La voce di Franca Mancinelli a Casteldimezzo

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22 luglio 2013

Enrico Chiaretti

PESARO – Venerdì si sono concluse le letture di poesie per il ciclo “Voci nel parco”, a cura dell’Ente Parco Monte San Bartolo, in presenza dell’autrice Franca Mancinelli.

Franca Mancinelli

Franca Mancinelli

Nella splendida cornice di Villa Capicchioni, in bilico tra il verde del monte, il rosso del tramonto e l’azzurro del mare, c’è un piccolo palco sul quale si alternano voci. Sono i versi di Franca Mancinelli, poetessa fanese, che raccontano di instabilità, di inquetudine e di sentimenti filtrati attraverso un attento lavoro di levigatura, di riduzione ai minimi termini. Questo è il suo stile: essenziale, ridotto all’osso.

Cinque sono le voci che si alternano, si copiano come echi, a volte riprendono da capo un testo già letto. Una rappresenzazione ben studiata: la ripetizione permette all’ascoltatore di comprendere anche i passaggi più difficili, di componimenti che non nascono per essere ascoltati ma per essere letti.

I lettori sono Olimpia Bassi, Lucia Gasparini, Silvia Melini, Claudia Rondolini e Luigi Sica. Tra un brano e l’altro, interviene Massimo Raffaeli, filologo e critico letterario noto a livello nazionale.

I testi sono tratti da “Pasta madre”, il secondo libro di poesie dell’autrice, titolo che descrive una materia viva, che se nutrita è in grado di riprodursi da sola. Metaforicamente, la poesia di Franca possiede queste caratteristiche, perché il suo lavoro di scrivere è un po’ come prendersi cura della carta, del del taccuino che periodicamente ripone al caldo della tasca, come a levitare, e produce nuovi versi quando lo riprende in mano.

A fare da intermezzo, gli stacchi musicali di Giovanni Berloni che suona il basso elettrico e la chitarra classica.

Decisamente buona l’affluenza di pubblico.

In chiusura, l’autrice prende la parola, raccontando che adora il San Bartolo, perché è un luogo di instabilità, frane, smottamenti; forse sottolinea la similitudine con l’Ardizio, meta preferita per le sue scampagnate, ma da come lo dice, sembra quasi parlare di altro, di un luogo interiore.

“Mi sento accolta in questo luogo, in qualche modo protetta. Il Parco San Bartolo protegge specie rare, vulnerabili. Questa sera ha protetto la poesia, che è sempre in un equilibrio fragile, in un habitat difficile, ostile”. – Franca Mancinelli

Una veduta di Villa Capicchioni

Una veduta di Villa Capicchioni

Franca Mancinelli è nata nel 1981 a Fano, ha esordito con la pluripremiata raccolta di poesie “Mala kruna” (Manni, 2007), è presente in diverse antologie, tra cui “Nuovi poeti italiani 6″ a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi, 2012). Il suo secondo libro “Pasta Madre” (Nino Aragno Editore, 2013) è tra i finalisti per il Premio poesia Castello di Villalta (UD).

Giovanni Berloni, anche lui fanese, suona e costruisce chitarre; lo si può ascoltare spesso negli eventi letterari, al seguito di nomi come Franca Mancinelli o Luigi Socci.

Massimo Raffaeli (Chiaravalle, 1957) è un filologo e critico letterario, è stato tra gli ospiti dell’evento “Popsofia – Eroi e antieroi”, tenutosi in luglio alla Rocca Costanza di Pesaro.

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