Le riflessioni di Raffaele dopo un viaggio straordinario, mentre Oana ha trovato il suo box

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31 luglio 2013

PESARO – I problemi di un lungo viaggio, le difficoltà delle condizioni di Oana, gli incontri con gli altri per conoscere meglio se stessi. Anche oggi, Raffaele Pierotti, il cavaliere cagliese partito i primi di aprile e diretto a Fatima, dopo essere stato a Lourdes e Santiago de Compostela, ci manda pagine di un viaggio semplicemente straordinario.

Pedro Miguel lavora come cronista sportivo. Segue Vela, Snowboard e diversi sport invernali, un po’ in Portogallo, un po’ in giro per il mondo. In diversi paesi ci sono state, e ci sono ancora, piste da percorrere: per commercio o per religione, per cercare risorse, per disegnare la forma della terra, per costruire avamposti, per cercare le sorgenti dei grandi fiumi…

Così succede che lungo queste piste incontri gente d’ogni esperienza. Lo sconosciuto con cui scambi due parole al bar può essere il medico più importante al mondo. Il barbuto trasandato che fissa la sua cerveza, la tua birra, può essere il fondatore di una casa discografica, il cantastorie dal viso buffo che si muove a scatti può essere l’uomo più ricco sulla terra. Si fanno questi incontri lungo la Pista.

E sul Camino. Pedro è momentaneamente un pellegrino. Se ne va a nord senza fretta. Decide di aiutarmi e siccome per Oana è giunto il momento di terminare il viaggio ecco che Antonio Camacho mi fornisce – tramite Pedro – i numeri telefonici di diversi centri equestri.

Domenica, in una giornata variabile, tra pioggia, freddo, caldo, umidità, la trascorro telefonando e cercando su internet i diversi maneggi. Incredibilmente nessuno risponde. Ci diciamo che di domenica saranno chiusi. Lunedì 29 cominciamo dalla mattina, ma con lo stesso incredibile risultato. Ci rechiamo da Josè e non potendo lasciare Oana da lui ci trova altri recapiti. Insisto e finalmente risponde Duarte Figueiredo, del Centro Ippico O Sitio, a 8 chilometri da Vilarinho. Nel giro di un paio d’ore Oana è nel nuovo box.

Ci sono grossi misteri nel Vangelo. E c’è una chiave di lettura: Gesù. Dopo Mosè egli porta un nuovo modo di pensare, di vivere, di ragionare. Porta un notevole cambiamento agli uomini, essenzialmente morale. Nel Vangelo, nella sua testimonianza attraverso gli Apostoli, c’è la soluzione anche ai problemi transitori e provvisori che l’uomo incontra. Il Vangelo non è robetta da niente; è un libro scritto in modo eccezionale, perfino semplice e essenziale ma dotato di una speciale comunicatività. Non credo che all’epoca si potesse scrivere con tale abilità e con cognizioni umane e spirituali così profonde. E nemmeno oggi. E’ e rimane ineguagliabile. Il Vangelo è una rivoluzione, porta con sé dei valori legati al progresso morale, porta con sé la possibilità di una nuova identità: della persona ma anche della collettività. Però bisogna volerlo, bisogna voler cambiare la propria moralità.

Certo, si è nel campo di chi crede. Credo che quasi tutti siano arrivati a formulare nella propria coscienza la grande domanda: Dio esiste? Dio è un Dio Nascosto, il quale necessita di una ricerca. Sarebbe facile mostrarsi. Cadremmo tutti in ginocchio e faremmo la Sua Volontà come degli automi, senza cervello. Ma Dio desidera che l’uomo pervenga alla Conoscenza utilizzando prima di tutto le proprie forze, le proprie energie mentali. Ogni insegnante desidera questo, ogni maestro desidera che il proprio alunno distingua e prenda coscienza delle proprie forze. E’ la più grande qualità di chi insegna. E un punto di forza. Bisogna incominciare ad analizzare ogni aspetto di questo grande problema, che è Dio e tutto ciò che ci è  intorno.

Perciò, se Dio esiste, quali sono le sue qualità? E’ spirito, è energia, è fuoco inestinguibile, è potenza. Ma soprattutto è infinitamente buono, in un modo che è di difficile comprensione. Poi è eterno. Ciò significa che ogni cognizione di tempo è annullata, significa che esiste da sempre e esisterà sempre un concetto di infinito che per l’uomo è difficile immaginare o realizzarne idea. Onnipotente significa che possiede ogni potenza conosciuta e sconosciuta. La perdita anche di una sola qualità, anche parziale non gli permetterebbe di essere Dio. E nemmeno può reggere l’ipotesi di due Deità, di un dualismo che strattona il mondo in due direzioni. Allora l’uomo deve cominciare a riflettere attentamente sulle qualità di Dio, evitare di renderlo un Dio filosofico, comprendere che il mondo più importante è quello che non si vede, cioè quello spirituale, e non seguire una ritualità soffocante, schematica, bensì applicare alcuni insegnamenti evangelici, quelli di un Gesù che deve essere visto come un uomo che ha sofferto veramente tanto.

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