La lettera aperta di Franco Del Moro

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11 luglio 2013

Franco Del Moro*

PESARO – È proprio vero quando si dice che ai più importanti bivi della vita non c’è segnaletica.

Infatti ci ho pensato e ripensato, ma alla fine mi sono ritrovato nella condizione di dover formalizzare le dimissioni da Presidente della Victoria Libertas.

Più che difficile, è stata una scelta dolorosa, poiché sono entrati in conflitto il cuore e la ragione, la passione contro la logica.

Non è stato semplice, perchè io questi colori me li sento cuciti addosso.

Proprio per questo, ho sempre concentrato le mie forze per far rientrare questa squadra nel cuore dei tifosi.

Nel cuore della gente, della “sua” gente.

Quella gente che non ha mai smesso di far sentire il proprio sostegno, sia nei momenti più belli, sia in quelli più bui.

Merito anche della atmosfera del palasport di Pesaro, che è qualcosa che non ritrovi in giro per l’Italia, direi indescrivibile.

Un sapore fatto di tradizione, passione e amore per la palla a spicchi.

Proprio quello, che in questi anni belli e intensi ci ha fatto esultare, disperare e gioire.

L’abbiamo fatto tutti insieme e insieme abbiamo raggiunto l’impresa di scrivere belle pagine di sport, riportando Pesaro al ruolo che aveva, al centro del basket.

In un crescendo di risultati, che ci ha portato un anno fa a disputare la semifinale scudetto contro la storica avversaria Milano dopo avere espugnato il mitico Pianella di Cantù, in una memorabile gara 5, secondo me, la vera impresa della passata stagione.

O ad ospitare l’All Star Game a Pesaro, che tutti ricordiamo con incredibile emozione, sia per la vittoria del nostro James White nella gara delle schiacciate con la maglia di Alphonso Ford, sia per il titolo di MVP del nostro amatissimo Daniel Hackett, un giocatore che abbiamo riabbracciato a Pesaro e preparato per il salto nell’Olimpo del basket, per non parlare dell’imponente cornice di pubblico appassionato, che ha dimostrato a tutta l’Italia, come Pesaro vive il basket.

Facendo un bilancio di questi anni posso dire di essere davvero soddisfatto di tutto quello che ho fatto.

E se tornassi indietro, rifarei tutto, dalla prima all’ultima riga, poichè so di essere stato mosso, dalla passione e dal rispetto, …sempre.

Di errori ne ho fatti e non me ne pento.

Non solo perchè sbagliando si impara, ma anche perchè gli errori mi hanno fatto capire la dimensione di questa società e soprattutto, la passione di questa città verso il basket.

In quelle circostanze, dopo essere caduto, anche violentemente, mi sono sempre rialzato, grazie e soprattutto, al sostegno della persone che mi vogliono bene, …e sono tante.

Sul comodino del mio cuore porterò però, sicuramente solo i momenti più belli. Dalla prima conferenza stampa, alla semifinale persa in gara 4 con Milano, passando per le volte in cui ho esultato per le nostre incredibili vittorie che mi hanno regalato emozioni, marchiate a fuoco nella mia mente e nel mio cuore.

Mi chiederete i motivi che mi hanno portato a maturare questa soluzione di lasciare, ma credo che non serva in questo momento, preferisco guardare solo alle cose belle che questo triennio di presidenza mi ha dato e non al dolore che provo lasciando la prima linea che ho vissuto con passione.

L’unica cosa che posso dire è che non esistevano più i presupposti per andare avanti.

Non parlo assolutamente di divergenze, ma di stimoli e motivazioni personali. Del resto le avventure belle e positive, hanno un inizio e anche una fine, seppure dolorosa e che fa male, …molto.

In conclusione concedetemi di ringraziare e chiamarla, “la mia VL”: grazie alle persone che hanno collaborato con me, in ufficio, in magazzino, ai medici e ai fisioterapisti, ai preparatori, ai ragazzi in campo e agli allenatori, agli addetti del Palazzo, all’Ape Andrea e a Maurino, il nostro prezioso addetto agli arbitri, a chi guidava il nostro pullman.

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno vissuto con me questi 3 anni e con le mie squadre e non posso dimenticare i professionisti che mi hanno assistito e consigliato, nei momenti più delicati della gestione di questa particolarissima azienda, che è il basket pesarese, Andrea Rombaldoni e Maurizio Terenzi.

Una citazione che ci tengo a fare, senza togliere niente a nessun’altro, è per John Ebeling, un uomo di altissimo e raro spessore morale e serissimo professionista, col quale è nata una forte e sincera amicizia.

Il mio più profondo ringraziamento a Valter e a le famiglie Scavolini, a Sauro Bianchetti, a Michele Ambrosini e Banca Marche poi, che insieme a Maurizio Testaguzzi, Massimo Tonucci e a tutti i componenti del Consorzio Pesaro Basket mi hanno permesso di rappresentarli, in Italia, con immenso orgoglio e grandissima soddisfazione.

Non lo dimenticherò, …mai.

E un grande in bocca al lupo ad Ario Costa, uno dei grandi del nostro basket e in particolare di quello pesarese, per il suo ritorno in una città che lo ha sempre amato.

Non dimentico certo il giá sopracitato popolo biancorosso, anch’esso importantissimo e altra vera eccellenza della VL, riconosciuta e rispettata in tutta Italia e motore di mille iniziative che lo hanno reso leggendario nel mondo dei tifosi di basket.

Con loro ho costruito un rapporto di vera amicizia che sono sicuro continuerà.

A tutti i giornalisti poi va il mio personale ringraziamento, perchè ho la consapevolezza di essere sempre stato trattato bene, senza che io abbia mai chiesto ad alcuno corsie preferenziali, ma solo perché insieme abbiamo capito cosa significa remare insieme per rinsaldare una passione sempre presente ma che in questi tre anni, credo anche grazie anche al mio lavoro, siamo riusciti tutti insieme a rinvigorire.

Lascio ma niente mi toglierà la soddisfazione e l’onore di essere stato uno dei Presidenti della mia squadra del cuore e dello sport che amo, insieme a nomi importanti: uno su tutti e per sempre, Valter Scavolini,  l’unico vero ed eterno Presidente di Pesaro.

Niente mi toglierá dal cuore la consapevolezza, riconosciutami da tutti, di aver saputo trasmettere in tutta Italia un’immagine di Pesaro sportiva, genuina, semplice, sorridente, sempre piena di passione, correttezza e rispetto, insieme al rinvigorito rapporto con i nostri tifosi e quelli di tutta Italia, con naturale conseguenza di attenzione da parte dei media.

Credo che, assieme ai risultati sul campo, sia questa la eredità più importante che lascio e di cui vado davvero fiero.

Per questo non finirò mai di ringraziare Valter Scavolini per avermi concesso questa importante opportunitá che mi ha permesso di allargare le mie conoscenze e relazioni, frequentando la Lega Basket, la Federazione Italiana Pallacanestro, RCS Sport (un grande partner del basket italiano), gli amici di Rai e La7 e altre, tantissime persone di grande qualitá.

Frequentazioni e relazioni che hanno riportato Pesaro al centro del basket e che mi hanno permesso di costruire un patrimonio che serbo nel mio cuore.

Al mio esordio ero stato ribattezzato il “presidente tifoso” e ne sono fiero: sono sicuro che ogni presidente debba sempre essere tale e che debba essere sempre questa la prima molla nel guidare una squadra.

Ora, dopo tre anni, torno a essere solo tifoso, con immutata passione.

E ora cara la mia VL, ti lascio perché è la vita, …perché è il momento.

Spero lo capisca anche tu.

Forza VL, …sempre.

*Presidente VL

Un commento to “La lettera aperta di Franco Del Moro”

  1. Ago scrive:

    Franco Del Moro, hai interpretato il ruolo di Presidente con pura passione e spirito di servizio.
    Con la tua naturale simpatia hai riportato nel mondo del basket (il nostro mondo di passione) la nostra immagine di pescatori, pirati e …guasconi… pronti ad affrontare tutti con grande animo.
    In bocca al lupo Franco “fanese-pesarese con la Vuelle nel DNA come tutti noi!
    Cordialmente
    Ago

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