“Cibus. Divagazioni letterarie conviviali” con David Riondino

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17 luglio 2013

David Riondino

David Riondino

FOSSOMBRONE – Venerdì 19 luglio alle ore 21.30 si terrà il secondo spettacolo della dodicesima edizione del Fossombrone Teatro Festival, che vedrà protagonista l’attore e regista David Riondino con ‘Cibus. Divagazioni letterarie conviviali’, una serata dedicata alla grande letteratura con i versi più belli di poeti e scrittori che hanno dedicato parole al cibo e al vino, accompagnato dalle musiche raffinate di Giovanni Seneca e Fabio Battistelli.

 

SCHEDA SPETTACOLO
Cibus. Divagazioni letterarie conviviali’

Voce recitante: David  Riondino
Clarinetto: Fabio Battistelli
Chitarra: Giovanni Seneca
Presentato da: Giano Produzioni

Da qualche anno a questa parte, con lo sviluppo della cultura enogastronomica, si è creato intorno al banchetto, alla cena, alla degustazione, un fiorire di eventi letterari o comunque di animazioni, una rinnovata abitudine al convivio rallegrato da letture e canti. 
Nell’antichità, i banchetti erano allietati da racconti: in genere racconti brevi, solitamente satirici ed anche qualche secolo dopo, dal Boccaccio, nel suo Decameron, ci vengono descritte scene analoghe.
Di cibo si parla molto anche nelle fiabe (case di marzapane, divoramenti di nonne), insomma, in qualsiasi opera, letteraria o poetica, si trovano continui riferimenti al cibo, descrizioni di banchetti, pagine su certi piatti, per non dire di odi dedicate ad agrumi, carciofi, selvaggina e quant’altro. Un esempio per tutti, Neruda con le sue odi al limone, al carciofo, alla patata.
Come nella letteratura anche nella musica il cibo ha un repertorio sconfinato, infatti tutti i compositori almeno una volta si sono ispirati al cibo. Il repertorio spazia infatti dalle composizioni di Mozart e Rossini fino ai giorni nostri passando attraverso le colonne sonore dei film fino alla musica dei cantautori. Un viaggio parallelo tra letteratura e musica attraverso il cibo senza dimenticare il buon bere.
David Riondino con la sua verve e ironia imbastirà la serata declamando i versi più belli di Poeti e Scrittori che hanno dedicato parole al cibo e al vino regalandoci un ora di grande letteratura, i bravi musicisti Seneca e Battistelli con la loro musica raffinata e mirata faranno il resto.


Biografia di DAVID RIONDINO

Nato in Toscana nel 1953, David Riondino è cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista e improvvisatore eccezionale.

I suoi inizi lo vedono ben lontano dalla carriera di attore. Il suo primo lavoro, infatti, è come bibliotecario, posto che mantiene per almeno dieci anni. Attratto dalla musica, e soprattutto dalla produzione dei cantautori che andavano per la maggiore negli anni ’70, comincia a comporre alcune canzoni in proprio fino a pubblicare addirittura qualche disco, fra cui un album intitolato “Boulevard”. Negli stessi anni incide “Tango dei Miracoli”, uscito solo in edicola con illustrazioni di Milo Manara e tre album per la CGD; nel 1989 escono i suoi “Racconti Picareschi”, in cui dà sfoggio delle sue abilità canore e recitative. Due anni dopo incide, per le edizioni musicali Rossodisera, il disco “Non svegliate l’amore”. Nel 1994 esce, edito da Sony, il disco “Temporale”, seguito l’anno successivo da “Quando vengono le ballerine”, per le edizioni musicali EMI. Fra i brani del suo repertorio sono almeno da citare “La canzone dei piedi” e “Ci ho un rapporto”.  Intanto, si fa strada prepotentemente anche la vocazione comica, che ha modo di sfruttare e mettere in pratica in uno dei locali più prestigiosi e densi di tradizione in questo campo: lo “Zelig” di Milano. Il suo debutto è del 1975, ossia appena ventiduenne. La sua ansia di ricerca lo porta a rifuggire da tutti i canoni e i cliché decodificati, sia per ciò che riguarda quello che comunemente viene ritenuto il lavoro del comico e dell’intrattenitore, sia per ciò che solitamente viene inteso con l’aggettivo “intellettuale”. Come artista sensibile e fuori dagli schemi, insomma, ha sempre rifiutato comode etichettature ma anche pericolosi atteggiamenti da guru. Per quanto riguarda la sua carriera teatrale, la sua esperienza risale al 1989 quando, con Paolo Rossi, mette in scena “Chiamatemi Kowalski” e, successivamente, “La commedia da due lire”. Nel 1991 interpreta lo spettacolo “Paesaggi dopo la battaglia” e nel 1992 scrive e interpreta insieme a Bob Messini “Seminario sulla verità”. Nella stagione teatrale 93/94 è in scena, accanto a Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania con “O patria mia”, diretto da Giuseppe Bertolucci. Nel 1996 debutta lo spettacolo da lui interpretato e scritto “Solo con un piazzato bianco”, un incontro col pubblico assai informale, dove le ballate, i giochi musicali, i ritratti d’altri cantautori si alternano a monologhi, che girano intorno al tema di una canzone, che introducono una improvvisazione. Nel 1997 collabora con l’ensemble musicale “Suono e Oltre” nello spettacolo “Rombi e Milonghe” e dà inizio al proficuo sodalizio con Dario Vergassola in “I Cavalieri del Tornio”. “Recital per due”, che debutta al Teatro Parioli di Roma nell’aprile del 2001. La carriera televisiva, invece, prende piede a partire dal 1988. Attraverso l’invenzione di personaggi stralunati e divertentissimi, a metà fra invenzione e autobiografia, colorisce con la sua presenza numerose trasmissioni, divenute in breve, come si usa dire, trasmissioni “cult”. Si tratta di invenzioni che raramente troveranno altri esempi capaci di stare al pari quanto invenzione e comicità come “Lupo Solitario”, “Fuori Orario”, “Va Pensiero”, “Aperto per ferie”, “L’Araba Fenice”. Il personaggio però che lo lancia davvero presso il grande pubblico è, come già ricordato, quello di Joao Mesquinho, il “cantautore brasiliano”, stranito ospite dell’istituzionale e convenzionale, sul piano del linguaggio, salotto di Costanzo.

David Riondino, ad ogni modo, è stato assai attivo anche in campo cinematografico, in parallelo con le esibizioni effettuate in televisione. Il suo primo film, “Kamikazen” lo vede protagonista con l’inseparabile Paolo Rossi, lo stesso compagno delle avventure teatrali. Poco dopo veste i panni di un conte settecentesco in “Cavalli si nasce” esordio cinematografico del disegnatore Sergio Staino. Nel 1991 è coprotagonista, accanto a Giulio Brogi ed Ivano Marescotti, del film “La Cattedra”, nato da un suo soggetto, per la regia di Michele Sordillo. Nel 1996 esordisce come regista col film “Cuba Libre (Velocipedi ai Tropici)” che ha tra i suoi interpreti Sabina Guzzanti, Adolfo Margiotta e Antonio Catania. Nello stesso anno partecipa al film “Ilona arriva con la pioggia”. Nel 1995 partecipa a Sanremo in coppia con Sabina Guzzanti con la canzone “Troppo Sole”. Nello stesso anno conduce con Daria Bignardi il programma “A tutto volume” su Italia 1, il programma di libri che ha fatto dell’alternanza di ritmi e di linguaggi, della fusione tra diversi piani di comunicazione (narrativo, visivo, musicale) uno dei suoi punti di forza. Ancora nella stagione 95/96 partecipa a “Giostra di fine anno” condotta da Renzo Arbore per Rai International e replicata su Raiuno. Nel 1997 presenta “Gradara Ludens”, accompagnato dai grandi nomi dello spettacolo e della cultura italiana come Umberto Eco, Roberto Benigni, Francesco Guccini, Alessandro Bergonzoni e Stefano Bartezzaghi. Dal 1997 fino ad oggi è ospite frequente della trasmissione “Quelli che il Calcio”. Nel 1999 fa da spalla a Fabio Fazio nella trasmissione “Ultimo valzer”, in onda su Raidue. Nel 2000 è ospite di vari programmi tra cui “Per un pugno di libri” condotto da Patrizio Roversi e “De Gustibus”, entrambe in onda su Raitre.

 

Intervista a DAVID RIONDINO

-Come mai ha scelto di portare una performance sul cibo al Fossombrone Teatro Festival?
“E’ un po’ di tempo che l’argomento del cibo viene sollecitato dalle piazze. Si sono sviluppate negli anni molte richieste di eventi legati al cibo, quindi ho ritrovato e riscoperto materiale letterario sul cibo, che è sempre stato molto raccontato in letteratura e in poesia. L’uomo ha sempre celebrato le cose che mangiava e anche le persone che mangiavano”.

A proposito di convivialità. Gli italiani si stanno inaridendo anche a tavola per via della crisi?
“C’è stata una grande evoluzione del gusto, parallela alla crisi economica. La crisi ci coglie quando siamo molto sofisticati nel gusto, e il gusto alimentare nazionale non era mai stato così sofisticato. Secondo me, la gente cerca di spendere meno mangiando con la stessa qualità. L’italiano cerca la qualità, cerca di viaggiare lo stesso spendendo meno, organizzandosi con scambi di case. E la stessa cosa fa con il mangiare, riscoprendo i ristoranti ‘casalinghi’, ricette particolari, considerando l’innalzamento del gusto medio nazionale. Sono convinto che una famiglia media italiana abbia un menù molto più ampio di quello che aveva a disposizione la mia negli anni ’60. Allo stesso tempo, la riscoperta di piatti ‘antichi’ è all’ordine del giorno. L’Italia continua a mangiare bene, la socialità a tavola è ancora un grande momento di relazione”.

Qual è il suo rapporto con il cibo?
“Purtroppo non è così approfondito. Mi piace il buon cibo, ma non sono costante nel rapporto con la tavola. La cosa mi dispiace e spero di migliorare”.

– Secondo lei, promuovere le eccellenze dell’enogastronomia italiana attraverso il teatro è un valore aggiunto?
“Potrebbe sicuramente esserlo, anzi, già lo è.  Molto spesso nelle manifestazioni enogastronomiche ci sono eventi che c’entrano a volte con il teatro a tavola, a volte con la promozione culturale. Questo può essere fatto ancora di più. La letteratura è sempre stata esibita e raccontata durante i convivi: si cantava, si recitava, si  declamavano poesie”.

Il sodalizio artistico e amicale con Fabio Battistelli è davvero longevo, più antico del Ftf. Cosa vi accomuna?
“Il nostro è un rapporto davvero prezioso. Consulente musicale, ricercatore competente, insegnante, Fabio ha l’esperienza, lo stile e la sensibilità per tenere collegate delle esperienze letterarie a delle creazioni musicali. Quindi anche molto sensibile in scena, nel trovare gli agganci e le pause più adatte, le relazioni più consone tra testo e musica”.

Come sarà la sua estate?
“Un’estate di spettacoli come sempre. Fortunatamente non calano di numero. Poi a settembre andrò al festival del Cinema di Venezia con un film che ho prodotto: è di un’amica veneziana, Serena Nono, bravissima pittrice, dal titolo ‘Venezia salva’, tratto dal testo omonimo di Simone Weil”.

E l’autunno?
“A ottobre sarò in Sicilia a girare un documentario sulla musica ai tempi di Garibaldi: una sorta di viaggio alla scoperta della musica che un ipotetico garibaldino della spedizione dei Mille avrebbe incontrato nel suo periglioso spostamento. Ho tante cose in cantiere, per fortuna”.

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