“Pittoricamente modificato” e “Portraits-Souvenirs”: al via a Pesaro le mostre di Alberto Lanteri e Bertrand Sallé

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8 agosto 2013

Presentazione "Alberto Lanteri – Pittoricamente modificato” e “Portraits-Souvenir”

Presentazione “Alberto Lanteri – Pittoricamente modificato” e “Portraits-Souvenir”

PESARO – Verrà inaugurata venerdì 9 agosto, alle 21.15 nell’ex Chiesa della Maddalena a Pesaro (via Zacconi), alla presenza dell’artista, l’esposizione monografica “Alberto Lanteri – Pittoricamente modificato”, promossa dalla pro loco di Candelara e curata da Gilberto Grilli e Lorenzo Fattori. La mostra, che vuole essere un omaggio a Gioachino Rossini, cogliendone il suo aspetto più giocoso, è stata presentata in Provincia alla presenza dell’assessore alla Cultura Davide Rossi, insieme ad un’altra esposizione, “Portraits-Souvenir” dell’artista Bertrand Sallé, che sarà inaugurata sabato 10 agosto, alle ore 18, nel vicino Scalone Vanvitelliano, organizzata da Macula (Centro internazionale di cultura fotografica) e curata da Leonora Lotti e Debora Ricciardi.

“Voglio sottolineare – ha detto l’assessore Davide Rossi – questa interessante convivenza tra due mostre che, seppur diverse, hanno in comune la capacità degli artisti di sperimentare e misurarsi con nuovi linguaggi, mettendo in luce tutto il loro estro creativo”. Della mostra “Alberto Lanteri – Pittoricamente modificato” ha parlato uno dei due curatori, Gilberto Grilli, biografo ufficiale di Annigoni, il cui atelier venne frequentato anche da Lanteri. “Distaccandosi dal classicismo del primo periodo, Lanteri ha elaborato una cifra pittorica completamente nuova e inconsueta per il suo modo di lavorare, iniziando ad introdurre nei soggetti dipinti elementi di ‘disturbo’ come sfere di vetro, note musicali, dando vita ad un big bang cromatico che parte dal caos della genesi, fino ad arrivare a forme di vita vegetali, animali e umane, tutte in armonia tra loro”. Un nuovo surrealismo, come lo ha definito lo stesso Grilli, “che ha come protagonisti elementi di improbabile connessione: animali vestiti di oggetti, forme e colori innaturali, volti che vivono sospesi tra sfere di vetro luminose, uova colorate e note musicali, composti con una perfezione impeccabile”. Ne emerge una contagiosa esplosione di colore e di allegria, in un processo di scomposizione e ricomposizione dell’immagine. Un ruolo importante è assunto dalla musica: spartiti, note e chiavi di violino sono simboli costanti nelle sue opere. “Inevitabile – ha detto l’altro curatore della mostra, Lorenzo Fattori, direttore artistico della pro loco di Candelara – un confronto tra la sua pittura e la musica del grande Gioachino Rossini, ritratto da Lanteri in maniera magistrale: punto di partenza è una famosa immagine del compositore che tiene in mano una bacchetta fatta di biglie di vetro colorate che terminano con una chiave di violino policroma”.

La mostra “Portraits – Souvenirs” di Betrand Sallé è stata invece presentata dal presidente di “Macula” Alessandro Giampaoli e dalle curatrici Leonora Lotti e Debora Ricciardi. “Dopo il successo della personale ‘The Breath of Water’ dell’artista finlandese Susanna Maturi – ha detto Alessandro Giampaoli – proseguiamo sul terreno del confronto internazionale proponendo il lavoro di un giovane artista francese che si esprime attraverso il fotocollage, mezzo estremamente duttile e versatile, che consente di realizzare mondi sognanti e sognati in cui i ricordi si rincorrono sul filo della memoria”. Venti opere pensate appositamente da Sallé per lo scalone Vanvitelliano, nelle quali, come sottolineato da Leonora Lotti, “emergono i suoi ricordi d’infanzia, attraverso sovrapposizioni di disegni, fotografie ed oggetti ritrovati anche nei mercatini d’antiquariato. La sua particolarità è la ricerca estetica, che rispecchia il suo essere artista lunare, con un immaginario tutto suo”. Come aggiunto da Debora Ricciardi, “Bertrand Sallè porta con sé una matrice culturale francese molto potente: in Francia hanno occhi allenati ad una poetica sottile. Come Baudelaire univa le parole, Bertrand unisce le immagini in un fotocollage ancora più particolare del Dadaismo”.

Entrambe le mostre sono a ingresso libero.

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