Claudio Tombini Musiche di Anthony Di Furia
Originale trasposizione teatrale da una nuova traduzione del testo di Gao, ispirato ai fatti di Piazza Tienamen. Questa piece dalle scenografie sonore, muove gli attori tra il pubblico, che assiste sgomento all’emergere degli strati più profondi dell’animo dei protagonisti, messi a confronto con le complessità sociali e relazionali.

Il Festival promosso dalla Provincia in collaborazione con i Comuni del territorio è realizzato dall’associazione culturale Ville e Castella.

Direzione artistica e organizzativa: Nino Finauri, Andrea Belacchi, Paolo Frigerio.

Info e prenotazioni: 339.2556065 – www.villecastella.it. Aggiornamenti in tempo reale su Facebook alla pagina Ville e Castella.

Un commento to “Ville e Castella, a Mondolfo il filosofo Umberto Galimberti”

  1. relativismo di Umberto Galimberti
    da “Cristianesimo”, p. 142:
    “[…] per la stessa ragione Endos interroga Davide con queste parole: Perché vuoi mettere un cappio intorno alla mia nefeš così da farmi morire? (1 Samuele, 28, 9).
    Il filosofo di nome Galimberti “si impanca con arroganza” e predica che per affrontare “disagi”, “problemi” ecc., che vive il nostro tempo, “la cultura è la chiave di svolta”.
    Ora, scrivendo “Endos interroga Davide”, il Galimberti non solo dà segno d’incultura, perché è un’asineria, ma è chiaro altresì che lui non ha mai letto il cap. 28 di 1 Samuele, altrimenti si sarebbe forse accorto che la negromante di Endor, nome di luogo geografico, e non “Endos” nome proprio, non ha mai detto queste parole a Davide, bensì a Saul, che in quel frangente era pure travestito e perciò irriconoscibile.
    La stessa asineria è già presente in Psichiatria e fenomenologia, uscito nel 1979, alla p. 87, e tutto il cap. 2. La religione biblica e la maledizione della carne, della Parte prima, è fabbricato con plagi a H. W. Wolff, G. Barbaglio, A. Marranzini, O. Cullmann, ecc., documentato con il saggio Ezio Mauro e l’asinus in cathedra nel sito del sottoscritto http://www.altierivincincenzo.it, alla sezione “il paese dei ciarlosofi”.
    La stessa asineria è pure presente in Orme del sacro, alle pp. 97-98, ecc.
    Solo a fronte di questi piccoli esempi, il “relativismo culturale” di Galimberti non è l’“anticamera del nichilismo”, bensì un tragicomico nonché pernicioso nichilismo …

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