Tribunale di Urbino salvo. Morani: “Giustizia è fatta”

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7 luglio 2013

URBINO – “Finalmente l’incubo è finito!”. Questa l’esclamazione con il quale l’avvocato Luigi Ciancamerla, presidente dell’ordine degli Avvocati di Urbino, esordisce.

E' salvo il tribunale di Urbino

E’ salvo il tribunale di Urbino

“La lunga agonia del nostro Tribunale – continua Ciancamerla – si è conclusa con un felice ritorno alla vita. La Corte Costituzionale, accogliendo l’istanza del dottor Paolo Cigliola (presidente ad interim del Tribunle) al quale l’ordine degli Avvocati si è affiancato. E’ stata riconosciuta la natura di Urbino come capoluogo di provincia (e non co-capoluogo come qualcuno la definisce), e per questo non è stato soppresso questo importante servizio. L’interesse e la battaglia iniziata dal compianto onorevole Massimo Vannucci, proseguito egregiamente dall’onorevole Alessia Morani e dagli onorevoli Bressella e Bressa che, anche se non appartengono al nostro territorio, hanno dato un importantissimo contributo. Anche la politica si è esposta”. Queste le parole di Ciancamerla.

Nella conferenza stampa, allestita all’interno dell’aula adibita ai processi penali, presente anche l’onorevole Alessia Morani: “Ben 105mila abitanti e 35 comuni sono serviti dal palazzo di Giustizia urbinate. In merito alle polemiche, non le voglio commentare perché non merita sprecare tempo per queste cose quando c’è molto da lavorare. Ci vuole rispetto per le istituzioni e per i massimi organi, la Corte Costituzionale. Giustizia è stata fatta, ora dobbiamo lavorare per portare nuovo organico: magistrati e personale di cancelleria per far ripartire la macchina della giustizia”. Visto che il CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura, le aveva sospese in previsione della chiusure del Tribunale. “Importante sarà anche la trasformazione della casa mandamentale di Macerata Feltria in casa della custodia attenuata, portando gli attuali 20 posti a 50. Ciò comporterà l’assunzione di nuovo personale e allargare le prospettive del Tribunale”.

“Benvenuta alla politica che si appropria della gestione del Paese. Ringrazio chi ha creduto a questa battaglia fin dall’inizio. Il Comune ha incentivato questa lotta mettendo a disposizione dei fondi. Il patrimonio della città si mantiene grazie ai contatti con Ancona e con Roma. Un’altra battaglia vinta, assieme quelle per l’I.T.I.S. , Università, Ersu e ospedale”.

Non si lascia sfuggire l’occasione Stefano Pivato,  il magnifico rettore dell’università di Urbino, per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Questa vicenda ha chiuso la “sindrome dell’accerchiamento“ come la chiamo io e che versava sulla città. La nostra città e la nostra università hanno un tribunale e un dipartimento di giurisprudenza, altre no. A dimostrazione dell’apertura, quasi selvaggia, da parte di certi Atenei di Dipartimenti di giurisprudenza e non solo. Fino all’anno scorso avevamo anche la “sindrome di cenerentola” leggendo le classifiche degli Atenei del Sole 24 Ore. Questo più che un gioco di squadra è stata una botta d’orgoglio. Con molte persone che hanno lavorato silenziosamente, come la professoressa Califano”.

Paolo Pascucci, direttore del dipartimento di Giurisprudenza: “Ricordiamo che il Tribunale forma i professionisti di domani nel campo della giustizia. Molti ragazzi che escono dal dipartimento di Giurisprudenza, i più meritevoli, praticano un tirocinio di 18 mesi e avranno dei punti in più se vorranno intraprendere la strada della magistratura. Una vittoria che ridarà lustro non solo alla città e all’università ma soprattutto al Dipartimento che rappresento”.

Respiro di sollievo, dopo che 50 anni si parlava di chiusura con voci che all’ultimo si erano fatte concrete. Ora il Palazzo di Giustizia di Urbino è salvo a garanzia della legalità nell’entroterra.

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