Rifiuti, la rabbia del sindaco di Peglio Tagliolini: “Con la Tares abbiamo toccato il fondo”

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1 agosto 2013

 

PEGLIO – Tassa sui rifiuti, sale la rabbia di Daniele Tagliolini: “Con la Tares abbiamo toccato il fondo”. Va giù duro il sindaco di Peglio, che non ci sta a passare per gabelliere per conto dello Stato: “La spending review ha tagliato i trasferimenti a tutti i Comuni, indipendentemente dal modo di gestire e dalla quantità dei servizi. Pensiamo agli asili, alle scuole, agli impianti sportivi, alle case di riposo. Non è stata fatta nessuna analisi mirata per individuare gli sprechi”.

Il sindaco di Peglio Daniele Tagliolini

Il sindaco di Peglio Daniele Tagliolini

Nonostante questo, “con l’entrata in vigore della Tares, che si aggiunge all’Imu, l’ottica di responsabilizzare maggiormente i Comuni e le loro spese è  stata totalmente disattesa”. Tagliolini spiega i motivi: “Queste nuove imposte hanno attribuito ai Comuni il ruolo di veri e propri esattori, a nome e per conto dello Stato”. Amministrazioni comunali che, osserva il sindaco, “in questi anni sono state sempre soggetti attivi di un percorso di potenziamento dei servizi, compresa la raccolta differenziata, di fronte ad una riduzione continua dei costi della struttura amministrativa e a una pressione fiscale locale contenuta”.

Ma gli sforzi decennali sostenuti “per contenere i costi dei servizi, compresa la raccolta dei rifiuti – continua – sono stati vanificati da una norma che impone imposte e tasse per categoria, senza considerare i luoghi dove queste categorie si trovano. E senza lasciare alcun margine di manovra”.

Insomma: “Un albergo a Cortina ha lo stesso coefficiente di uno di Peglio. E’ assurdo”. Va avanti il sindaco: “Lo Stato fa le leggi ma passa sopra la legittima competenza dei Comuni. Lo Stato faccia lo Stato, rispetti l’autonomia degli enti locali e non scarichi su di noi costi che non ci appartengono”. I Comuni, come enti di governo sul territorio, sono obbligati all’applicazione di una legge. “Ma sono altrettanto liberi di definire tale legge non equa – evidenzia – perchè non rispetta l’autonomia fiscale degli enti locali. Non dà spazio di manovra ai Comuni, per calibrare le aliquote sulle attività e su chi produce veramente rifiuti”. Tagliolini chiude con un messaggio: “Se crediamo ancora che i Comuni siano un valore, allora lasciateci l’autonomia delle decisioni. Non siamo più disposti a passare per esattori per conto di chi non guarda in faccia i cittadini”.

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