Il Rof e Pesaro, una splendida immagine. “Ma il nostro marchio non finirà nelle forme di pecorino”

di 

2 agosto 2013

Lella Mazzoli, Gianfranco Mariotti e Stefania Antonioni (Foto Amati Bacciardi)

Lella Mazzoli, Gianfranco Mariotti e Stefania Antonioni (Foto Amati Bacciardi)

PESARO – L’Hotel Excelsior ha ospitato la presentazione dell’analisi della rassegna stampa raccolta nel 2012 denominata “L’immagine di Pesaro e del Rossini Opera Festival nella stampa nazionale e internazionale” a cura delle professoresse Lella Mazzoli e Stefania Antonioni, del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino”. Un appuntamento a cura del Circolo della Stampa, il cui presidente Elio Giuliani ha presentato gli ospiti.

“Questo studio – ha spiegato Gianfranco Mariotti, sovrintendente del Rof – risponde a una domanda che ci facciamo da trent’anni, un quesito diventato un autentico tormentone. Il Festival ha ricevuto – nel tempo – un’enorme esposizione mediatica, ricevendo da subito una straordinaria  apertura di credito. Anche per avere fatto la cosa giusta al momento giusto, soprattutto attesa da tanti: la  restituzione, con progetto organico, del patrimonio rossiniano. Una domanda che è diventata più forte dopo che il New York Times ci dedicò, nel 1986, l’inserto domenicale, scrivendo anche di città deliziosa, di spiagge pulite, di bel mare, di negozi stupendi. Finora abbiamo accreditato 450 testate, una media di 150 all’anno; si tratta di giornalisti provenienti dai 5 continenti. Adesso siamo seguiti anche in Cina, visto che ci sono cantanti, musicisti e direttori cinesi. Anche per questo, sono molto contento di presentare due studiose del valore di Lella Mazzoli e Stefania Antonioni, che finalmente rispondono alla nostra domanda…”.

Spiega Lella Mazzoli: “Secondo Nielsen, uno dei grandi istituti di ricerca, per il 92 per cento dei cittadini, la credibilità di un un articolo è molto più alta di quella data alla pubblicità. Senza dimenticare che 1 euro investito nella cultura ne porta a casa altri 7, abbiamo analizzato un campione di articoli dedicati nel 2012 al Rof. L’elenco preso in esame comprende 375 articoli. Da questi abbiamo estrapolato un campione (23 testate nazionali, 24 internazionali, 4 locali, 14 specializzate) e verificato che un terzo mette il Rof al centro e Pesaro come complemento; un altro terzo in cui il Rof permette di conoscere meglio e connotare positivamente Pesaro; e un ultimo terzo che mette in simbiosi Pesaro e Rossini”.

Stefania Antonioni ha illustrato il lavoro: “Un discreto numero di articoli selezionati si focalizza quasi esclusivamente sul Rof, sulla recensione dello spettacolo visto. Altri, però, pure ponendo al centro il Festival, consentono di costruire un legame qualitativamente più proficuo per e con la città e sottolineano l’internazionalità e il cosmopolismo tipico del Rof (e di riflesso della città). Sono articoli che mettono Pesaro sullo stesso piano di Bayreuth (Festival dedicato a Wagner; ndr) e Salisburgo (l’omaggio a Mozart; ndr) Infine, 23 articoli (38%) evidenziano la simbiosi tra Pesaro e il suo figlio più illustre. E qualificano la città come un piacevole luogo di vacanza, dando ai lettori importanti indicazioni sulle tante opportunità che offrono Pesaro e il territorio Così Pesaro che può contare già su un marchio già solido che si basa su Rossini e su un ritorno di immagine  difficilmente quantificabile ma qualitativamente determinante”.

“Un marchio strategicamente importante, da utilizzare maggiormente. Una ricchezza enorme, che va oltre il famoso 1 a 7”, interviene Lella Mazzoli.

Mariotti conclude in controtendenza: “Non vogliamo cadere nella sindrome di Salisburgo, dove dalle palle di cioccolato ai quarti di bue tutto è nel nome di Mozart. Gli stranieri che arrivano qui apprezzano che una città di provincia sia poco provinciale. Qui la tradizione vera si mescola a un contenitore rilassante di una città per vacanze tranquille. Insomma, non metteremo mai la nostra immagine – come pure ci è stato chiesto – sulle forme di pecorino”.

Resta, però, la conclusione, interessante, di Lella Mazzoli: “Convinta che la sinergia tra la città, la manifestazione lirica e la figura di Gioachino Rossini sia la carta vincente sulla quale continuare a puntare e da valorizzare ulteriormente con un’attenzione particolare non solo alla dimensione comunicativa più tradizionale o “mainstream”, ma oggi soprattutto a quella diffusa e condivisa attraverso le piattaforme digitali. Stimolate oggetto, questo, di una possibile ulteriore attività di ricerca”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>