“Fano 2, per diminuire il carico urbanistico… aumentano i palazzi”

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10 luglio 2013

Dal Comitato Fano 2 riceviamo, e pubblichiamo, il seguente comunicato:

 

A FANO2: PER DIMINUIRE IL CARICO URBANISTICO… AUMENTANO I PALAZZI!

Il Comitato Fano 2, a valle del Consiglio Comunale del 1° luglio 2013 e delle dichiarazioni susseguenti rilasciate da componenti della maggioranza e da membri della giunta, ribadisce in maniera chiara ed inequivocabile che alla base della contrarietà alla variante al PRG in oggetto vi sono motivazioni di carattere pubblico e non privatistico, supportate da riscontri sia tecnici che di buon senso, oltre che da prescrizioni provenienti da enti preposti.

In questo senso, si fa riferimento alle dichiarazioni dell’assessore Falcioni, che parla di valori di indici di costruzione, di metrature di appartamenti da costruire, ecc. in una zona che è destinata integralmente a verde e che deve rimanere tale, come già ben evidenziato dalla Provincia di Pesaro e Urbino in sede di approvazione del PRG 2009, che nello stralciare la proposta di comparto sulla medesima area, riportava la seguente motivazione:

“Tale area a verde, su cui insiste una scuola per l’infanzia, assume un forte ruolo di interconnessione urbana all’interno del quartiere Fano2 dove si rileva una forte carenza di aree a standards pubblico. Per tali motivazione si ritiene di prescrivere lo stralcio del comparto mantenendo la previsione vigente.”

La Provincia di Pesaro e Urbino, nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, ha quindi integralmente azzerato il comparto e non prescritto riduzione di indici o di parametri, come l’Amministrazione Comunale vuole sostenere.

Non si tratta, come affermato recentemente dal sindaco Aguzzi, di “ricucire due parti slegate del quartiere, divise oggi da un’area verde privata”, ma è l’area verde stessa a costituire il fulcro, il polmone di un quartiere universalmente riconosciuto come saturo (di cemento, di palazzi, di traffico…).

Se, come è vero, il quartiere manca di servizi, l’Amministrazione dovrebbe adoperarsi per arrivare a soluzioni in grado di rimediare a carenze strutturali di aree a standard pubblico e non riproporre interventi basati sulle vecchie logiche speculative che, mascherando l’edificazione come panacea di ogni male, non portano ad altro se non ad un peggioramento della situazione complessiva, facendo venir meno, in questo modo, l’unica area destinata a verde.

Si vuole inoltre far notare all’assessore Falcioni che i sostenitori della protesta NON SONO POCHI, al contrario di quanto egli ha affermato; le 500 firme raccolte nell’arco di poche settimane a sostegno della petizione per la salvaguardia dell’area verde sono senza colore politico, trattandosi essenzialmente di una questione di buon senso, oltre che di opportunità e di legittimità.

Senza contare poi che già in sede di deposito delle osservazioni alla variante, nonostante i tempi stretti, le firme raccolte erano state 200.

Si chiede all’Assessore Falcioni di spiegare in dettaglio quanto da lui affermato:

“Il carico urbanistico è vero che aumenta, ma nel globale diminuisce”.  (???)

Laddove fosse dimostrata, questa stravagante teoria sarebbe degna di una pubblicazione accademica!!!

Bisogna ammettere, come ha recentemente affermato il consigliere Mattioli, che “Siamo al paradosso”; inteso però in senso opposto a quanto sostenuto dal consigliere, il quale in un recente comunicato stampa afferma che “A fronte di un’Amministrazione comunale che dimostra attenzione agli annosi problemi di un quartiere e mette in campo azioni efficaci per fronteggiarli, certe polemiche e proteste appaiono del tutto fuori luogo”

Il paradosso è quello che accade nella realtà: si parla di servizi e di riqualificazione di un quartiere con forte carico urbanistico e per porre rimedio si vuole costruire ancora.

Ogni commento poi sulla negazione della boccata d’ossigeno in tempi di crisi alle imprese artigiane/edilizie è puramente superfluo (è sufficiente attraversare il territorio comunale di Fano per constatare quanti “scheletri” incompiuti siano presenti).

Si chiede infine al sindaco Aguzzi, il quale sostiene che a Fano il dibattito sulle varianti è esasperato, se per dare ulteriori (???) servizi al quartiere sia proprio necessario edificare anche sull’ultimo lembo di verde rimasto a margine di un quartiere a così alta densità abitativa.

In particolare, ci si chiede quale considerazione venga data alle prescrizioni di un organo istituzionale (quale quello provinciale), che nello svolgimento delle sue funzioni aveva già chiaramente ed inequivocabilmente sottolineato l’imprescindibilità di questa area di verde pubblico, al fine di ottenere uno standard minimo di vivibilità del quartiere Fano 2.

Il Comitato ha indicato varie proposte per quest’area, che vanno dall’esproprio anche parziale e/o per step successivi, alla permuta, alla redazione di un piano attuativo per la riqualificazione del verde, addirittura comprendendo che, in un momento di crisi economica come quello attuale e di conseguente carenza di risorse, si possa pensare di mantenere l’attuale assetto dell’area, in attesa di futura riqualificazione; i fatti, però, dimostrano chiaramente che l’intendimento dell’Amministrazione dal 2006 ad oggi è stato e resta solo uno.

Si chiede quindi all’Amministrazione, quand’anche non volesse minimamente ascoltare le motivate proteste di chi vive in questo quartiere, quali siano le modifiche intervenute a livello urbanistico a valle dall’approvazione del PRG 2009 tali da poter giustificare l’adozione di tale variante, come prescritto dalle legge.

Il Comitato Fano 2

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