Sulla strada per Santiago de Compostela tanti italiani riconoscono Raffaele e Oana

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19 luglio 2013

Oana è riconosciuta da tanti pellegrini, soprattutto italiani, impegnati nel Camino

Oana è riconosciuta da tanti pellegrini, soprattutto italiani, impegnati nel Camino

PESARO – Raffaele e Oana sono diventati un importante riferimento per i pellegrini che vanno a Santiago de Compostela, che percorrono il famoso Camino.

Lunedì 15 luglio mi sveglio da una dormita profonda. Mi sento provato dal viaggio, ma vedendo la cavalla satolla e di bell’aspetto mi sento meglio.

Al bar di Ponferrada ritrovo Thomas, sempre solo, ma subito sorridente appena mi vede. Poi mi infilo tra le ore mattutine insieme a Oana a lasciarci dietro altri chilometri di una bella esperienza, ma troppo dura per i cavalli. Il percorso di questa giornata non presenta difficoltà. Si sente la vicinanza di Santiago dai graffiti, dai numerosi segnali, da qualcosa che si sente nell’aria.

Tra alcune ondate di umidità, derivate dal temporale della sera prima spunta un bel sereno. Si incominciano a incontrare numerosi italiani, alcuni mi conoscono già per sentito dire e allora è facile attardarsi ai bar.

E chi ha voglia di andare avanti? Con le temperature molto più basse rispetto ai giorni precedenti, Oana si sente certamente meglio, ma presto il caldo torna a farsi sentire. Il percorso ci fa bollire ai margini di un asfalto in salita, poi ci permette di entrare in una zona di vigneti su colline che sembrano rientrare su se stesse. In fondo ad una vallata un piccolo gruppo di case ha un’unica attrattiva: un piccolo pergolato che offre all’ombra un minimo di ristoro. Un’ambiente piccolo, carino, ed è facile comprendere come sia l’opera personale e talentuosa della signora che lo gestisce. La quiete sotto il pergolato non nasconde il fuoco della donna, avanti con gli anni, indomabile, piena di vita, dai capelli nerissimi e lunghi identici a quelli di Angela, dalla carnagione scura. Prima di andarmene, dopo un bocadillo (panino imbottito) e una cerveza (birra), mi regala due piccole pietre rosse che servono per dare forza a me a al mio cavallo. Mi chiede se sono un avventuriero. Chi potrebbe rispondere a questa domanda? Pensateci su e vedrete che non è facile, specialmente con quei due occhi sinceri, veri, onesti che vi fissano. Le rispondo solo che  è l’ultimo viaggio. Poi gli zoccoli ferrati rimbombano come spari tra quelle vie strette di un pueblo ombreggiato da querce e stretto da un torrente e di cui non ricordo il nome…

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