Raffaele Pierotti e Oana verso Santiago de Compostela possono comprendere meglio il “Camino”

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9 luglio 2013

Un'indicazione vista in Francia, a Montesquiou, del Camino per Santiago de Compostela

Un’indicazione vista in Francia, a Montesquiou, del Camino per Santiago de Compostela

PESARO – Dal percorso spagnolo che conduce al santuario di Santiago de Compostela, seconda meta del lungo viaggio intrapreso dal cavaliere cagliese Raffaele Pierotti e dalla sua cavalla Oana, giungono ulteriori notizie su un “cammino” meraviglioso.

Il primo luglio è dedicato al Sagrado Corazon de Jesus. Il 2 luglio all’Immaculado Corazon de Maria. Entrare nel nuovo percorso con queste due eminenze divine e spirituali ritengo che abbia un certo valore personale.

Dal 2 luglio posso comprendere meglio questo percorso spagnolo, il “Camino”, così importante per il patrimonio turistico europeo. Marciando su di esso non mi serve una carta topografica, basta una lista dei paesi con quello che offrono e il chilometraggio. Non devo cercare acqua per il cavallo perché é prevista lungo tutto il percorso. Mi serve solo l’erba. C’è tutto. Alimentari, bar, alberghi, ostelli, internet in alcuni posti, farmacie nei paeselli più grandi.

La lunghezza della mia marcia può  essere aumentata non avendo impedimenti. E’ caratteristica la quasi assenza di umidità nell’aria già dal primo giorno. La temperatura non  è alta e si capisce come il sole produca un calore secco e sopportabile.

Viscarret, Lanzoain, Zubiri, Larrasoaña, Akerreta… Nomi bizzarri, un idea, un sapore, un intuizione diversa offrono questi vocaboli, diversa per ognuno. In alcuni sembra di entrare nella main street di un paese del West, altri sono agglomerati costruiti come i paesi agricoli dell’Europa, al centro la bella chiesa, la fontana, le case che si allargano tutt’attorno; altri ancora sono un miscuglio tra il vecchio e il nuovo. In alcuni si respira, si sente la stessa atmosfera di un paese siciliano o sardo.

Incontro diversi pellegrini, molti in bici. Due chiacchiere e poi via in un percorso quasi tutto in ombra, ben segnalato, con i ponticelli e i cancelli delle recinzioni ben costruiti. Mucchi di pietre realizzati dai pellegrini come forma di testimonianza e di devozione al Camino.

I segni religiosi che incontro sono solo sul cippo che ricorda la morte di Shingo Yamashita avvenuta nel 2002. A Trinidad de Arre trovo un campo meraviglioso di erba in un ostello. Per 8 euro un letto e una doccia e mi permette di foraggiare Oana senza chiedermi altro. Ma nell’ostello troppi odori forti, anche se tenuto pulitissimo. Troppa gente che si porta dietro il viaggio addosso. Fatta la doccia dormo in un ingresso laterale dell’ostello, fuori e sotto la tettoia perché sembra che nella notte voglia piovere.

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