Rapina al distributore di Fossombrone, individuati i tre aggressori: sono tutti albanesi.

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21 luglio 2013

FOSSOMBRONE – I carabinieri della Compagnia di Fano, dopo mesi di articolate indagini, individuano e denunciano all’A.G. i tre autori dell’efferata rapina commessa la sera del 28 gennaio scorso a Fossombrone (PU), ai danni di una 57enne che gestiva un distributore di gas metano per autotrazione. Si tratta di tre giovani pregiudicati albanesi che sono stati formalmente indagati dalla Procura della Repubblica di Urbino (PU).

 

VRIJONI Blerim di anni 27 , l'indagato nella foto fornita dai Carabinieri di Fano

VRIJONI Blerim di anni 27 , l’indagato nella foto fornita dai Carabinieri di Fano

La sera del 28.01.2013, la signora Maria Elisa Castellucci, 57enne titolare del distributore di metano situato in località Pian di Gualdo di Fossombrone, poco dopo le ore 20,00, durante la chiusura dell’attività, era stata violentemente aggredita, a scopo di rapina, da due persone incappucciate, che parlando in italiano tentavano di nascondere il loro accento straniero. I due aggressori si erano introdotti nell’area di pertinenza del distributore dopo aver scavalcato la recinzione posteriore, subito dopo che l’ultimo cliente aveva lasciato l’area di servizio. La donna era stata percossa brutalmente con pugni e calci al volto e con l’utilizzo di un bastone e a nulla erano valse le sue invocazioni di aiuto. Anzi, il comportamento dei due rapinatori era diventato ancora più pericoloso e selvaggio quando la Castellucci, in preda all’agitazione, aveva tentato di afferrare il passamontagna di uno dei due. A quel punto l’avevano immobilizzata, legata ed imbavagliata, presa a calci e ferita alla gamba destra con un’ arma da taglio. Dopo si erano impossessati dell’incasso, pari ad oltre 3.000 euro, ed erano poi fuggiti con la fiat punto della stessa vittima che, una volta ripresasi dallo choc, era riuscita a liberarsi e a dare l’allarme al 112 dei carabinieri. Sul posto, per le indagini, si erano subito portati i carabinieri della Stazione CC di Fossombrone e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Fano, mentre la signora Castellucci veniva trasportata d’urgenza presso l’ospedale di Fano, ove i sanitari provvedano a ricoverarla con una prognosi riservata. Dopo qualche giorno, a scioglimento della prognosi, la giudicavano guaribile in gg.40 a causa delle gravi ferite riportate al volto, per via di un pesante trauma cranico- facciale, ed al corpo. I carabinieri del Cap. Cosimo Giovanni Petese avevano eseguito un accurato sopralluogo nell’area di servizio in questione effettuando il repertamento di vari oggetti rinvenuti e ricostruendo le varie fasi dell’aggressione. L’autovettura utilizzata per la fuga, poi, era stata rinvenuta abbandonata a circa due chilometri di distanza e sottoposta a sequestro dai militari, in quanto all’interno era stato individuato materiale biologico ritenuto interessante appartenente verosimilmente ai rapinatori ed attualmente all’esame del R.I.S. dei CC di Roma . I militari, con il coordinamento del sostituto Procuratore della Repubblica di Urbino – dott.ssa Irene Lilliu, avevano così avviato le indagini procedendo ad un accurato monitoraggio dei soggetti stranieri dediti ad attività delittuose e domiciliati nella zona, nella considerazione che proprio la meticolosità con la quale i due avevano cercato di nascondere i volti faceva propendere per l’ipotesi investigativa che si trattasse di persone verosimilmente già viste in precedenza dalla stessa vittima, proprio in considerazione del particolare lavoro svolto dalla stessa. Ed è così che gli investigatori si sono imbattuti in tre soggetti albanesi di 28, 23 e 27anni, non alcuna attività lavorativa, domiciliati in quel periodo nel vicino comune di Sant’Ippolito. L’ipotesi investigativa dei carabinieri ha trovato successivamente ulteriori riscontri e conferme grazie alle testimonianze rese da alcuni testimoni. In particolare, l’ultimo cliente della Castellucci, individuato dai militari, ha riferito che mentre si trovava all’interno del distributore aveva notato arrivare con una macchina di piccola cilindrata un giovane, poi riconosciuto fotograficamente per il pregiudicato koleci Edmir, il quale, notata la presenza dell’uomo, sceso dalla vettura, aveva avvicinato la signora con la scusa di chiederle informazioni su dove si trovasse un noto ristorante della zona ed andarsene via. Dalla ricostruzione dei fatti è verosimile ritenere che, proprio mentre il Koleci, leader del gruppo criminale e dedito al traffico di sostanze stupefacenti, intratteneva la donna ed il cliente si accingeva ad andarsene, i due suoi complici sono penetrati nell’area di servizio scavalcando la recinzione posteriore e nascondendosi in attesa che la Castellucci rimanesse da sola e, quindi, entrare subito dopo in azione commettendo la rapina. Gli ulteriori riscontri scientifici e le attività di natura prettamente tecnica hanno così permesso di far emergere un pesante quadro accusatorio con gravi, univoci e concordanti indizi di colpevolezza a carico di Koleci Edmir, Vrijoni Blemir e Vrijoni Donald, tutti albanesi e senza fissa dimora, che hanno portato la Procura della Repubblica di Urbino ad emettere nei loro confronti tre avvisi di garanzia per i reati di “ rapina aggravata e lesioni personali gravi” in danno della signora Maria Elisa Castellacci. Al momento solo un avviso di garanzia è stato notificato dai militari nei confronti di VRIJONI Blemir, in quanto gli altri due indagati si trovano attualmente in Albania. E’ al vaglio dei militari e dell’A.G. anche la posizione di due giovani donne italiane, domiciliate nel fanese, che la sera della rapina avrebbero verosimilmente favorito gli spostamenti dei tre rapinatori agevolandone l’allontanamento dal luogo della rapina subito dopo la commissione del fatto delittuoso. Anche loro potrebbero essere a breve indagate per il reato di “favoreggiamento personale”.

 

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