E’ iniziato l’anno zero della pallacanestro pesarese

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20 luglio 2013

PESARO – Siete pronti per spendere i vostri 200 euro duramente guadagnati e darli alla Victoria Libertas? Sapete quando inizia la campagna abbonamenti, sapete quanto dovrete spendere per assicurarvi un tagliando che fino a qualche anno fa era ambitissimo, ma che negli ultimi tempi ha perso quell’appeal sul pubblico pesarese, ma non sapete che giocatori indosseranno la canotta della Vuelle, né come si chiamerà la VL la prossima stagione, ma questi sono dettagli.

Sì, perché anche quando tra qualche settimana il roster sarà completato e sulla maglia biancorossa ci sarà un nuovo sponsor dopo 38 anni ininterrotti di presenza del marchio Scavolini, non saranno queste nuove certezze a convincere gli indecisi a spendere i loro 200 euro, perché gli atleti che arriveranno a Pesaro saranno o giovani di belle speranze o illustri sconosciuti al grande pubblico, senza quei nomi capaci di suscitare entusiasmo al loro arrivo con un bagno di folla ad attenderli al casello dell’autostrada.

A spingervi a rinnovare il vostro abbonamento sarà la consapevolezza che questo è veramente l’anno zero della pallacanestro in riva al Foglia, dopo la pulizia fatta quest’estate con lo stravolgimento dello staff societario. L’arrivo di pesaresi di nascita o d’adozione ai vertici societari non può che essere un fattore positivo per ripartire con un progetto finalmente serio ed anche a medio termine, con Costa che ha firmato per tre anni e coach Dell’Agnello che ha un’opzione per rimanere anche la prossima stagione, risultati permettendo e l’intenzione di firmare, quando possibile, contratti biennali è un ulteriore segnale della voglia di porre le basi per qualcosa di concreto, che permetta finalmente di non passare ogni estate a ricreare un gruppo completamente da zero.

Si dovrà resettare il passato, scordando che tredici mesi fa si disputava una semifinale scudetto e ricordando invece che l’anno scorso siamo arrivati penultimi con “merito”, obiettivo ancora più difficile da inseguire per il futuro. Si dovrà dimenticare che solo 540 temerari hanno già versato 50 euro di caparra, dato oggettivamente di molto inferiore alle aspettative, ma l’iniziativa non era stata proprio gestita alla perfezione e il pesarese è schiavo delle sue routine, che prevedono sia il mese di settembre quello delegato a spendere i soldi per il basket, invece stavolta si comincia già alla fine di luglio, in quella rivoluzione copernicana che prevede siano gli abbonati ad essere il motore della campagna acquisti e non viceversa, come è sempre avvenuto finche ci pensava papà Scavolini a tirare fuori i soldoni in questo periodo e il denaro arrivato dagli abbonamenti veniva fatto uscire dalla casse societarie solamente a metà stagione, per rinforzare la squadra o correggere eventuali errori nella sua costruzione. Ci si dovrà scordare che nel 2011 il budget superava i 4 milioni e l’anno scorso di riffa e di raffa si era riuscito a racimolare qualcosa di più di tre milioni di euro, mentre quest’anno siamo fermi alla metà, nell’attesa spasmodica dello sponsor principale. Ma a che punto siamo con la ricerca degli sponsor? Vi possiamo assicurare che non passa un giorno senza che Ario Costa cerchi di chiudere le trattative ancora in piedi, che siano con produttori di bevande energetiche, società di scommesse o aziende di abbigliamento, fuori dai confini regionali e anche da quelli nazionali, ma sono lontani i tempi nei quali bastava convincere il proprietario della ditta e il contratto si chiudeva in un paio di giorni, adesso bisogna passare per consigli d’amministrazione ed esperti di marketing e i tempi si allungano di conseguenza, la cosa importante è che ancora tutte e tre le trattative sono in piedi e al momento decisivo si dovrà anche scegliere se continuare sulla strada della doppia sponsorizzazione o tornare allo sponsor unico, scelta che presenta qualche rischio in più e che non porterebbe necessariamente più denaro nelle casse biancorosse. Parlando di soldi, dobbiamo scordarci le cifre che giravano fino all’anno scorso e se Costa riuscisse a portare a casa un milione di euro si meriterebbe subito la cittadinanza onoraria, ci si dovrà accontentare probabilmente di una somma intorno ai 500-600 mila euro, qualcosa in più con il doppio sponsor, per raggiungere la fatidica quota di due milioni, quota minima per arrivare senza grossi patemi alla fine della stagione.

Così per adesso dovranno essere gli abbonati a far partire la stagione, magari i 3500 auspicati da Ario Costa durante la presentazione, numero non impossibile da raggiungere in considerazione dei prezzi sostanzialmente invariati rispetto all’anno scorso, che rimangono tra i più bassi d’Italia, si sono fatti anche dei passi in avanti sul discorso marketing, anche se siamo ancora lontani dalla perfezione, con diverse lacune che speriamo la Vuelle decida di colmare strada facendo: sono stati colpevolmente dimenticati i 540 che hanno già versato la caparra che andrebbero perlomeno premiati con qualche gadget particolare (magari un paio di biglietti omaggio per fare entrare gli amici), c’è sicuramente da migliorare la sinergia con le attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa Orgoglio Biancorosso, ma confidiamo che con il prevedibile aumento del numero dei partecipanti, per ora fermi ad una sessantina, partiranno tante iniziative per coinvolgere esercenti ed abbonati con reciproco guadagno d’immagine ed economico, si dovrebbe sfruttare lo sponsor tecnico Errea con la possibilità di magliette omaggio personalizzate, con magari il numero progressivo dell’abbonato come segno di distinzione e le aziende del Consorzio Pesaro Basket dovrebbero mettersi maggiormente in evidenza, veicolando il loro marchio con iniziative ad hoc per l’occasione.

C’è tempo fino alla fine di agosto per migliorare una campagna abbonamenti comunque fondamentale per il futuro della Vuelle, perché i sacrifici compiuti finora, con l’iscrizione alla serie A che non è stata decisa all’unanimità dalla dirigenza, non vadano persi dietro lo scetticismo inevitabile in un’annata che sappiamo già essere di sofferenza, il clima che si respira rimane comunque molto più ottimistico rispetto al recente passato, merito di uno staff societario che non si dà per vinto nonostante i tanti problemi, siamo all’anno zero, per fare in modo che si arrivi all’anno uno c’è bisogno del contributo di tutti.

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