A cena con i campioni, la tavolata della memoria e delle emozioni

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23 luglio 2013

PESARO – “Renatoè” nel cuore di tanti amici, di amici semplicemente fantastici. Gli amici di Renato Scrocco sono nel cuore degli appassionati di basket. E’ grazie a loro che lunedì sera si è svolta una cena di beneficenza, che abbiamo vissuto una serata indimenticabile. Noi che eravamo presenti, loro che hanno organizzato. Ma anche di loro che sono ritornati.

 

Costa, Cook, Daye e Zampolini

Costa, Cook, Daye e Zampolini

Loro sono i campioni d’Italia, i ragazzi che hanno regalato a Pesaro, non solo a quella del basket, un grande sogno.

 

Nel campetto caro alla Delfino, nel Circolo del Porto, tavolate tricolori hanno ospitato Cook e Daye, Costa e Vecchiato, Minelli e Zampolini. Al loro arrivo sono stati accolti da un abbraccio d’amore, da un affetto che ha lasciato increduli molti. Il più incredulo, come la sera dello scudetto, Renzo Vecchiato, che pure vive a Rimini, come Zampolini, e conosce bene la passione del tifo pesarese.

 

La moglie di Daye ha scattato tante fotografie. Suo marito ne ha fatte altrettante con chi allora lo amava dagli salti, ma anche con chi non era ancora nato in quel lontano maggio 1988, ma ha appreso dai genitori la storia incredibile, quella del primo trionfo della Victoria Libertas.

 

Darren, quando racconterai questa serata ai tuoi figli e ai tuoi amici, cosa penseranno?

 

“Che non è vero…. Non ho parole per raccontare questa grande emozione. Parto domani (oggi; ndr), ma conto di tornare a Pesaro ogni volta che sarà possibile…”.

 

Un momento della festa scudetto 25 anni dopo

Un momento della festa scudetto 25 anni dopo

Un applauso lo merita Matteo Minelli, che ha amico di Renato e dei suoi amici, ha reso possibile il contatto che ha fatto scoccare la scintilla… Ah, la scintilla che era il logo simbolo di Darwin Cook… The Spark! Oggi gli serve per accendere il sigaro… Incredibile, ieri sera, girava nel campetto con in tasca un sigaro toscano che ha l’etichetta tricolore: “E’ lo scudetto” rideva Darwin.

 

Applausi, foto, tante foto con le bellissime magliette realizzate per l’appuntamento, e cori, tanti cori, soprattutto quando sono state proiettate le immagini della cavalcata tricolore, partendo dalla gara casalinga con la Snaidero Caserta, fra le più belle della Vuelle 1987/88, forse fra le più belle di sempre.

 

A tavola, anche Sandro Dell’Agnello, oggi coach della Vuelle, allora grande giocatore di Caserta. Marco Piccoli, leader dello storico Inferno Biancorosso, non ha perso l’occasione per regalargli la battuta… “Sandro, grazie per la partecipazione!”. Alla cena? Ma no, a quella partita.

 

Ogni canestro di Daye e Cook, di tutti i biancorossi è stato accompagnato da un boato. Dovevate vedere la faccia di Daye, i suoi occhi sbarrati osservando le prodezze di quel numero 9 biancorosso; sembrava Alice nel giardino delle meraviglie.

 

Così, a un certo punto, Vecchiato ha esclamato: “Basta, segnano sempre Cook e Daye e Magnifico…”.

 

Un altro momento della tavolata al campetto del Porto di Pesaro

Un altro momento della tavolata al campetto del Porto di Pesaro

Mancava il Capitano, ma era ancora in viaggio, reduce dal trionfo della Nazionale Under 20 di Pino Sacripanti di cui Walter è dirigente accompagnatore. Peccato. Non sono mancati, però, i cori anche per lui.-

 

Reduce da Riga, dove ha seguito gli Europei, era presente anche Gianluca Pascucci, ex ds biancorosso, oggi importante dirigente dei Rockets di Houston. Era al tavolo con Stefano Cioppi. La loro amicizia è grande e magari dal Texas potrebbe arrivare qualche dritta su giocatori interessanti per la Vuelle.

 

Tra applausi e cori, il top quando è stato mostrato il filmato di gara 4 e Magnifico ha indicato a D’Antoni di stare giù, steso sul parquet, segno di resa di Milano. E un uragano di fischi ha accompagnato ogni immagine di Meneghin.

 

Poi la fine, la premiazione, i saluti, con tanta gente seduta ancora ai tavoli, mentre impagabili volontari pulivano la scena. Come se non si volesse porre mai fine a una serata che resterà impressa nella memoria, grazie agli amici di Renato. Grazie ancora, a tutti.

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