Trucco cinese: sbanca la slot machine di un bar con un programma installato sull’iPhone. E a Mondolfo straniero molesta l’ex convivente e aggredisce i carabinieri

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8 agosto 2013

Carabinieri Marotta Fano SaltaraSALTARA – I carabinieri della stazione carabinieri di Saltara denunciano cittadino cinese per “frode informatica”,  in quanto con un programma elettronico installato nel proprio telefono cellulare alterava il funzionamento delle slot machine ‘sbancandole’. A Mondolfo arrestato un cittadino nigeriano violento che molestava l’ex convivente.

Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri della stazione di Saltara, su richiesta telefonica formulata al numero di pronto intervento 112, sono intervenuti nella periferia cittadina di Saltara, ove il titolare di un bar aveva denunciato la presenza di un cittadino cinese che, dopo aver eseguito tre sole giocate ad una slot machine ubicata nel proprio locale, nell’arco di circa 10 minuti aveva realizzato tre vincite consecutive, ritenute anomale, per l’importo di 210 euro. I carabinieri individuavano l’uomo, un 45enne residente regolarmente nella provincia di Pesaro e Urbino, mentre si accingeva ad entrare in un altro locale limitrofo e provvedevano a controllarlo sequestrandogli il telefono cellulare che aveva al seguito – un “Iphone 4” – all’interno del quale si ritiene che fosse installata un’applicazione che interagendo con il sistema elettronico del videogioco ne alterava il funzionamento permettendogli di realizzare delle vincite. Il telefonino  è stato quindi sottoposto a sequestro per i successivi accertamenti tecnici che saranno di sposti dall’autorità giudiziaria, mentre per il 45enne cinese è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica di Pesaro per “frode informatica”.

A Mondolfo, alle ore 2.30 circa di questa notte, i carabinieri della stazione di Marotta impegnati in un servizio perlustrativo notturno, sono intervenuti nei pressi della locale stazione ferroviaria, in quanto un 33enne cittadino nigeriano, che versava in stato di alterazione psicofisica, era entrato nell’autovettura dell’ex convivente, una donna 39enne della zona con la quale aveva litigato, e si rifiutava di scendere. E’ stata la stessa donna a telefonare al 112 e a richiedere l’intervento dei militari che, giunti sul posto, hanno provato a convincere l’uomo a scendere dall’auto, fino a quando questi dava in escandescenze aggredendo i carabinieri, che dopo una colluttazione, con non poche difficoltà, riuscivano ad immobilizzarlo e a trarlo in arresto con le accuse di violenza e minaccia a un pubblico ufficiale. A seguito dell’aggressione i militari sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari riportando lesioni giudicate guaribili in alcuni giorni. Il 33enne si trova ora rinchiuso nelle camere di sicurezza del comando in attesa del processo per rito direttissimo.

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