Raffaele e Oana incontrano Antonio, di ritorno da un viaggio di 4 anni a Gerusalemme

di 

20 luglio 2013

PESARO – Incontri straordinari lungo il Camino che conduce a Santiago de Compostela. Ce li racconta Raffaele Pierotti…

Da Villafranca del Bierzo ci aspetta una bella salita per almeno 8 chilometri. Tutto il territorio che si attraversa viene definito il Bierzo; poi inizia la Galizia.

Sono nervosissimo, ma chiacchierando con Marco, un siciliano, pian piano mi calmo. Le temperature cominciano ad alzarsi e così il percorso, una volta scesi nell’altro versante, che raggiunge quota 1.330 a O Cerbeiro, dove ha termine il Bierzo.

Il minuscolo pueblo è una piccola opera d’arte. Negozi, lastricati, chiesetta, alberghi in pietra… Non mi fermo, però, proseguo il cammino e arrivo a Hospital D.L.C. Dal bar esce un tipo piccolo dalla corta barba bianca, avanti con gli anni, che ricordo di avere visto a Villafranca, ansi di avere scambiato saluti frettolosi. Gli offro da bere e mi racconta che è di ritorno da Gerusalemme, quattro anni dopo essere  partito da Santiago. Non è sfinito, e neppure magro, ma non ha più alcun dente nell’arcata superiore; effetto di un’alimentazione povera. Dimostra poco più di 60 anni, ha casa a Madrid e non ha familiari. Durante il viaggio è stato a Roma, intervistato da Rai Uno. Dice che l’Italia è stato il paese più generoso per ospitalità, cure mediche, ma anche per il denaro che gli è stato fornito.

Mi viene in mente che da alcuni giorni ho notato un piccolo adesivo lungo il percorso che avverte che si é sulla Jerusalem Way, la Via per Gerusalemme.

Raffaele e Oana con l'amico spagnolo reduce dal viaggio a piedi a Gerusalemme

Raffaele e Oana con l’amico spagnolo reduce dal viaggio a piedi a Gerusalemme

Concludo la serata in compagnia di Andrea di Genova, con Alberto di Figline Valdarno e una ragazza alta e magra, madrilena, diretta chissà dove, che ben presto sparisce.

Un contadino è contento se porto a pascolare Oana nel suo campo…

Ho ritrovato l’umore buono, ma anche la voglia di scendere dalla montagna. Mercoledì 16 luglio incontro ancora Antonio, ad Alto do Poio. Facciamo colazione insieme, ma anche alcune fotografie; poi ci salutiamo per l’ultima volta perché le sue tappe sono brevi: vuole essere a Santiago il 25 luglio, festa dell’apostolo.

La giornata è splendida, il panorama della Galizia comincia ad assomigliare sempre più al Centro Italia. Nella via stretta di Triacastela un bambino mima un duello alla pistola. Poi mi dice adios vaquero, le sue parole non riecheggiano tra i muri che si guardano perché la sua voce é morbida. Ritorno bambino per un secondo e quando incontro nuovamente i due italiani della sera prima ci fermiamo al bar dove poi ognuno decide di separarsi dall’altro.

Alla partenza non ci sono più pellegrini. Hanno scelto l’albergue dove riposare. La strada per Sarria é di nuovo lunga e desolata. Mi attende il locale di Lara e Alessandro, gli amici di Cinzia e Marcello di Comano, in un giorno talmente lontano che pare mai esistito. Ma il mercoledì é giorno di chiusura. Riparto per Barbadelo dove mi fermo a Casa di Carmen. Pedro é amante dei cavalli, ha dei recinti col filo elettrico e Oana può riposare, finalmente.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>