Confcommercio: “Sagre e feste rispettino gli obblighi di sicurezza previsti per tutti”

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29 luglio 2013

PESARO – Lettera dell’Associazione al prefetto Attilio Visconti per sollecitare i sindaci al rispetto delle norme. Il direttore Varotti: “Necessario garantire gli stessi standard a cui sono sottoposte tutte le attività economiche”.

“Sagre e feste popolari sono eventi importanti, ma va garantito il rispetto delle fondamentali regole di sicurezza e di igiene per l’incolumità pubblica”. La richiesta arriva dalla Confcommercio di Pesaro e Urbino, che ha scritto una lettera al prefetto Attilio Visconti, firmata dal direttore dell’associazione Amerigo Varotti, nella quale si sottolinea la necessità di “evidenziare alle Amministrazioni comunali della provincia le indicazioni e i conseguenti provvedimenti che le stesse dovrebbero adottare in occasione di mercati, sagre, fiere, a  tutela della sicurezza e pubblica incolumità”.

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Amerigo Varotti, direttore Confcommercio Pesaro e Urbino

Ricordare ai Comuni – spiega Varotti – l’assoluta necessità di vigilare sul rispetto delle regole è, infatti, essenziale per eventi che hanno un forte richiamo di pubblico”. La lettera di Confcommercio  ha posto l’accento, in particolare, su vari aspetti. La necessità, anche in caso di spettacoli e intrattenimenti organizzati da privati, magari con il patrocinio delle stesse Amministrazioni Comunali,  di ottenere l’autorizzazione di agibilità, con parere della competente Commissione di Vigilanza. Ci sono poi spettacoli e intrattenimenti, per i quali, “si ritiene opportuno prevedere l’obbligo del rilascio della licenza di cui all’articolo 68 del TUPLS e le necessarie verifiche della Commissione di vigilanza, visti i rischi potenziali per il pubblico in termini di sicurezza ed indipendentemente dalla presenza o meno di strutture destinate agli spettatori”.

Infine il capitolo “prevenzione incendi”, la cui normativa in alcuni casi si può applicare anche a sagre e feste. “Si tratta in sostanza – conclude Varotti – di garantire gli stessi standard di sicurezza che normalmente vengono richiesti ad un qualunque imprendito che voglia svolgere una simile attività”. E se poi si vuole affrontare la questione in tutte le sue sfaccettature, conclude Varotti, “dovremmo parlare anche di tassazione, perché è indubbio che i vantaggi riservati dal fisco a questi eventi stanno alla base del proliferare di feste organizzate dalle associazioni più indefinite e che in molti casi nulla hanno a che fare con la tradizione popolare e gastronomica del territorio”.

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